Nell’anno di Arnolfo

Il paese festeggia l’uomo che per vent’anni guidò Milano nel mezzo dei secoli bui. Incontri convegni e martedì la messa del vescovo Mario Delpini

L\'anno di Arnolfo, Arsago Seprio da riscoprire

C’è un paese in provincia di Varese dove se fermi qualcuno per strada, grande o piccolo che sia, e gli fai domande su medioevo, crisi dell’impero carolingio o scisma ortodosso, è molto probabile che questi sappia darti una risposta.

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Merito di Arnolfo II. Perché è l’anno di Arnolfo, questo 2018, mille anni dopo la morte del vescovo di Milano che nacque proprio qui ad Arsago e “conquistò” la città con le armi della fede ma anche del buon governo e della diplomazia.
 Era un periodo di grande incertezza, per diversi fattori: nuovo secolo, nuovo millennio e nuovi assetti politici con l’impero di Ottone III e le lotte per la conquista della corona d’Italia.

Arnolfo da Arsago seppe governare la città e farla “crescere” dal punto di vista economico, culturale e politico.
Nel testo De situ civitas Mediolani, veniva descritta una Mediolanum prospera e attiva, con l’esercito comandato da questo vescovo guerriero la città venne per un ventennio difesa e Arnolfo si schiererà con l’impero quando le ambizioni per conquistare lo stivale vennero allo scoperto, e seppe persino fungere da ponte verso l’oriente facendo un viaggio a Costantinopoli per portare in italia Zoe la figlia dell’imperatore bizantino promessa sposa di Ottone, e un serpente in bronzo oggi ancora esistente che si trova su di un capitello nella basilica di Sant’Ambrogio a Milano.

Il paese in questi giorni (e per cinque mesi) festeggia questa figura con diverse iniziative culturali messe in piedi da Comune e parrocchia che hanno creato un comitato dove sono state coinvolte scuole, gruppo musicale, e le istituzioni culturali locali.

L\'anno di Arnolfo, Arsago Seprio da riscoprire

Martedì 8 ci sarà forse l’evento clou del “Millenario Arnolfiano” col vescovo di Milano Mario Delpini che verrà a celebrare le messa nella meravigliosa Basilica di San Vittore, alla presenza del presidente della Regione Attilio Fontana.

La politica, nella Milano di inizio anno mille, c’entrava molto, come c’entra oggi se si è alla ricerca di una figura di riferimento legata alla passione per la propria terra e al contempo ad una visione proiettata al futuro che una figura come quella di Arnolfo ispira; di fronte all’imperatore, poi, Arnolfo non presentò mai Milano in una condizione di subalternità, ma anzi la proiettò in un contesto di primo piano a livello europeo. 

Pur essendo stato un nobile di provincia seppe andare alla conquista di una delle più grandi città dell’occidente di quel tempo, e ad Arnolfo, alcuni recenti approfondimenti accademici attribuiscono la volontà di edificare il battistero di San Giovanni: importanti segni del passato che fanno di Arsago un paese con un centro storico dall’aspetto monumentale: visitare la piazza con Basilica e Battistero è un’esperienza che lascia il segno.

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La pensa così Stefano Veturini (nella foto, di fronte all’antica stele del Battistero) il parroco di Arsago Seprio e Casorate Sempione, orgoglioso del “suo” Arnolfo: sì, lo sente un po’ suo perché questo prete nato a Milano a metà degli anni Sessanta ama la sua città d’origine dove oggi sorge il museo della scienza e della tecnica nato sulle fondamenta del monastero di San Vittore al Corpo voluto da Arnolfo.

Fu proprio il don a pensare nel 2009, quando arrivò in paese, che quel 2018, mille anni dopo la morte di Arnolfo, sarebbe stato un anno speciale.

E difatti i festeggiamenti per il millenario dureranno tutto l’anno. Ieri, sabato, c’è stato un convegno e un altro ce ne sarà a settembre con grandi nomi legati allo studio della storia medievale.

I ragazzi delle scuole sono stati coinvolti per realizzare schizzi su temi ispirati alle figure di animali presenti nelle chiese del paese: anche in questo caso si scoprono affinità con Milano. Ad Arsago sono presenti quattro edifici di culto, che rispecchiano la pianta originaria delle quattro basiliche milanesi, quasi a dire che molto, questo paese del Seprio, ha a che spartire con la grande città. Oggi si celebra Arnolfo, domani chissà.

Andrea Camurani
andrea.camurani@varesenews.it

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Pubblicato il 06 Maggio 2018
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