Tre Valli esclusa dal circuito “Pro Series”. Oldani: “Se così fosse, potrei lasciare”

A sorpresa l'UCI non ha inserito la gara della "Binda" nella nuova categoria attiva dal 2020. Il presidente varesino: «I margini per cambiare idea ci sono e farò di tutto. Altrimenti potrei fare un passo indietro»

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Sono giorni difficili quelli vissuti dalla Società Ciclistica Alfredo Binda, la “mamma” della Tre Valli Varesine. Giorni che dovevano essere di “stacco”, di riposo, di bilanci con il sorriso sulle labbra dopo l’enorme sforzo organizzativo portato avanti nei mesi scorsi e sublimato con la disputa delle Gran Fondo (sabato e domenica) e della stessa Tre Valli (martedì). E invece sono giorni di bocconi amari, uno dietro l’altro.

Prima l’errore di percorso del gruppetto con Nibali e Valverde che ha falsato l’epilogo della classicissima del ciclismo di casa nostra (vinta comunque da un grande campione, Primoz Roglic), poi – la notizia è fresca – l’esclusione della Tre Valli dalla categoria “Pro Series”, quella che dalla prossima stagione identificherà le gare più importanti al di fuori del World Tour. Un declassamento grave e imprevisto, perché la storia, il livello e il budget della corsa varesina (fino a oggi classificata 1.HC, quindi hors categorie: gara importante) sono ben superiori ad altre prove che invece sono state inserite. Una sorpresa negativa che nessuno attendeva, neppure nella sala stampa di piazza Montegrappa e neppure dopo il problema che ha segnato la gara di martedì scorso.

La notizia è un bomba che può lasciare il segno: senza Pro Series la Tre Valli rischia di diventare una “garetta” di basso profilo proprio in occasione del Centenario che tutti, da queste parti, vogliono invece onorare nel migliore dei modi. E Renzo Oldani, il numero uno della “Binda”, non intende incassare il declassamento senza reagire con la sua proverbiale dinamicità, anche se per la prima volta dopo molti anni avanza la possibilità di cedere il passo. Parole derivate da un momento di scoramento? Lo vedremo, ma di certo la ferita è di quelle che bruciano.

renzo oldani
Renzo Oldani

«Venerdì scorso l’UCI ci ha comunicato l’ingresso della Tre Valli nel circuito Pro Series, mentre ieri ci siamo trovati esclusi. Da parte nostra doveva partire un’ulteriore risposta positiva che abbiamo invece inviato al termine della Tre Valli, ma non si può dire che l’UCI brilli in quanto a rispetto delle tempistiche. Quattro anni fa versammo 10mila franchi svizzeri per richiedere di entrare nel World Tour e non abbiamo ancora avuto risposta, tanto per dire». L’errore di percorso può quindi aver fatto cambiare idea all’ultimo momento al governo del ciclismo mondiale? «Di quell’errore voglio riparlare, ma prima dico che no, non può essere così: il rapporto sulla gara non è ancora stato fatto all’UCI e anche se fosse, non si può ridurre un secolo di storia a uno sbaglio. Cose del genere sono accadute anche nelle gare più importanti al mondo: dai passaggi a livello chiusi davanti a corridori in fuga, ai gonfiabili crollati sul gruppo di passaggio, dagli errori di percorso di ogni tipo fino ad atleti arrotati dalle auto al seguito e finiti nel filo spinato. Se il criterio fosse quello di declassare gare a ogni pié sospinto, oggi non ci sarebbe più il ciclismo. Quindi non so cosa dire: so solo che la Tre Valli ogni anno schiera al via un numero superiore di squadre importanti e di campioni famosi: non comprenderla nelle Pro Series è assurdo. Ho già parlato con il presidente federale Di Rocco e sono pronto a spendermi in ogni sede perché si possa cambiare decisione: secondo lo stesso Di Rocco i margini ci sono. Se però non ci riuscirò, io non ho intenzione di organizzare la prossima Tre Valli. Lo sforzo è incredibile, stressante, totalizzante: lo si fa volentieri per avere una grande gara. Se così non fosse, io potrei anche farmi da parte».

Oldani vuole poi contrattaccare dopo le critiche ricevute per l’errore di percorso. «Che l’errore ci sia stato è innegabile e l’abbiamo detto subito. Però ci sono almeno due elementi che vanno sottolineati e che fanno riferimento alle direttive che l’UCI consegna agli organizzatori. Il primo: si chiede di mettere la strada in totale sicurezza e proprio l’errore del gruppo di Nibali ha confermato che su questo punto siamo stati impeccabili. Anche le strade limitrofe a quelle del percorso, come hanno indicato le immagini TV, erano prive di traffico e questo perché abbiamo provveduto a bloccare tutti gli accessi a una distanza tale da evitare problemi. E poi: ho detto subito che il percorso era adeguatamente indicato con le frecce: questo fatto è stato certificato anche dall’ispettore della Lega del Ciclismo Professionistico che ha svolto i sopralluoghi del caso. Poi, per carità: lì qualcosa è mancato, mi dispiace e mi prendo tutte le colpe perché quella cosa non doveva accadere. Ma una volta di più ripeto che ciò non può giustificare l’esclusione dalle Pro Series».

di damiano.franzetti@varesenews.it
Pubblicato il 11 ottobre 2019
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Commenti

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  1. Scritto da tony

    Assolutamente inconcepibile che sia fra le “elette” una corsa squallida monotona e monocorde, per soli velocisti, come la Bernocchi e non una corsa di altissimo livello e difficoltà come la Tre valli !!!

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