Da Bologna a Verona con in mezzo 3.500 chilometri: scatta il 102° Giro d’Italia

Nibali è l'italiano più quotato, tanti gli stranieri d'assalto con Dumoulin, Yates e Roglic in prima fila. Viviani in maglia tricolore punta alle volate, un solo corridore di Varese al via. Ecco le tappe, le squadre e le maglie assegnate

giro d'italia 2019 bologna

Una piazza Maggiore piena zeppa di persone e di passione ha dato il benvenuto giovedì sera al Giro d’Italia in quel di Bologna, città scelta dagli organizzatori per la partenza della 102a edizione della Corsa Rosa. La “festa di maggio” è ai nastri di partenza e come ogni anno è pronto a regalare emozioni ai milioni di tifosi che si assieperanno a bordo strada o che seguiranno la gara in TV. Ecco dunque una breve guida al Giro numero 102 impreziosita dalla infografica offerta da StampaPrint che trovate a metà articolo.

LA SFIDA DELLO SQUALO

Ha compiuto 34 anni e oggi – ma anche domani – rimane il numero uno indiscusso del ciclismo italiano. Vincenzo Nibali (Bahrein-Merida) è l’unico dei nostri corridori in grado di rivincere il Giro, lui che ne ha già conquistati due più un Tour e una Vuelta. Fermato dall’assurda caduta in Francia nel luglio scorso, ha corso bene al Tour of the Alps e alla Liegi e ora riprova l’assalto in rosa con un “problema” da affrontare: mai nessuno ha vinto il Giro d’Italia alla sua età.

Nel 2012, dopo la sconfitta sullo Stelvio, Ivan Basso ci confidò di voler centrare proprio quel traguardo negli anni seguenti ma non ci riuscì: ora il suo ex scudiero, poi diventato re, Nibali, ci può provare per davvero. E che il Signore ce lo conservi sano, perché alle sue spalle per le corse a tappe l’Italia ha davvero poche alternative.

DUMOULIN, YATES, ROGLIC: STRANIERI ALL’ATTACCO

I principali favoriti oltre a Nibali (anzi, forse partono più avanti per una incollatura) sono tutti stranieri e si chiamano Tom Dumoulin (Olanda, Team Sunweb), Simon Yates (Gran Bretagna, Mitchleton-Scott) e Primoz Roglic (Slovenia, Jumbo-Visma) e a essi si possono aggiungere almeno i due spagnoli Mikel Landa (Movistar) e Miguel Angel Lopez (Astana) per delineare il quadro di chi può puntare forte al podio. Per trovare un altro nome italiano potremmo andare alla Bora-Hansgrohe dove c’è il veneto Davide Formolo accanto al polacco Rafal Majka. Non c’è più il celebre Team Sky che ha cambiato nome (si chiama Ineos e resta una corazzata) e non presenta il campione in carica Froome che torna a puntare al Tour.
Tra i velocisti, invece, l’Italia torna a farsi bella con il campione tricolore Elia Viviani (Deceuninck-Quick Step) sicuro candidato alla maglia ciclamino della classifica a punti e con i vari Nizzolo, Mareczko e Modolo a provare a vincere allo sprint. Alternative straniere in questo caso sono Gaviria, Ackermann, Ewan e Demare. Anche sui rettilinei finali, dunque, ci sarà da divertirsi.

IL NOSTRO SANTINO

Il ciclismo varesotto vanta la bellezza di nove vittorie: quella di Luigi Ganna nella prima edizione del 1909, le cinque di Alfredo Binda a cavallo degli anni Trenta e quelle recenti di Stefano Garzelli (2000) e Ivan Basso che fece doppietta nel 2006 e nel 2010. Quest’anno però – e non per la prima volta – la nostra rappresentanza è ai minimi termini, visto che solo un corridore al via arriva dalla nostra provincia: è il veterano Ivan Santaromita, 35 anni appena compiuti, ex campione italiano e pedina dello scacchiere della Nippo-Vini Fantini-Faizané. “Santino” è alla sua quarta partecipazione al Giro: CLICCANDO QUI trovate la sua intervista della vigilia.

DA BOLOGNA A VERONA

I numeri del Giro sono, al solito, molto imponenti: 21 tappe in calendario (si comincia da Bologna con la cronoscalata al San Luca, si finisce domenica 2 giugno all’Arena di Verona con un’altra crono individuale per un totale di 3.578 chilometri di gara. Tre le frazioni contro il tempo (c’è anche la 9a, Riccione-San Marino di 35 Km), cinque quelle con arrivo in salita. La “Cima Coppi” (punto più alto) è il Gavia (2.618 m) nella 16a tappa che comprende poi anche il Mortirolo (martedì 28). Alla penultima giornata c’è l’ennesimo tappone con Manghen, Passo Rolle e traguardo sul Croce d’Aule. Breve transito, infine, nel Varesotto nella giornata di domenica 26 (tappa Ivrea-Como) con passaggio da Lonate Pozzolo e Busto Arsizio sino a Rescaldina; a Busto il transito è dedicato a Fausto Coppi che per un periodo fu tesserato per una società locale (ne parlammo qui). Insomma, non ci sarà di che annoiarsi.

di damiano.franzetti@varesenews.it
Pubblicato il 10 maggio 2019
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