Buon compleanno Torre Civica

Il 27 ottobre 1938 terminarono i lavori in piazza Monte Grappa. Il Comune: «I fondi per la riapertura nelle previsioni di spesa per il 2019»


Torre civica

L’obiettivo è far salire non appena possibile i varesini lungo i 296 scalini fino all’alto dei 54 metri della Torre Civica per guardare la città da una prospettiva diversa.

E anche per stimolante quanti, fra i turisti, sono alla ricerca di folgorazioni da paesaggio, quella “sindrome” che forse Stendhal incubò qui a casa nostra scrutando il saliscendi prealpino, i laghi e le propaggini della pianura prima di arrivare a Roma, Napoli e Firenze che diedero titolo ad una sua celebre opera.

L’apertura del gigante in stile razionalista di piazza Monte Grappa potrebbe presto non essere più un sogno ma diventare realtà nel 2019, anno in cui l’amministrazione di Varese ha deciso di inserire la previsione di spesa di circa 150 mila euro per realizzare le prime opere utili per far salire il pubblico: parapetti e messa in sicurezza della scala, spostamento degli apparati radio (posti in cima) e il rifacimento dei bagni.

Lo ha specificato l’assessore Andrea Civati nel confermare la linea politica del sindaco Davide Galimberti, che dice: «Presto la torre sarà disponibile alle visite dei varesini. La previsione di spesa verrà inserita nel piano pluriennale delle opere pubbliche: lo approveremo prima di natale assieme al bilancio».
Un annuncio che arriva proprio nel giorno in cui terminarono i lavori, esattamente 80 anni fa, il 27 ottobre 1938, quando Mario Loreti consegnò le chiavi della sua creatura, dopo che l’architetto romano vinse un bando per realizzare l’edificio nato con vocazione ornamentale.

Forse la sua salvezza, dal momento che non venne mai utilizzata per accogliere il grande pubblico, con una pianta originaria intatta, che vanta caratteristiche tecniche in linea con quelle dei calcoli matematici sul deperimento del calcestruzzo: è sicura e ben fatta.

Esiste poi l’ipotesi messa nero su bianco da Riccardo Aceti ed Elena Brusa Pasquè, i due estensori del progetto da un milione e 300 mila euro che prevedeva non solo l’attivazione di un ascensore, ma anche la realizzazione di un bar nell’attico, per dotare la Città Giardino della sua “Terrazza Martini” con lo skyline unico, alpino e pedemontano in un solo colpo d’occhio. 
Un progetto ambizioso per ora chiuso nei cassetti di Palazzo Estense, voluto dall’amministrazione Fontana ma mai decollato per l’assenza di fondi.

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Pubblicato il 27 ottobre 2018
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Commenti

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  1. Scritto da carlo196

    Benissimo i programmi per il futuro ma, in tutti questi mesi, nessuno si è accorto che l’orologio della torre che dà su piazza Monte Grappa è avanti di un’ora? Speriamo che con il ritorno dell’ora solare le lancette vengano posizionate sull’ora giusta.

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