A quale età dare il telefono ai ragazzi?

Arriva il Natale e si ripropone il quesito: "se mio figlio chiede in regalo lo smartphone, come mi comporto?" I consigli dell'esperto

Generico 2018

“A Natale mi regalate il cellulare?” Eccola lì: la domanda tanto temuta è arrivata. Vostro figlio vi chiede uno smartphone. Quanti anni ha? Sempre meno. Si parte in quinta elementare a chiedere sommessamente un cellulare, ma via via la domanda si fa sempre più insistente.
E la risposta? La risposta, come scrive Rudy Bandiera, docente ed esperto di web marketing, non c’è. O meglio è complessa. Vi riportiamo qui sotto testo e video del post pubblicato sul suo blog.
E voi cosa ne pensate? Come vi siete comportati? Quali consigli dareste? E se sull’argomento volete un altro parare autorevole leggete i consigli del dottor Alberto Pellai

 


Quella del titolo è la domanda classica che mi viene rivolta ogni volta che mi approccio all’argomento “educazione civica digitale” da genitori che, giustamente, hanno un sacco di perplessità in riferimento a come comportarsi con i ragazzi che oggi iniziano a chiedere il cellulare sempre prima.

In realtà una risposta corretta in senso assoluto alla domanda di fatto non ce l’ha nessuno e per un motivo piuttosto semplice: quando ero ragazzino io gli smartphone non c’erano ed è quindi ovvio che alcuni “protocolli educativi” non c’erano nella misura in cui non c’erano le cose che dovevano essere educate.

Questo ci mette nella condizione di dover sperimentare strade sconosciute o in qualche modo di dover andare per tentativi, ma grazie alle migliaia di persone con le quali ho parlato, qualche idea me la sono fatta.
Nel video cerco di esplodere in dettaglio il ragionano dei perché e dei quando, ma il senso riassunto sta in 3 punti fondamentali:

1- Abbiamo il dovere di organizzarci come genitori, per cercare di evitare il “glielo do perché ce l’hanno tutti”. Uno dei grandi problemi che si trovano è quando la nostra creatura ci dice il temutissimo “ma ce l’hanno tutti” e questo ci lascia di pietra, terrorizzati. Abbiamo la possibilità e il dovere di organizzarci.

2- Abbiamo il dovere di controllare cosa fanno i ragazzi con il telefono. Mio padre veniva a controllare con chi e quando andavo a giocare nel campetto, perché noi pensiamo che farlo sui loro device sia una violazione della privacy? Dobbiamo rispettare loro e i loro contenuti ma abbiamo anche il diritto di vagliarli.

3- Si insegna con l’ESEMPIO che lo smartphone è una risorsa LIMITATA. Se noi per primi abbiamo il telefono in mano in continuazione e se noi per primi non siamo in grado di darci una regola, come possiamo pretendere di darla ai ragazzi?

Spero che questo video possa essere utile e spero di cuore di poter avere dei commenti che ci aiutino, tutti, a costruire una coscienza digitale maggiore.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 dicembre 2018
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