Quattro anni in attesa della Sovrintendenza e la cascina crolla: “Ora basta”

Lo sfogo del sindaco Mazzucchelli dopo il crollo della struttura che le Belle Arti avrebbero dovuto difendere. Il progetto della nuova piazza con parco giochi resta al palo

cascina piazza bertani cairate

In attesa della Sovrintendenza la cascina di via Bertani, che le Belle Arti volevano proteggere, è crollata per troppa burocrazia. Il sindaco di Cairate sbotta sui social:

Dopo 4 anni di continue modifiche progettuali e decine di riunioni. Siamo arrivati dove sapevamo! La cascina è implosa su se stessa. Bastava guardarla per capire ma i funzionari della soprintendenza hanno stabilito che comunque doveva restare in piedi contro qualunque legge della fisica.
Oltre € 450.000 accantonati, gara assegnata con un’azienda FERMA senza sapere quando potrà riprendere a lavorare e ancora oggi NESSUNO ci dice nulla.
E’ una vergogna che i cittadini e un’amministrazione debbano restare appesi alla decisione di un funzionario che, per legge, può decidere di rispondere quando vuole…!!
Un progetto bellissimo che donerebbe alla frazione di Peveranza una piazza con un parco giochi al coperto (dentro la vecchia cascina) utilizzabile dalle famiglie 365 giorni all’anno (unico nel suo genere).
Tutto bello? Sì, però non in Italia…

Uno sfogo naturale per chi da 4 anni cerca di iniziare un’opera pubblica ed è “ostaggio” di funzionari pubblici che non hanno lavorato con la giusta celerità. Il progetto è quello di creare una piazza vera per Peveranza (frazione di Cairate) con un parco giochi al coperto che sfrutterebbe proprio la cascina che sta venendo giù un pezzo alla volta.

Secondo il sindaco si tratta di un disastro annunciato perchè la cascina era già  molto pericolante 4 anni fa e non è possibile attendere tutto questo tempo per recuperare un bene di rilevanza. Il risultato è sotto gli occhi di tutti i cittadini di Cairate.

Nelle intenzioni dell’amministrazione c’è la volontà di recuperare quella cascina trasformandola in un parco giochi al coperto con relativa piazza. L’idea iniziale di abbatterla e ricostruirla è stata modificata su volontà della Sovrintendenza che chiedeva il restauro dell’edificio. L’amministrazione ha modificato il progetto aggiungendo oltre 100 mila euro in più di risorse ma nel frattempo sono passati anni tra riunioni e telefonate, scambi di mail e carteggi. Tre settimane fa il crollo mentre continua il silenzio dell’ente che lamenta di essere sotto organico e di non riuscire a stare dietro a tutti gli edifici per i quali è richiesto il loro intervento.

Orlando Mastrillo
orlando.mastrillo@varesenews.it

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Pubblicato il 28 Giugno 2019
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