Restano in carcere i due spalloni della coca

Dopo il fermo avvenuto lo scorso 23 aprile, la decisione della magistratura ticinese. Come si muove la droga al confine

Avarie

I due fermati di San Pietro di Stabio lo scorso 23 aprile rimangono in carcere.

La polizia cantonale aveva fermato una vettura con targhe tedesche al cui interno vennero rinvenuti oltre 19 chili di cocaina.

IN CARCERE – Per questo il ministero pubblico comunica che il giudice dei provvedimenti coercitivi (GPC) ha confermato la carcerazione preventiva nei confronti di due cittadini albanesi.

Si tratta di un uomo 33enne residente nel Varesotto e di una donna 22enne residente in Albania. L’inchiesta è coordinata dalla Procuratrice pubblica Marisa Alfier.

I CHILI – Quei 19 chili rappresentano solo la goccia nel mare dello stupefacente che entra in Italia, destinato però probabilmente a far sballare le statistiche sugli ingresis di droga dal Ticino.
Secondo il rapporto 2018 della Sezione antidroga (SAD) della Polizia cantonale ticinese pubblicato ai primi di aprile, i sequestri di droga, in gran parte riconducibili a stupefacenti in transito, l’anno scorso consentirono di fermare 90 chili di marijuana (furono 75 nel 2017), 109 chili di hashish (38 l’anno prima) e 3.000 piante di canapa (furono 2.369 nel 2018).
In merito alla coca, nel 2018 ne vennero intercettati 4.5 chili, ma furono ben 26 quelli sequestrati nel 2017; 28 i chili di eroina contro i 14 di due anni fa.
Le persone denunciate per reati concernenti la Legge federale sugli stupefacenti sono state complessivamente 1.723 (1.880 nel 2017), di cui 286 minorenni (347). Gli arresti hanno raggiunto quota 111 (138).

AUMENTA LA PUREZZA – Anche il Ticino è confrontato con un grado di purezza sempre più elevato della cocaina spacciata. I campioni analizzati, relativi ai sequestri avvenuti nel cantone e in gran parte di quelli romandi, hanno infatti evidenziato un aumento della sua purezza con una percentuale media del 60%. Quella dell’eroina resta invece stabile a circa il 25%.

CHI SPACCIA – Nel 2018 non vi sono stati cambiamenti degni di nota nelle modalità dello spaccio e del consumo: «Permane costante – si legge nel rapporto – la presenza di spacciatori albanesi, attivi soprattutto nella vendita di eroina che, approfittando dello stato di bisogno e della connivenza dei tossicodipendenti locali, vengono da loro ospitati in cambio di sostanza stupefacente. Nonostante i numerosi arresti e le consistenti quantità di droga sequestrate, si è purtroppo constatato che le organizzazioni al vertice del traffico hanno proseguito imperterrite e in maniera costante la loro illecita attività, continuando ad inviare in Canton Ticino persone, in gran parte giovani nullafacenti e indigenti, con l’obiettivo di rimpiazzare gli spacciatori arrestati. Anche la presenza sul territorio cantonale di trafficanti dominicani, attivi soprattutto nello spaccio di cocaina, è pressoché costante, con spacciatori pronti a prendere il posto di quelli posti fuori circolazione dalle inchieste».

RAPPORTO 2018 ANTIDROGA

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Pubblicato il 29 aprile 2019
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