Chi ha rubato i ricordi degli amici dalla tomba di Mattia?

L'appello degli amici del giovane morto in un incidente stradale: «Tra due giorni è il suo compleanno, fateci questo regalo, ridateci i suoi ricordi»

Induno Olona - Mattia Ossuzio

Un brutto episodio di inciviltà al cimitero di Induno Olona. A segnalarlo l’associazione “In cammino con Mattia”, creata per ricordare il giovane Mattia Ossuzio (nella foto), scomparso cinque anni fa in un tragico incidente stradale.

«La scorsa settimana, delle persone non da noi identificabili e né, pare, dagli addetti alla sorveglianza del cimitero, hanno sottratto dal luogo in cui è situato Mattia tutti i ricordi che da quasi cinque anni si trovavano lì per accompagnarlo e sostenerlo in questo suo ultimo viaggio – raccontano gli amici di Mattia – Questi oggetti, come si può intendere, riportano un immenso valore affettivo, non dunque economico. Si tratta di ricordi legati alla squadra di calcio preferita di Mattia, angioletti, un gufetto lì volutamente lasciato a seguito della laurea della cugina di Mattia, Evelina».

Un gesto davvero privo di senso e di umana pietà: «Questo gesto senza cuore ha lasciato la tomba di Mattia spoglia, priva di tutti i pensieri che negli anni sono stati lì inseriti per esprimere affetto, vicinanza ed ogni altro comprensibile sentimento di tristezza per una scomparsa così precoce».

Gli amici di Mattia Ossuzio lanciano un appello: «Il 13 ottobre 2018 Mattia avrebbe compiuto 26 anni: se avete un briciolo di cuore, di rispetto e di compassione per il nostro dolore, restituiteci i ricordi di Mattia, fateci questo regalo, non agiremo contro di voi, né metteremo in campo altre azioni, vogliamo solo veder ritornare i nostri amati ricordi. Nulla potrà mai riportare Mattia su questo pianeta, ma esistono dei modi per sentirlo più vicino e quegli oggetti hanno proprio questo significato per noi. Qualcuno sosterrebbe certamente che non sia il caso di aggrapparsi ai beni materiali, ma dopo la scomparsa di Mattia non ci è rimasto nulla, se non gli oggetti e i ricordi che ci permettono di sentirlo vicino».

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Pubblicato il 11 ottobre 2018
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