L’ospedale Del Ponte tra i migliori 5 in Lombardia per numero di parti

Il presidio varesino si conferma al vertice insieme ai reparti di Milano, Bergamo e Brescia. I consigli per scegliere il reparto

Nuovo ospedale Del Ponte - Michelangelo

Milano, Bergamo, Brescia e poi Varese. L’ospedale Del Ponte è il quarto in Lombardia per numero dei parti.

La classifica è stata redatta dal sito “Dove mi curo”, portale di public reporting in ambito sanitario, che dal 2013 rappresenta un punto di riferimento per individuare la struttura in cui curarsi. Il Del Ponte conferma la sua qualità

Ospedale Del Ponte: le ragioni di un primato

Le strutture lombarde analizzate sono 66: il 43,9% rispetta il valore di riferimento fissato a 1000 parti mentre il 13,6% non rispetta il valore minimo di 500 parti l’anno.
«Per garantire una maggiore sicurezza, questi centri andrebbero accorpati o riconvertiti, ad esempio in ambulatori. Un discorso a parte va fatto per gli ospedali situati nelle valli o in montagna, località difficili da raggiungere, in cui dei punti nascita devono necessariamente esserci anche se i loro volumi di attività non sono in linea con gli standard – spiega Grace Rabacchi, Direttore Sanitario dell’Ospedale Sant’Anna – A.O.U Città della Salute e della Scienza di Torino, presidio che si riconferma 1° in Italia per numero di bambini nati.

A livello nazionale, l’Ospedale Maggiore Policlinico – Clinica Mangiagalli di Milano è 2° in Italia per volume di parti, l’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo è 4°, il Presidio Ospedaliero Spedali Civili di Brescia è 9° e l’Ospedale dei Bambini Vittore Buzzi – ASST Fatebenefratelli-Sacco di Milano è 10°.

Giusta proporzione di tagli cesarei: indice di adeguatezza delle cure
La giusta proporzione di tagli cesarei, insieme ai volumi, è tra i fattori più importanti a cui guardare al momento di scegliere l’ospedale, perché è indicativo dell’adeguatezza dell’assistenza prestata. In Italia, il regolamento del Ministero della Salute sugli standard quantitativi e qualitativi dell’assistenza ospedaliera (DM 70) fissa i valori massimi relativi ai cesarei primari al 25% per le maternità che effettuano più di 1.000 parti annui e – come detto precedentemente – al 15% per quelle che ne eseguono meno di 1.000.
L’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, il Presidio Ospedaliero Spedali Civili di Brescia, l’Ospedale dei Bambini Vittore Buzzi – ASST Fatebenefratelli-Sacco di Milano e l’Ospedale Filippo del Ponte di Varese rispettano la soglia per quanto riguarda la percentuale di tagli cesarei primari, che devono mantenersi inferiori-uguali al 25%.
«Rispetto al parto vaginale, il parto con taglio cesareo comporta maggiori rischi per la donna e per il bambino, motivo per cui dovrebbe essere effettuato solo in presenza di indicazioni materne o fetali specifiche» spiega Elena Azzolini, medico specialista in Sanità Pubblica e membro del comitato scientifico

Come scegliere il punto nascita?
Volumi e giusta proporzione di parti cesarei sono due fattori importanti da guardare perché indicativi dell’esperienza e dell’adeguatezza delle cure prestate, ma ci sono anche altri aspetti da non sottovalutare. Le donne, in genere, hanno aspettative precise riguardo al momento della nascita del loro bambino: c’è chi ci tiene a partorire nel modo più naturale possibile, chi vuole assolutamente contenere il dolore, chi desidera il neonato con sé 24 ore su 24 e chi chiede di conservare il sangue del cordone ombelicale. Non si può prescindere, poi, dall’andamento della gravidanza: se insorgono patologie a carico della donna o del nascituro durante l’attesa bisogna necessariamente puntare su un centro hub di II livello che disponga di strumentazione adeguata e di una Terapia Intensiva Neonatale. «Invece, se la gravidanza è fisiologica, la futura mamma può scegliere di farsi seguire presso i consultori e di partorire negli ospedali spoke di 1° livello – ben collegati ai centri hub di 2° – purché vantino adeguati volumi di attività» spiega Grace Rabacchi.

È fondamentale, quindi, informarsi per tempo per capire se la struttura prescelta risponde alle proprie esigenze:
se dispone cioè di un servizio di analgesia epidurale gratuita h24 7 giorni su 7, di una vasca per il parto in acqua e di un servizio di rooming-in 24 ore su 24. E ancora: se è un centro di raccolta del sangue del cordone ombelicale o se è presente una Terapia Intensiva Neonatale.

di alessandra.toni@varesenews.it
Pubblicato il 22 novembre 2019
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