L’agricoltura tutta sullo smartphone grazie a xFarm

Matteo Vanotti ha presentato al CES ASIA di Shanghai una piattaforma che tiene insieme tecnologia, digitale e agricoltura. Finora hanno aderito circa tre mila aziende e ora xFarm cerca di fare il grande salto

Techmission Cina

Sale sul palco per il suo breve speech. Sa bene che quei tre minuti se li deve giocare bene perché l’attenzione rischia di scendere subito. Si muove con sicurezza dando prova di conoscere bene le cose di cui parla, ma soprattutto si avverte la passione di chi ci crede in quello che sta presentando. Matteo Vanotti ha fondato xFarm nel 2017. Il suo progetto è già fuori dalla fase sperimentale e viene classificato nell’area Green e dell’IoT.

Nipote di agricoltori italiani, tre anni fa si è posto un problema: come digitalizzare l’azienda di famiglia? Da lì una ricerca per trovare una soluzione adatta a una realtà come la loro. “Purtroppo non ne avevamo trovate, eppure è chiaro come la tecnologia digitale oggi sia determinante per migliorare la gestione della nostra attività. – Racconta Matteo spiegando il progetto – Esistono diversi software, ma non una piattaforma integrata gestita in modo semplice, intuitiva e grazie a uno smartphone. Così abbiamo iniziato a sviluppare una che mappasse i terreni, gestisse i dati di raccolta  gestione del magazzino. Abbiamo realizzata una centralina meteo alimentata da un pannello solare. Grazie ai sensori siamo in grado di conoscere in tempo reale le condizioni dei terreni e intervenire così con una irrigazione e fertilizzazione puntuale e non solo gestita grazie all’esperienza. Abbiamo usato la tecnologia sui trattori così da conoscerne le posizioni, le condizioni generali e specifiche. In una realtà come quella piemontese, dove operiamo molto, portiamo grandi vantaggi a chi coltiva riso perché la nostra piattaforma permette di monitorare la condizione delle risaie sapendo dove intervenire senza dover girare tutto il territorio. Questo significa grande risparmio, minore inquinamento e ottimizzazione delle risorse e del tempo”.

Il progetto ha già raccolto tante adesioni: sono circa tremila gli agricoltori iscritti. “Abbiamo una versione free con un pacchetto base. Il nostro business confida poi nella gestione di servizi più avanzati come la sensorizzazione, la consulenza, la gestione dei dati. Attualmente ci lavoriamo in sette con aree di intervento in Svizzera, Italia, Gracie e Spagna. Stiamo facendo delle sperimentazioni in America Latina e ora speriamo di suscitare interesse in Cina”.

La richiesta di finanziamento per sviluppare ancora il progetto è aperta come si può leggere sul libretto presente al CES. “Siamo fiduciosi – dice Matteo – abbiamo già un centinaio di aziende che lavorano con noi e la fiera è andata benissimo perché ci ha permesso di incontrare tante realtà interessante a noi”.

IL VIDEO CON MATTEO

IL PADIGLIONE DELLE STARTUP SVIZZERE

Dall’intelligenza artificiale all’agricoltura, dal medicale ai droni passando per i sensori per sciatori e alpinisti. Tra le 22 start up c’è davvero di tutto e arrivano da ogni zona del paese. “Swiss adding value Made. 22 top Swiss deeptech startups” è il titolo del libretto realizzato per l’occasione. Una breve presentazione per ognuna delle aziende e in molti casi anche l’indicazione del finanziamento richiesto per sviluppare il progetto.

Tutta l’iniziativa è stata organizzata da Swissnex China in collaborazione con Presence Switzerland, Eth Zurigo, EPFL, Svizzera Innovazione, Innovaud, Swisscom, Venturelab, Great Zurigo Area, Espresso, Lindt & Sprungli.

Tutte le startup Svizzere al CES

ActLight, aiCTX, AVAtronics, be.care, CertX, Deep Cube, Fixposition, Flybotix, FOODCOIN GROUP, holo|one, iniVation, Jinn-Bot Robotics & Design, Mercury Kinetics, Modulos, fastree 3D, ROVENSO, Shift Cryptosecurity, SOMNIACS, Spectroplast, Tombooks, Verity Studios, xFarm.

di marco@varesenews.it
Pubblicato il 14 giugno 2019
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