Quando è utile portare un bambino dallo psicologo?

Chi è appena diventato genitore, o chi si appresta a diventarlo a breve, sa che la parola apprensione entra prepotentemente all'interno del proprio vocabolario quotidiano. Ci si chiederà spesso se e quando qualcosa nel comportamento del bambino potrebbe non funzionare in maniera corretta e se questo qualcosa si discosterà in maniera più o meno incisiva da quella che viene definita normalità

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Chi è appena diventato genitore, o chi si appresta a diventarlo a breve, sa che la parola apprensione entra prepotentemente all’interno del proprio vocabolario quotidiano. Si tratta di un fattore che, spesso e volentieri, conduce sia la mamma che il papà ad imboccare un circolo vizioso, una direzione che condurrà lentamente ma in maniera inesorabile a porsi continui interrogativi.

Ci si chiederà spesso, quindi, se e quando qualcosa nel comportamento del bambino potrebbe non funzionare in maniera corretta, e se questo qualcosa si discosterà in maniera più o meno incisiva da quella che viene definita normalità.

Ma in cosa consiste il concetto di normalità? Cosa può essere definito normale? Ovviamente, come si potrebbe facilmente dedurre, provare a stilare un concetto universalmente riconosciuto di normalità potrebbe rivelarsi se non altro una impresa assai ardua, se non addirittura impossibile.

Questo perché ogni individuo, e pertanto ogni bambino, possiede peculiarità fisiche e psicologiche che potrebbero condurlo ad affrontare una determinata situazione in modo del tutto diverso da qualsiasi altro coetaneo. Talvolta quello che viene reputato ed etichettato come normale, altro non è che una definizione più o meno accettata ed approvata da una cultura che, per connotati e caratteristiche, non possiede affatto parvenza alcuna di oggettività, e quindi di incontrovertibilità.

Proprio per questo motivo non tutto ciò che non è reputato normale deve essere per forza considerato patologico.

Consultando l’enorme e sconfinato oceano di informazioni, un genitore potrebbe quindi preoccuparsi per la crescita del proprio bambino, facendo però fatica a distinguere un comportamento naturale da quello che invece potrebbe rappresentare un problema.

Come è possibile comprendere se il comportamento dei nostri figli è problematico?

Generalmente ci si basa su comportamenti standard, che dovrebbero svilupparsi seguendo una precisa linea temporale. Ogni comportamento è inscritto all’interno di uno specifico contesto culturale, familiare e sociale, e qualora un bambino o ragazzo, svilupperò delle tendenze più o meno marcate verso un atteggiamento che si discosta dalla “norma”, allora sarà lecito definire un comportamento problematico.

Ciò nonostante, quello che è stato appena affermato consiste in un consiglio la cui applicazione nella vita di tutti i giorni è difficile da adottare. Ogni bambino presenta delle differenze tali da imprimere in ognuno di loro delle peculiarità personali sostanziali, con predisposizioni ed atteggiamenti che variano quindi da soggetto a soggetto. Tutto questo non deve costituire per il genitore fonte di preoccupazione alcuna, ma solo uno spunto dal quale comprendere una volta per tutte che non tutti posseggono gli stessi tempi di apprendimento e che quindi talvolta non sarebbe male attendere che un cambiamento positivo faccia capolino in automatico.

Se da un lato ci sono genitori eccessivamente apprensivi, dall’altro lato esistono genitori la cui negligenza li porta purtroppo a sorvolare su quelle che potrebbero definirsi delle vere e proprie difficoltà dei ragazzi.

In questi casi, non esiste nulla di più sbagliato di tentare di improvvisare soluzioni di fortuna. Piuttosto, cosa buona e giusta sarebbe un reale interessamento del genitore verso la sfera emotiva del bambino o dell’adolescente, chiedendo aiuto qualora l’evenienza lo richieda.

Una figura adatta a sciogliere tutti questi dubbi è lo psicologo infantile, il quale mediante le sue competenze provvederà ad offrire strategie incisive adatte sia per aiutare il bambino ad uscire da questo tunnel, sia a migliorare la qualità della vita della famiglia.

Se sei preoccupato per il comportamento o per lo sviluppo del tuo bambino, se sei incerto del significato migliore da attribuire a qualunque suo atteggiamento oppure se non sai a chi rivolgerti, puoi fare affidamento su un portale di consulenza psicologica tutto italiano: PsicologiOnline.net.

Per mezzo del portale Psicologi Online sarai certo di fare affidamento solo e soltanto su professionisti certificati e qualificati, iscritti all’albo e che possano realmente darti una mano. Pochi semplici click saranno sufficienti a trovare lo psicologo più vicino a te, con ogni scheda di presentazione che ti metterà a disposizione tutte le informazioni necessarie riguardanti il professionista al quale deciderai di affidarti.

Talvolta, anche un solo colloquio è sufficiente a rassicurarti, schiarendoti le idee sul come affrontare nel migliore dei modi una determinata situazione. Il ruolo di uno psicologo è proprio quello di analizzare le dinamiche familiari, insieme a quelle che si verificano all’interno del contesto scolastico. Sulla base di questa accurata analisi, lo psicologo proverà a formulare delle ipotesi il cui scopo sarà quello di aiutare sia i genitori che gli insegnanti, senza dimenticare ovviamente i bambini.

Successivamente alla seduta organizzata insieme a tutta la famiglia, il bambino dovrebbe essere pronto ad affrontare una seduta faccia a faccia con il professionista. Quest’ultimo avrà il compito di aprirsi, con la massima delicatezza possibile, un varco nella mente del bambino, capendo da dove provengano i turbamenti che lo affliggono.

Affinché tutto vada nel migliore dei modi, tra lo psicologo ed il bambino deve instaurarsi un rapporto di fiducia reciproca, così da permettere al piccolo di aprirsi senza paura di essere giudicato.

Ricorda che questo non basta però. Anche i genitori dovranno assumersi le proprie responsabilità, mettersi in gioco e iniziare un percorso di cambiamento insieme ai propri figli.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 gennaio 2019
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