L’Insubria festeggia i neo laureati in Medicina

Cerimonia questa mattina per i neo dottori e consegna della medaglia ai medici che hanno raggiunto i cinquantanni dalla Laurea

Università dell'Insubria

Non è solo un momento celebrativo ma ha un grande significato simbolico la cerimonia che ogni anno festeggia i neolaureati in Medicina dell’Università dell’Insubria e coloro che invece hanno raggiunto il traguardo dei cinquantanni dalla laurea. Quasi un passaggio di consegne nella Giornata del medico, svoltasi questa mattina sabato 19 ottobre, presso l’Aula Magna di Via Ravasi.

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La giornata, aperta dal coro dell’Università dell’Insubria, ha visto i saluti del Magnifico Rettore Angelo Tagliabue, del Presidente della scuola di Medicina Giulio Carcano, del Presidente del corso di Laurea in Medicina e Chirurgia Marco Mario Ferrario e del Presidente dell’Ordine dei Medici Medici chirurghi e degli Odontoiatri di Varese Roberto Stella.

Quest’anno sono 164 gli studenti che si sono laureati, un numero più alto rispetto agli altri anni, che conferma il trand positivo dell’Università di Medicina che ha vista un incremento qualitativo della votazione media alla laurea, una crescita del 24% dei candidati che hanno scelto l’Insubria per il test di ingresso universitario, oltre a una maggiore internazionalizzazione con una collaborazione sempre maggiore con le università straniere.

Il consiglio e il monito che i professori hanno voluto esprimere ai neolaureati è quello di continuare a studiare e aggiornarsi, di seguire i progressi scientifici e avere tra le priorità il rapporto con il paziente.

A seguire la lezione del professore Gianfranco Parati, Ordinario di malattie dell’apparato cardiovascolare dell’Università degli Studi Milano- Bicocca.

Poi il giuramento di Ippocrate scritto dal maestro di Kos, per definire i requisiti necessari per entrare nella sua scuola e praticare l’arte medica, letto dal vincitore del Premio Giovanni Ragnotti e la consegna della medaglia ai Medici con 50anni di Laurea.

Il significato della giornata nelle parole di Giulio Carcano: «Abbiamo scelto il limite quale fil rouge di quest’anno, stimolati dal cinquantesimo anniversario dell’atterraggio dell’uomo sulla Luna. Le domande che riguardano la vita hanno sempre interpellato l’umanità e assumono oggi nuova importanza per l’evoluzione delle conoscenze e degli strumenti tecnici. I limiti si confondono con gli opposti: l’infinitamente grande del cosmo e l’infinitesimamente piccolo, fino al riconoscimento della sequenza delle basi che costituiscono il nostro Dna e codificano le malattie. La Medicina è l’arte di saper ricondurre gli opposti alla retta misura e metterli d’accordo, secondo Platone».

di erika@varesenews.it
Pubblicato il 19 ottobre 2019
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