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“Siamo stati raggirati. E la responsabilità è anche nostra”

L'analisi di Pier Fausto Vedani di una gestione della sanità che ha tradito le aspettative nell'indifferenza generale

La protesta delle mamme per l'ospedale di angera

“Evitino rimpalli politici utilizzando i giornali per farsi belli sul tema del Punto Nascite di Castelnovo Monti senza muovere un dito per riaprirlo: ci sono mamme in difficoltà perché debbono lasciare la famiglia per andare a partorire 70 km lontano, donne che vivono nella paura di non arrivare in tempo in ospedale, donne che hanno partorito sulla strada, donne che sono state sballottate per due ore avanti e indietro prima di arrivare in ospedale, donne che non trovano neanche l’assistenza di un tracciato durante la gravidanza, donne che hanno perso il figlio per distacco della placenta perché non sono arrivate in tempo all’ospedale, quando il mese prima quello del paese era ancora aperto.”

La crisi della sanità pubblica ha colpito duramente anche l’Appennino reggiano, ex paradiso politico comunista (al pari dell’intera regione) prima della disintegrazione provocata dal PD renziano.

La gente si è ribellata agli ignobili prelievi romani di risorse finanziarie che spettavano alla salute pubblica e in pratica per le elezioni regionali del prossimo anno ha dato appuntamento ai cultori dell’obbedienza pronta, cieca e assoluta dei Pepponi di un tempo.

Una rivolta che noi gente del Nord Ovest di Lombardia non abbiamo avuto il coraggio di portare a termine, ma con due rilevanti eccezioni, quella dei varesini che hanno “vaffato” i leghisti bosini scegliendosi un più che accettabile sindaco progressista, e quella dello splendido popolo di Angera scatenatosi perché umiliato dall’ormai celebre stupidario della riforma sanitaria “alla lombarda” che a guardare bene mira a eliminare per legge le malattie e pure l’assistenza alla future mamme visto che miniaturizza gli ospedali senza sostituirli con altri luoghi di cura e inoltre permette che da oltre 10 anni non vengano ritoccati gli stipendi degli operatori sanitari.

Ho citato una testimonianza attendibile su un sistema sanitario deficitario alla quale pare non siano seguite notizie di una attenzione della magistratura.  Quanto meno per sapere se ai cittadini, vessati da leggi e provvedimenti spesso incredibili, viene concessa, almeno in sede civilistica, una tutela giuridica.

A Varese nelle ultime ore Milano ha ufficialmente comunicato che al Del Ponte non arriveranno i finanziamenti annunciati per il completamento dell’ospedale per i bambini. In fumo piani e promesse e noi fatti cornuti una prima volta e per ben 23 anni dal Centrodestra al potere in Comune e in Regione, all’inizio della seconda era, sempre al servizio degli stessi partiti, abbiamo ricevuto la seconda mazzata a conferma di un autolesionismo inaccettabile. Noi elettori si continua a non capire che non si deve andare oltre, che il vero cambiamento, il vero rispetto da parte dei nostri eletti lo avremo solo dopo aver mandato a casa chi ancora oggi ci rappresenta, tutti, nessuno escluso. Sembrano  gente che ama tradirci, non al nostro servizio.

D’altra parte proprio il loro disastroso apporto al nostro sistema sanitario lo conferma: con anni di silenzi e bugie per il tramite dei loro
caporali hanno messo in ginocchio il nostro sistema assistenziale e pure l’ ateneo insubricocon risultati da applausi se oggi per interventi non eccelsi gli ammalati vengono inviati in ospedali fuori provincia, senza dimenticare che sono state abolite parecchie specializzazioni indispensabili per formare bene i nuovi medici.

Dai vertici sanitari arrivati calcioni al sistema accademico apparso sconcertato e rammollito. 

Senza contare che le aquile in questione ci hanno anche privato di un ricercatore, il dottor La Rosa, coautore di un protocollo medico che per una decina d’anni oggi costituisce un riferimento mondiale. Il dott. La Rosa lavora a Losanna, per fortuna che se ne sono andati anche i responsabili, ospedalieri e accademici, della rinuncia a uno scienziato giovane e affermatosi lavorando al Circolo.

Dove oggi abbiamo un nuovo direttore generale. Non ci facciamo illusioni a meno che non gli riesca di attenuare gli slanci rivoluzionari e riformistici dei boss milanesi. C’è a Varese anche un clima da cambiare nei rapporti con la comunità e con i dipendenti del Circolo. Siamo stati una città ben servita dalla sanità grazie anche agli interventi dei privati e alla credibilità della politica.

Se in questi anni siamo stati di fatto raggirati con annunci infantili, con programmi fasulli e promesse ridicole, certamente abbiamo delle responsabilità anche noi, cittadini e giornalisti.

Responsabilità non pari però a quelle di chi ha avuto incarichi politici, come per esempio tutti coloro che hanno servito, si fa per dire, in consiglio comunale, con l’eccezione di consiglieri assennati e attenti come Mirabelli e Corbetta davanti ai problemi della sanità e della salute dei varesini.

Se deve finire a quel paese anche chi ama davvero la nostra comunità, allora dobbiamo farci precedere da chi non ha capito che oggi il mondo è cambiato e che questi politici non sono più affidabili, non come persone, ma quando sono espressione di una realtà gestionale fondata su partiti travolti dalla brama del potere sino a essere quasi nemici della democrazia e del buon senso.

A furia di ripeterci come un elettorato malaccorto e “romantico” alla fine potremmo correre grandi rischi, compreso quello dell’uomo forte.

A nessun italiano andrebbe poi a genio di pensare con nostalgia ai tempi che oggi viviamo. 
Quelli dello stupidario.

di
Pubblicato il 19 Dicembre 2018
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