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Le addette alle pulizie : “Bene il nuovo contratto, ma che sia per tutte”

Da gennaio, le lavoratrici dei servizi di pulizia nelle scuole saranno assunte dalla Pubblica Amministrazione. Non c’è ancora il decreto ma le voci sul contenuto preoccupa

Sciopero e corteo della Cub

Dopo il corteo e lo sciopero di venerdì 25 ottobre, le lavoratrici addette ai servizi di pulizia scolastici tornano a chiedere garanzie di lavoro per tutte.

Con una lettera, le dipendenti, impiegate negli istituti della provincia, chiedono che il decreto in arrivo, pensato per stabilizzare all’interno della Pubblica Amministrazione queste figure, non porti alla perdita di posti di lavoro o a un peggioramento delle condizioni lavorative.

Nello specifico, si teme che le due condizioni probabili che potranno essere indicate, i 10 anni di attività nel settore e la certificazione di terza media, possano costituire una scrutinante per alcune addette.

Si stima che sia una quindicina il numero di lavoratrici in provincia che verrebbero così esclusa dall’assunzione. Inoltre, le lavoratrici temono che l’assunzione sia collegata alla disponibilità di posti per cui ad alcune potrebbe essere imposta una sede diversa e lontana rispetto alla propria residenza, una condizioni considerata impossibile da accogliere:

«Siamo lavoratori e lavoratrici che svolgono il servizio di pulizia negli istituti scolastici della Lombardia, attualmente dipendenti di aziende in appalto. Apprendiamo con piacere la notizia, che aspettavamo da anni, di passare alle dipendenze della pubblica amministrazione da gennaio 2020. Poter avere un lavoro stabile e un salario certo, anche se negli ultimi anni lo stipendio ci viene in regolarmente pagato dall’azienda della quale siamo dipendenti. Precedentemente spesso non venivamo retribuite regolarmente.

Siamo però preoccupate dalle notizie e sui numeri: in Italia il servizio sembra venga svolto da circa 16.000 dette ma le lavoratrici da assumere sarebbero 11.263 

Nella nostra regione i posti assegnati sarebbero 400 mentre noi siamo circa 500. Non tutte hanno i requisiti richiesti, per essere assunti, i 10 anni di anzianità, inoltre ha una parte di noi, pur avendo 15/20 anni di anzianità, non ha il diploma della terza media. Si dice anche che l’internalizzazione del servizio si risparmiano 170 milioni di euro. Allora ci chiediamo: perché non si garantisce posto a tutte le lavoratrici che lavorano nell’ambito delle scuole? Perché non si dà la sicurezza di lavorare sul territorio dove per anni abbiamo svolto il lavoro? Pare che per essere assunte potremmo andare anche in altre regioni dove i posti sono vacanti, ma, essendo noi quasi tutte donne a tempo parziale, sarà impossibile spostarti lontano da casa. Noi aspettiamo il decreto che dovrebbe a breve uscire. Ma se quello che leggiamo sarà contenuto del decreto molte di noi si troveranno senza posto di lavoro e probabilmente, visto che mancano due mesi alla fine dell’anno, anche servizio nelle scuole, al quale noi teniamo, potrebbe avere conseguenze di inefficienza.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 novembre 2019
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