Samuela unisce: in tantissimi alla camminata organizzata per ricordarla

Sotto il sole di questa domenica 24 marzo in tantissimi hanno voluto dare il proprio segno e il proprio contributo partecipando alla camminata organizzata per ricordare Samuela

La camminata per Samuela

In tantissimi hanno partecipato alla “Camminata per Samuela”, la donna di 39 anni scomparsa il 4 giugno del 2018.

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L’ha uccisa il cancro, ma questa giovane donna di Inarzo ha lasciato un segno, oltre ai suoi due figli. Nei momenti in cui la malattia la privava delle forze, lei ha voluto pensare agli altri, alle persone malate che come lei in quel momento stavano lottando giorno per giorno. E il suo desiderio oggi si è concretizzato: grazie a lei, alla sua memoria, è stato possibile acquistare una macchina, la Veinviewer, che agevola il prelievo del sangue e presto verrà consegnata all’Ospedale di Circolo.

La mobilitazione è stata massiccia e in poco tempo sono stati raccolti i soldi necessari per acquistare la macchina. E anche sotto il sole di questa domenica 24 marzo in tantissimi hanno voluto dare il proprio segno e il proprio contributo partecipando alla camminata organizzata per ricordare Samuela.

La lettera che Samuela ha scritto è davvero toccante, la riportiamo integralmente:

Ciao, mi chiamo Samuela avevo poco più di 35 anni quando mi hanno diagnosticato il Cancro al seno. Nonostante mi sia sempre sottoposta a tutti i controlli di prevenzione, il Tumore ha invaso il mio corpo senza nessuna pietà.
A circa un anno e mezzo dall’intervento sono comparse le prime metastasi, segno inequivocabile che non sarei più guarita, l’unica possibilità era tentare con le terapie di cronicizzazione del Cancro. Queste terapie chemioterapiche sono state invasive e debilitanti ma non ho mai perso la speranza di “trovare” la strada giusta che mi permettesse di veder crescere i miei bambini, malgrado tutto ho sempre creduto nella ricerca. La mia consapevolezza di paziente metastatica non mi ha mai tolto il sorriso e la gioia di vivere.

Negli ultimi quattro anni, tra interventi, terapie e controlli passavo molto tempo presso l’ospedale di Circolo a Varese, diventato per me la mia seconda casa, dove mi sentivo curata ed assistita nel migliore dei modi. Prima che la malattia si aggravasse avevo espresso il desiderio di donare qualcosa di utile che agevolasse i soggiorni quotidiani ai pazienti oncologici. Nelle mie ricerche ho individuato uno strumento che facilita il prelievo del sangue, operazione semplice ma molto fastidiosa per chi si sottopone alla chemioterapia.
Grazie alle vostre donazioni spero di realizzare questo mio desiderio, ossia quello di fare qualcosa di concreto per il prossimo, dando un piccolo aiuto alle persone ammalate che devono lottare ogni giorno contro la sofferenza e la malattia. Un abbraccio a tutte le persone che mi aiuteranno.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 marzo 2019
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