Marcello Borghi, un varesino in azzurro

Il 25enne cresciuto nei Mastini giocherà a Budapest con l'Italia. «Era un obiettivo ma non me lo aspettavo del tutto: ora voglio dare il meglio»

marcello borghi hockey su ghiaccio

Non è l’esordio assoluto – quello risale a una amichevole Italia-Polonia giocato a Milano qualche anno fa – ma quasi: mercoledì 7 novembre un varesino DOC come Marcello Borghi tornerà a vestire la maglia (n° 27 ndr) della nazionale assoluta di hockey su ghiaccio. Un onore che in questi anni è toccato ad altri talenti nostrani come Thomas Larkin (oggi nell’Adler Mannheim) e Tommaso Goi (in forza all’Ambrì Piotta) a conferma di come il Varesotto, pur tra le difficoltà, continua a offrire una scuola di buon livello per chi ama questo sport.

Borghi, 25 anni, gioca da qualche stagione nel Milano Rossoblu dopo essere cresciuto nel vivaio dei Mastini, ma ha sempre un occhio di riguardo per la squadra giallonera dove continuano a militare i fratelli Francesco e Pietro con i quali è in contatto continuo. «E spero di venire presto a vedere una partita completa dei Mastini visto che finora tra il loro calendario e il mio è stata un’impresa impossibile». Foto: Borghi in azione (credits: Fb Milano Rossoblu/C. F. Semino)

Lo abbiamo raggiunto telefonicamente a Budapest, sede del torneo Euro Ice Hockey Challenge che l’Italia giocherà contro i padroni di casa dell’Ungheria, il Kazakistan e la Corea del Sud: esordio mercoledì 7 (19,30) con gli asiatici, poi venerdì (16) con i kazaki e infine sabato (16) con i magiari.

Marcello, si aspettava questa convocazione?
«Non proprio: è una di quelle cose a cui pensi quando ti alleni e giochi, era un mio obiettivo ma non posso dire che me lo aspettavo. Ci sono tanti giocatori forti, sono felice di essere stato chiamato».

Da quest’anno gioca in Alps: salire nella massima categoria è stato fondamentale per rientrare nel giro azzurro?
«Certamente: l’Alps è un campionato di livello superiore rispetto alla IHL ed è stato un passaggio importante per arrivare in Nazionale».

Con che spirito si sta avvicinando alle partite di Budapest?
«Senza dubbio vivo con emozione la vigilia ma anche con la consapevolezza che sarà un impegno duro. L’obiettivo è quello di dare il massimo quando sarà sul ghiaccio, di restare concentrato e di giocare al meglio. Vedremo se e come sarò impiegato: ci siamo allenati insieme lunedì, poi abbiamo viaggiato e faremo una rifinitura qualche ora prima della partita».

Dopo l’impegno azzurro si ritufferà nel campionato: come sta andando fino a ora?
«Non è facile perché per il Milano, come per me, è il primo anno in Alps: io credo che i playoff siano un obiettivo raggiungibile anche se per ora siamo al di sotto della “linea”. Però abbiamo perso alcune partite di stretta misura anche contro squadre quotate: è un torneo in cui si paga caro il minimo errore, se riusciremo a ridurre questi problemi potremo puntare alla qualificazione».

di damiano.franzetti@varesenews.it
Pubblicato il 06 novembre 2018
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