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La cultura “risveglia” le Cave di Arzo

Un tempo luogo centrale dell'attività economica, le cave rivivono grazie a un progetto di riqualificazione del territorio. Il "Sentiero del marmo" porta i visitatori alla scoperta del passato, dagli antichi laboratori all'anfiteatro di marmo

Le cave di Arzo

Il rumore degli scalpelli e dei macchinari ha lasciato il posto alle voci del teatro, alla musica, agli applausi.

Un tempo fulcro dell’economia locale, le cave di marmo di Arzo, rivivono oggi grazie alla cultura e a un progetto di valorizzazione turistica e tutela del territorio e del suo passato. Situate nella regione patrimonio Unesco del Monte San Giorgio, in Canton Ticino, erano oltre settanta le piccole cave attive nei dintorni agli inizi del Novecento.

In quel paesaggio, caratterizzato fortemente dall’attività umana – per secoli quello estrattivo fu uno dei settori più importanti del posto accanto all’agricoltura – è ora possibile percorrere il “Sentiero del marmo”, un itinerario didattico che dall’antico laboratorio, l’insediamento produttivo originale della cava grande di Macchiavecchia di Arzo, si snoda tra le antiche cave situate alle pendici del Poncione d’Arzo testimoniando la vocazione produttiva del luogo, i macchinari utilizzati e la vita delle persone che vi lavoravano.

Alcune testimonianze storiche dimostrano inoltre che le attività dell’estrazione del marmo di Arzo cominciarono già attorno la metà del quattordicesimo secolo, all’epoca dei grandi cantieri gotici. Il marmo di Arzo, era trasportato (via terra utilizzando carri e animali da soma e via fiume) dal Mendrisiotto in diverse zone d’Italia e d’Europa. Per moltissimi anni il marmo dalle caratteristiche sfumature che vanno dal rosso, al grigio e al viola, venne utilizzato in modo massiccio si dimostrò una risorsa molto preziosa valorizzata e sfruttata in tutto il mondo: si trovano elementi in marmo d’Arzo in Germania, in Polonia ed in Italia nel Duomo di Milano e di Como.

«Negli anni Venti del secolo scorso – spiegano i rappresentanti di CavaViva, l’associazione nata per sostenere e promuovere la cultura e gli eventi all’interno degli spazi delle cave – grazie agli innovativi strumenti di lavoro come la fresa e il monolama, iniziarono gli scavi da parte del Patriziato di Arzo, condotto dalle famiglie Rossi e Allio e le loro rispettive ditte, le quali resero produttiva l’attività delle cave. Continuarono con l’efficace estrazione fino al 2009, dopodiché interruppero i lavori di scavo. Poco tempo dopo, nel 2011, cominciò un progetto che non prevedeva più l’uso del marmo come una risorsa da sfruttare, ma bensì come materia da utilizzare per valorizzare il territorio e la sua storia. Un progetto di riqualifica e sviluppo delle cave che riguardava e riguarda tutt’ora l’antico laboratorio, un sentiero didattico verso le antiche cave e l’anfiteatro naturalistico”.

Le cave di Arzo

L’associazione si è costituita nel 2017 per promuovere cultura ed eventi e per valorizzare i luoghi e la storia al termine dei lavori di riqualificazione architettonica e naturalistica. Il cuore del progetto è l’anfiteatro naturalistico, un grande spazio all’aperto, incastonato nella grande cava di ghiaia rossa e ideale per ospitare eventi e spettacoli.

Inaugurato il 17 settembre 2017, l’anfiteatro ha fatto da scenario a numerose manifestazioni, pubbliche e private.

Il prossimo evento organizzato da CavaViva è in programma il 5 ottobre 2019. Si tratta di PassegiArte, una passeggiata culturale lungo il Sentiero del Marmo. I partecipanti saranno accolti e guidati da artisti che animano il Sentiero e le Cave antiche con racconti, poesia, teatro, danza e tanta musica. Per info

Il video dei lavori per la realizzazione dell’anfiteatro nelle Cave di Arzo

Il risveglio alle Cave di Arzo from Valentina Rossi on Vimeo.

di mariacarla.cebrelli@varesenews.it
Pubblicato il 05 Settembre 2019
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