#digit19: si terrà al Polo Universitario di Prato

Si chiama “In attesa di diventare dei” l'ottava edizione del festival dedicato al giornalismo e alla comunicazione digitale

Avarie

Si chiama “In attesa di diventare dei” l’edizione numero otto di #Digit, festival dedicato al giornalismo e alla comunicazione digitale che si svolgerà per la seconda volta a Prato, all’interno del Polo Universitario della città del tessile: il PIN.

L’edizione numero 8 della manifestazione fondata da Pino Rea, Paolo Ciampi, Vittorio Pasteris e Marco Renzi nel lontano 2011, nella sua prima declinazione del 2019 partendo dalle riflessioni di Noah Yuval Harari proverà ad affrontare alcuni dei temi più “caldi” in discussione nel comparto editorial-giornalistico. In particolare si parlerà di: 5G, algoritmi, gig economy, lavoro, intelligenza artificiale, machine learning, modelli di narrazione e di business, contratti, hate speech, disobbedienza digitale, libertà di stampa, diritto all’oblio, archivi e gestione dei dati.

Un condensato e nello stesso tempo uno spaccato per cercare di fare il punto aggiungendo conoscenza al e nel mondo del giornalismo e della comunicazione. Nostri partner nell’iniziativa saranno come sempre il Comune di Prato e l’Ordine dei giornalisti della Toscana, da questo punto in poi meglio definito e definibile come Fondazione dell’ordine dei giornalisti della Toscana. «Assieme a loro troveremo i colleghi di Varese News e l’associazione della stampa online (Anso), e poi il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei giornalisti – il presidente Carlo Verna interverrà a dare il via alla manifestazione il 14 mattina alle 9,00 – la Fnsi, ai cui vertici sono stati recentemente riconfermati al termine del congresso nazionale di Levico il segretario Lorusso e il presidente Giulietti, le altre istituzioni del mondo del giornalismo Inpgi e Casagit, e tanti altri vecchi e nuovi amici di lsdi e digit. L’evento che come sempre erogherà crediti formativi per i giornalisti all’ascolto, è già prenotabile in toto o come singolo panel, workshop o speech, da qualche giorno sulla piattaforma Sigef . Per tutti gli altri che vorranno partecipare alla manifestazione come sempre l’ingresso sarà libero e gratuito senza alcune necessità di prenotazione fino all’esaurimento dei posti disponibili. Per i giornalisti oltre alla prenotazione online sulla piattaforma Sigef sarà possibile registrarsi anche il giorno dell’evento presso la segreteria della manifestazione e previo verifica dei posti disponibili. Espletate le formalità di rito veniamo a raccontare il programma in profondità e con dovizia di particolari».

Si comincia con un evento di 4 ore tutto dedicato al fenomeno 5G. «A nostro avviso i tempi sono maturi per raccontare per esteso questo ennesimo grande colpo di scena nello scenario digitale – continuano gli organizzatori – . La prossima accelerazione nei tempi di trasmissione dei dati grazie al protocollo di “Quinta generazione”(5g) eliminerà i tempi morti, o meglio, per dirla con gli scienziati la “latenza”. Accoppiando la riduzione dei tempi di trasmissione con il definitivo cablaggio in fibra ottica delle città e la disseminazione capillare di sensori: fuori e dentro le nostre case; il mondo così come lo conosciamo – non proprio benissimo ancora oggi dopo la rivoluzione digitale – cambierà ancora una volta e in modo ancora più radicale continuando ad accelerare i propri processi, al punto che l’interazione uomo macchina, già ora non del tutto realizzata e compresa, sarà scavalcata dalla nuova e non rimandabile funzione macchina – macchina, nella quale il nostro ruolo come esseri umani quale sarà? Secondo i catastrofisti marginale, tendenzialmente poco utile se non definitivamente obsoleto; secondo gli integrati ancora e sempre maggiore ma diverso, in attesa di diventare noi stessi delle semi-divinità. Superuomini con impianti neurali sottocutanei – già esistono – vestiti di apparati che ci controllano ma anche ci potenziano, ci rendono più forti, veloci, acuiscono i nostri sensi, – già esistono – a bordo di auto intelligenti e guidate dai computer – già esistono – e con il nostro sangue arricchito di nanobot che ci curano a nostra insaputa mentre facciamo il possibile per avvelenarci o peggio mangiando, bevendo e assumendo qualunque tipo di sostanza, più o meno legittima, ci capiti a portata di mano. Questo ancora non succede, almeno non così, ma i nano-robot cellulari riprodotti sul modello delle cellule staminali sono certamente una frontiera su cui la scienza medica sta lavorando da anni. Questi scenari degni della fantascienza sono dunque improvvisamente giunti alla nostra portata e la quinta generazione della trasmissione dei dati, che entrerà in vigore entro un paio di anni in tutto il mondo, sarà uno degli eventi scatenanti di questo ulteriore passaggio».

«Le città divenute improvvisamente intelligenti grazie ai sensori da cui saranno letteralmente invase e l’internet delle cose, ovvero il dialogo automatico e in tempo reale tramite i medesimi sensori, fra ogni macchina, apparato, o infrastruttura dotata di cip e sensore – attorno, fuori e con noi, addirittura, dentro di noi, – permetterà di realizzare cose incredibili e inusitate anche per la fantasia gli stessi scrittori di fantascienza fino a pochi anni fa. Come si rifletterà tutto questo su di noi, sulla nostra conoscenza, sulla formazione di una libera opinione? Come lavoreremo questa immensa mole di dati? Chi ci aiuterà a comprendere e decodificare tutte queste informazioni? Non sarà possibile che forse i giornalisti, certo non quelli che pensano di essere detentori della verità o peggio che le notizie debbano essere loro esclusivo patrimonio, ma quei professionisti dell’informazione che si metteranno al servizio della comprensione, che si prenderanno cura dei dati, che non contrasteranno il cammino della conoscenza pensando di poter apporre bollini o marchi ai processi di acquisizione, produzione e diffusione delle notizie, possano fare la differenza? Possano essere finalmente e con il bene placito di tutti, protagonisti di questa che qui a bottega abbiamo battezzato in epoca non sospetta “golden age dell’informazione”. Servono competenze in più certo, ma le abilità centrali della nostra professione, il saper distinguere professionalmente un evento vero da uno falso o soltanto verosimile, il riuscire a scremare la fuffa individuando magari in dieci o cento o mille diversi articoli, le informazioni utili e poi rimetterle assieme per costruire nuovi e davvero utili percorsi di conoscenza, sono e saranno sempre di più le qualità necessarie per i giornalisti del nostro tempo. Nell’aula magna del Polo universitario di Prato giovedì mattina dalle 9,30 alle 13,30 si alterneranno sul palco amministratori, professori universitari, giornalisti, data scientist, esperti della rete e del mondo digitale, per provare a farci comprendere questa nuova rivoluzione epocale costituita dall’avvento del 5g di cui Prato, è bene ricordarlo, dal 2017 è divenuta una delle 5 città europee: Milano, l’Aquila, Matera e Bari in cui si concentrano gli studi e la sperimentazione sul campo del nuovo protocollo di trasmissione dei dati».

 

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 febbraio 2019
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