Pro Patria, il primo punto fermo è “l’architetto” della promozione

Il ds Sandro Turotti confermato: «Felice di restare e di programmare il lavoro, qui sto bene». E su Javorcic dice: «È l'unico allenatore con cui ho parlato»

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La stagione non è ancora terminata, per via del “torneo” tra le vincitrici dei giorni che assegna lo scudettino di Serie D, ma la Pro Patria sta già – ovviamente, trattandosi di club serio – gettando le basi per la prossima annata sportiva, quella che vedrà i Tigrotti tornare a disputare il campionato di terza serie.

E la prima mossa che arriva da casa biancoblu è di quelle importanti: la riconferma di colui che è stato il vero “architetto” della promozione in Serie C e più in generale del progetto biennale che ha dato solidità e credibilità alla società di via Cà Bianca: Sandro Turotti.

Il direttore sportivo è stata la prima pedina dello scacchiere a essere stata confermata da Patrizia Testa e dal suo staff: l’ufficialità è arrivata direttamente dal sito della Pro Patria che ha scelto (letterale)

«di dare continuità al rapporto grazie all’ottimo lavoro svolto da Turotti nel corso delle due stagioni trascorse, fino alla promozione di quest’anno. Due stagioni fatte di grandi risultati, che ci auguriamo possano continuare anche in futuro, come continueranno l’impegno e la responsabilità che hanno contraddistinto l’incarico del direttore sportivo in passato».

Calcio: Pro Patria domenica 6 maggio 2018
La festa promozione

«Gli attestati di stima fanno sempre piacere – racconta Turotti a VareseNews – e per questo non posso far altro che ringraziare la presidente e la società per queste parole. Restare a Busto era per me un obiettivo, perché in questi due anni mi sono trovato bene con tutto l’ambiente: sono contento di proseguire con la Pro Patria».

L’accordo tra il direttore sportivo e la società avrà ancora un respiro ampio a livello temporale: «Sicuramente l’orizzonte del mio rapporto con la Pro Patria andrà oltre il prossimo anno: la programmazione permette a tutti di lavorare meglio. Poi – chiosa Turotti – in questo mestiere è normale che i risultati facciano la differenza».

Riguardando alla stagione vincente dei Tigrotti, il dirigente di origini biellesi spiega: «Il momento più difficile? Ne ricordo due: dopo la partita con il Caravaggio e dopo quella con il Trento (pareggi che complicarono la corsa-promozione ndr). Ma li abbiamo superati. Di momenti belli invece ce ne sono tanti e, anzi, alcuni sono ancora in corso visto che ora andremo a giocare le finali per lo scudetto di Serie D. Però aver visto oltre 2mila tifosi paganti allo “Speroni” il giorno della promozione è stato davvero emozionante».

Quel giorno, in sala stampa, Turotti espresse la speranza di proseguire a lavorare insieme a mister Ivan Javorcic. «Confermo le parole di quel giorno e la stima che ho di lui, sia dal punto di vista tecnico – perché è allenatore preparato e con grandi potenzialità – sia da quello umano. Se lui rimarrà con la Pro Patria lo deve dire la società, non basta il parere positivo di Turotti. Ma di certo, posso dire che Javorcic è l’unico allenatore con cui ho parlato fino a questo momento…».

di damiano.franzetti@varesenews.it
Pubblicato il 29 maggio 2018
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