«Abbiamo pulito una strada ma i sacchi ce li siamo dovuti portare a casa»

Una mattina di lavoro e volontariato ambientale finita male: il Comune non ha accettato la spazzatura raccolta, seppur già differenziata. Il sindaco chiede scusa: “Un fraintendimento, vi aspettiamo: tornate a pulire”

Strada pulita, sacchi riportati a casa

Ti alzi la domenica per pulire una strada, “fai” i sacchi già differenziati con l’immondizia raccolta e alla fine devi riportartela a casa perché il Comune non li vuole.

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Come dire: la prossima volta non venite, lasciate tutto com’era. Il punto che il gruppo di volontari di “strade pulite” di sacchi, quella mattina di fine novembre, sulla provinciale e tirò su 60. Proprio così: in una mattina di lavoro sessanta sacchi contenenti cartacce, bottiglie, lattine e tutto ciò che può venire in mente, lì anche da vecchia data, come testimoniano le immancabili lattine di “Italia 90”, e tanto altro.
Ma cos’è successo?

I fatti, come descritti di suo pugno da Damiano Marangoni, il “pulitore della Valganna”

«Domenica 25 novembre, con un gruppo di volontari di Strade pulite ci siamo occupati della pulizia della provinciale 32 tra il cimitero di Sangiano e lo svincolo per Cittiglio a Mombello.
In 3 ore abbiamo raccolto una sessantina di sacchi e materiale vario, una metà raccolti in comune di Laveno Mombello, sono stati raccolti all’ingresso della vicina isola ecologica di Mombello, l’altra metà raggruppati in una piazzola in comune di Sangiano.
Il giorno dopo ci siamo premurati di inviare una email di segnalazione presenza amianto al comune di Sangiano, il quale ci ha risposto intimandoci di rimuovere immediatamente i sacchi dalla piazzola con queste testuali parole: “Si chiede l’immediata rimozione dei sacchi abbandonati lungo la strada pubblica. Ci preme segnalare inoltre che questo ufficio non ha mai, mai autorizzato in nessuna forma il deposito dei sacchi”.
Abbiamo così deciso di rimuovere tutto noi, abbiamo contattato le più vicine isole ecologiche (Mombello, Leggiuno, Cavona) ma nessuna ci ha dato il permesso di scaricare quindi siamo stati costretti a portarci i sacchi a casa e dopo aver differenziato, smaltito in privato i rifiuti delle strade di Sangiano».

Strada pulita, sacchi riportati a casa

Fin qui, una brutta favola, per altro dal finale puzzolente.

Ma non tutto è perduto, perché Varesenews ha contattato il sindaco di Sangiano, Daniele Fantoni, che con molto garbo e gentilezza ha spiegato la faccenda, frutto a suo dire di un fraintendimento:
«Era la prima volta che questo gruppo veniva a Sangiano a pulire. Conosco le gesta di questi volontari e del suo ispiratore e mi rincresce per quanto accaduto. Il punto è che a Sangiano non abbiamo mai avuto la visita di questo gruppo e vi è stato un fraintendimento con l’ufficio tecnico: la prossima volta lasceremo precise istruzioni per lo smaltimento dei rifiuti in loco».

Perché, ci sarà una prossima volta? «Certo, queste persone sono da lodare peri il meritorio lavoro che fanno alla collettività, e li aspettiamo a braccia aperte», conclude il sindaco.

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Pubblicato il 13 dicembre 2018
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Commenti

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  1. Scritto da Giorgio Martini Ossola

    e certo caro Sindaco,aspettateli a braccia aperte perché se si spera che il comune ci pensi da solo a ripulire le strade altro che lattine di italia “90….è vero che alcune persone sporcano,che siano incivili ecc ecc ma posso assicurare che viaggiando molto sulle strade Svizzere ed Italiane vedo la differenza,in Svizzera una lattina resta sul ciglio della strada al massimo una settimana,in Italia ci rimane per anni,così facendo si accumulano rifiuti per anni ed il risultato le vediamo tutti.

  2. Scritto da lx

    altro che fraintendimento ,che il sindaco si vergogni!!!i comuni hanno il dovere di tenere pulito!!!quelle bravissime persone si sono dovuti pure fare carico a livello economico di smaltire i rifiuti che da ANNI erano in quella zona!!il sindaco se si vuole scusare e recuperare un minimo di dignita’contatti i volontari e rinborsi le spese da loro sostenute!!

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