Fca e Psa dicono sì alla fusione
Accordo tra Fiat Chrysler Automobiles (Fca) e Peugeot S.A: nasce il quarto polo costruttore al mondo
Il consiglio di amministrazione di Fiat Chrysler Automobiles (Fca) e il consiglio di sorveglianza di Peugeot S.A. (Psa) hanno approvato l’intesa vincolante alla fusione. Alla vigilia della decisione del consiglio di sorveglianza la proprietà di Peugeot, azionista di riferimento di Psa, aveva votato all’unanimità il progetto di fusione.
Con questa operazione nasce il quarto polo costruttore al mondo, il 3° per fatturato con vendite annuali di 8,7 milioni di veicoli e ricavi congiunti di quasi 170 miliardi di euro, un utile operativo corrente di oltre 11 miliardi di euro e un margine operativo del 6,6% sulla base dell’aggregazione dei risultati del 2018, e con la possibilità di investire in veicoli alimentati a energie alternative, della mobilità sostenibile e della guida autonoma e connessa.
L’accordo contiene le garanzie per tutti gli stabilimenti e la prosecuzione dei piani industriali già avviati, per l’Italia significa la conferma di 5 miliardi di euro per nuovi modelli e ibridazione ed elettrificazione di tutta la gamma.
«La Fusione con Psa – ha commentato Marco Bentivogli segretario della Fim Cisl – può essere veramente un’opportunità industriale per Fca per colmare il gran ritardo sull’elettrico dove Psa è molto avanti con la sue piattaforme Cmp per le auto di segmento B e C e la piattaforma Emp2 per i Suv, uniche oggi in grado di competere con la forza della piattaforma Mqb utilizzata su tutte le versioni di Volkswagen. In questo nuovo scenario globale di riassetto dei grandi produttori di auto è necessario che il Governo Italiano non faccia la parte dello spettatore ma, così come sta facendo il governo tedesco, investa risorse per creare una nuova rete di infrastrutture in grado di traguardare l’elettrico nel 2026, scongiurando il rischio di essere il fanalino di coda d’Europa».
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