Coldiretti in cattedra nelle scuole: firmato l’accordo con il MIUR

Sono oltre 25 mila i bambini delle primarie lombarde che quest'anno hanno fatto lezione con gli agricoltori di Coldiretti, con attività pratiche di agricoltura e incontri con gli animali, specialmente asini

coldiretti bambini orto

Sono più di 25 mila i bambini che nell’ultimo anno scolastico preso parte ai corsi di educazione alimentare in classe organizzati dalla Coldiretti in Lombardia. I dati sono stati resi noti in occasione della firma del protocollo d’intesa tra il presidente nazionale della Coldiretti Ettore Prandini e il ministro dell’istruzione Marco Bussetti durante l’inaugurazione del Villaggio #Stocoicontadini al Castello Sforzesco di Milano, con oltre diecimila agricoltori.

Secondo Coldiretti “il protocollo porterà nelle scuole primarie la più grande campagna di educazione alimentare e dello sviluppo sostenibile mai effettuata prima in Europa grazie all’impegno degli agricoltori”. L’idea è quella di una pedagogia attiva dell’“imparare facendo”, basata su attività pratiche ed esperienze dirette come seminare, raccogliere, trasformare, manipolare, che privilegiano il contatto con il vivente attraverso l’incontro con il mondo animale e vegetale.

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Tra i dati forniti da Coldiretti spicca il protagonismo degli asini: +400% negli ultimi 10 anni gli esemplari presenti in fattorie didattiche e campi scuola estivi italiani, in netta controtendenza rispetto agli altri animali della fattoria. “Oggi nella Penisola si contano ben 62 mila quadrupedi dalle grandi orecchie, che dopo aver rischiato l’estinzione stanno vivendo un momento di riscossa”, affermano da Coldiretti spiegando che gli asini sono molto utilizzati anche nella pet-therapy, entrata per legge tra le pratiche di “agricoltura sociale” assieme all’onoterapia, visto che “l’interazione dei disabili con gli asini riduce lo stress, sia emotivo che fisico, stimolando il movimento e la comunicazione con il resto del mondo”.

Sono state così salvate molte razze locali presenti al Villaggio contadino di Milano, fra cui l’asinello albino dell’Asinara con il manto candido e gli occhi rosa celesti, l’asino dell’Amiata usato nella riabilitazione dei disabili e per il trekking, il Martina Franca con più di mezzo millennio di storia che è il “gigante” fra gli asini italiani ed è famoso per il suo latte usato per l’alimentazione dei bambini o per la produzione di cosmetici, il Romagnolo di cui restano poco più di 500 esemplari in Italia.

Secondo Coldiretti la nuova diffusione di questi animali è legata anche allo sviluppo della produzione di specialità alimentari ricavate dal latte come biscotti o gelati: “In Italia nascono ogni anno circa 15.000 bambini con intolleranza al normale latte di mucca e, per quelli che non possono essere allattati al seno, il latte d’asina, che ha caratteristiche simili a quello materno, rappresenta una valida alternativa per non far mancare un nutrimento essenziale alla crescita”, spiegano dall’associazione. E l’elevato contenuto in calcio lo rende estremamente utile tanto per gli anziani affetti da osteoporosi che per le donne in menopausa.

E poi c’è la cura del corpo: “Per le positive proprietà distensive della pelle – continua la Coldiretti – dovute anche all’alto contenuto di lisozima e conosciute ed esaltate nel corso dei millenni, il latte d’asina è oggi richiesto anche in cosmetica sotto forma di crema da giorno e da notte, come crema corpo utilizzata nei massaggi, come shampoo che rende i capelli luminosi e più robusti e voluminosi, ma anche come sapone detergente”.
Già ai tempi dell’antica Roma il latte d’asina era conosciuto per le sue proprietà contro le malattie e l’invecchiamento della pelle tanto che uomini e donne di alto lignaggio, tra cui Cleopatra e Poppea, erano solite lavarsi nel latte d’asina (lac asininum).

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Pubblicato il 05 luglio 2019
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