“Il No alla ferrovia? Un bluff”

Il Comitato Difendere Somma, che non risparmia critiche bipartisan agli amministratori, è molto critico sul progetto della ferrovia e sull'approccio dei sindaci

La ferrovia T1-T2 Malpensa

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato di Federico Oppi, del Comitato Difendere Somma.

 

L’amministrazione di Casorate Sempione dice “NO!”. Dice No alla realizzazione della ferrovia T2-Gallarate. Un NO roboante, fermo, scandito a chiare lettere. Un NO talmente autoritario che un qualsiasi cittadino di Casorate dovrebbe sentirsi come un pulcino sotto l’ala protettrice della chioccia. Finalmente un’amministrazione che si fa paladina delle volontà e esigenze della gente. Un’amministrazione sensibile alle urla disperate di TERRITORIO e AMBIENTE.

Benché la stessa amministrazione per anni si sia strenuamente spesa a favore dell’opera o, quantomeno, non abbia mosso un dito per contrastarla, un seppur tardivo ravvedimento o una maturata presa di coscienza andrebbero salutati come l’espressione di una ammirevole autocritica e anche di una rara umiltà.
Già qualcuno tra i cittadini si sta prodigando a tessere le lodi di un’amministrazione che con questo “NO” si vuole dimostrare vicina alla gente e lontana da quei palazzi milanesi da cui tutto è partito…
Ma se questo è solo un sogno o la favola dell’Orco Buono, è giunta l’ora di aprire gli occhi e guardare i fatti non tanto con una lente di ingrandimento ma semplicemente con gli occhi di chi ha imparato a riconoscere l’agire meschino di gran parte della nostra politica locale.
Già! Quel “NO” proferito con tanta enfasi nasconde il BLUFF più eclatante di tutta la storia casoratese! Un “bluff” oltretutto talmente malriuscito e ridicolo che assume piuttosto le sembianze di una commedia napoletana!

Oltre ai titoli ad effetto, i giornali fortunatamente (o sfortunatamente…dipende dai punti di vista) riportano anche virgolettate dichiarazioni degli stessi amministratori. Così, in riferimento alla prossima cruciale CONFERENZA DEI SERVIZI, il cui esito determinerà la nascita o meno della ferrovia, sentiamo proferire frasi del tipo: “l’amministrazione sarebbe orientata per un No”. ORIENTATA? Non serve essere esperti di comunicazione per capire che quel NO tanto sbandierato diventa improvvisamente un NO opportunistico, di facciata e a malapena sussurrato ai vertici di Regione Lombardia (quel tanto che basta per rendere verosimile la recita ma al tempo stesso per non urtare chi, da Milano, regge le fila del teatrino). Il famoso piede in due scarpe…Lo scarpone dei casoratesi pronti a sferrare dolorosi calci alle imminenti elezioni della prossima primavera e il mocassino lucido degli Assessori Regionali tanto amati dalla giunta di Casorate (vedasi a titolo d’esempio il dott. Raffaele Cattaneo, diventato improvvisamente un sensibilissimo benefattore ambientale). Ancor più grave è sentir dire: “saremmo per un no ma se poi l’opera ci verrà calata dall’alto allora cercheremo almeno di ottenere adeguate compensazioni” …una sorta di autocertificazione di inesistenza, di nullità istituzionale, una gravissima ammissione di quanto un’amministrazione comunale s

ia solo servilmente a servizio di gerarchie superiori e non dei cittadini che dice di rappresentare!
Altri spassosi atti della commedia Casoratese vengono rappresentati attraverso affermazioni del tipo: “il NO di un piccolo comune come Casorate può influire ben poco sulle decisioni finali di Regione Lombardia” . Anche in questo caso c’è la subdola volontà a far credere ai cittadini che l’esito della prossima Conferenza dei Servizi sia sottoposta a voto di maggioranza quando invece dovremmo parlare più coerentemente di “parere predominante”. Se consideriamo che la ferrovia interesserà per il 99% il territorio di Casorate Sempione e per il 100% il territorio del Parco del Ticino, anche un analfabeta in procedure autorizzative capirebbe che il NO di questi due Enti basterebbe a cassare il progetto.

Infine la commedia napoletana raggiunge il suo apice teatrale nel momento in cui sentiamo, sempre da parte dell’amministrazione di Casorate, dichiarazioni di questo tenore: “permangono i dubbi sulla correttezza procedurale e autorizzativa del procedimento; relativamente alla completezza documentale e al rispetto delle tempistiche dal PAUR”. Queste dichiarazioni sembrano uscire dalla bocca di Ponzio Pilato in persona. Addirittura “permangono dubbi”? Se l’Amministrazione avesse ascoltato tutti i Comitati che in questi anni hanno denunciato giorno per giorno ogni irregolarità, avrebbe trovato tutto il supporto necessario a fugare ogni dubbio. Invece risulta paradossale la subalternità dell’amministrazione ad una eventuale decisione di Regione Lombardia a procedere. Come si fa a dire che si richiederanno adeguate compensazioni di un’opera sulla quale pendono palesi e documentate (non dubbie) irregolarità procedurali? In una tale situazione il compito di qualsiasi Amministrazione sarebbe quello di incatenarsi ai cancelli di una Procura e pretendere risposte fino a quando ogni “dubbio” venga sanato.

E’ lunghissimo l’elenco dei soprusi perpetrati da Regione Lombardia e la strada che ci sta conducendo all’avvio di quest’opera devastante dal punto di vista ambientale ed economico è costellata di arroganti e sprezzanti violazioni. Eccone solo un saggio:
 Il portale regionale S.I.L.V.I.A. a causa di “malfunzionamenti” o “difficolta di gestione” o “ristrutturazione” ha impedito a lungo di rendere pubblico il progetto riducendo, al di sotto di quanto imposto dalla legge, i tempi utili per prenderne visione e presentare eventuali osservazioni (N.B. in questo periodo era persino assente una relazione sintetica fruibile anche dal comune cittadino)
 Verificata la INCOMPLETEZZA DOCUMENTALE e richiesta un’integrazione da parte degli enti interessati, parte proponente (FERROVIE NORD) afferma bellamente, palesando arrogante indifferenza, che “nulla è dovuto”.
 Nonostante il fatto che la completezza documentale fosse requisito imprescindibile per avviare la Conferenza di Servizi, quest’ultima è stata ugualmente aperta.
 La legge impone perentoriamente la chiusura della Conferenza dei Servizi entro 120gg. Nonostante ciò Regione Lombardia ha prorogato diverse volte i termini avvalendosi della cosiddetta “autotutela”. I 120 gg sono diventati praticamente un anno. E’ un po’ come cambiare costantemente le regole del gioco fino a quando esse diventano calzanti per le proprie esigenze.
 Durante una delle prime sedute della Conferenza dei Servizi (assemblea tecnica istruttoria che ha come scopo proprio quella di valutare ogni interesse pubblico coinvolto prima di giungere ad una decisione sull’opera) , Regione Lombardia per bocca di un suo funzionario afferma in sintesi: “Signori, sia ben chiaro che non siamo qui per decidere se realizzare o non realizzare la Ferrovia ma piuttosto COME realizzarla. Regione Lombardia ha già deciso, già finanziato l’opera e intende portarla a termine”. Su questo episodio shock, tipico di una dittatura sudamericana, ogni commento sarebbe superfluo!
 Nell’analisi “costi-benifici” che è parte integrante dello Studio di Impatto Ambientale è stata letteralmente OMESSA la cosiddetta “opzione zero” (quella del non-intervento) prevista anch’essa per legge a livello europeo.
 Il Progetto della nuova ferrovia, attraverso arditi stratagemmi sta vedendo la luce senza mai essere stato sottoposto a V.A.S. (Valutazione Ambientale Strategica). Ecco come: 1) il vecchio progetto ITALFERR risalente ai primi anni 2000 (collegamento T1-T2-Gallarate-Varese-CH) che venne già bocciato all’epoca, è stato ripresentato praticamente “tale e quale” attraverso uno spacchettamento, ossia con più sotto-progetti. Questo ha permesso di scongiurare la mannaia di una VAS in quanto ogni “sotto-progetto” è come fosse stato considerato di interesse locale. Ma al tempo stesso ciò ha messo a nudo la totale ipocrisia di Regione Lombardia che, per giustificare quei 250.000.000€ per 6 km di ferrovia, non ha mai smesso di considerarlo come un progetto strategico non solo a livello regionale ma addirittura europeo. 2) Se Regione Lombardia considera questo progetto strategico a livello regionale è evidente che a monte di esso vi debba essere un Piano d’Area (che prevede una VAS). Bene, il piano d’area attualmente esistente è quello che risale al 1999 scaduto ormai dieci anni fa!!! Ignorata persino la VAS volontaria eseguita dal Parco Ticino 3) Affinché formalmente il progetto possa essere portato avanti, lo stesso dovrebbe essere recepito quantomeno dai PGT dei comuni interessati dopo passaggio in consiglio comunale.

Tutto ciò è stato astutamente evitato perché nuovi PGT prevederebbero inevitabilmente una VAS la quale, per le evidenti e irreversibili devastazioni ambientali, sarebbe il sinonimo di un’estrema unzione per questo progetto tanto voluto da Regione Lombardia.
 Nella lista degli enti coinvolti in questa fase decisionale è stato escluso il Ministero dell’Ambiente. La ragione è tuttora ignota.
 Regione Lombardia è l’ente preposto a rilasciare ogni autorizzazione all’ente proponente (Ferrovie NORD MILANO) che, ironia della sorte, appartiene per il 57% proprio a Regione Lombardia. Nella migliore delle ipotesi questo viene chiamato palese conflitto d’interessi. In nazioni civili invece apparirebbe semplicemente come una puntata di “scherzi a parte”.

Quelle appena elencate sono solo alcune delle mille porcherie che sono state compiute e che rappresentano un lungo, inesorabile piano inclinato verso l’ennesima brutalità politica che si scaricherà sul nostro territorio e sui cittadini che lo abitano.
Ma se si trattasse solamente di una farsa politica sarebbe un qualcosa talmente ricorrente alle nostre latitudini che non farebbe notizia. Il problema ben più grave sta invece nel fatto che questo evidente SI’ alla ferrovia passerà alla storia come il suggello, la certificazione che il nostro territorio è DI FATTO un nuovo FAR WEST, luogo dove la legge non esiste, dove persino l’infamia delle numerose condanne per corruzione o associazione mafiosa non è più un deterrente e dove chi tenta di opporsi all’illegalità viene ostracizzato, minacciato e perseguito da uno strisciante potere basato su una prostituzione politica e affaristica multi- level.
Crediamo che l’Amministrazione di Casorate non faccia parte di questo sistema ma al tempo stesso speriamo che la stessa amministrazione non si illuda di lavarsi la coscienza dicendo NO alla Ferrovia per poi recitare la parte della vittima quando Ragione Lombardia “calerà dall’alto” il proprio SI’. Si possono prendere in giro molti cittadini ma non possono essere presi in giro coloro che hanno seguito sin dalle prime battute questo scandaloso percorso. A questo punto l’Amministrazione di Casorate si trova davanti all’onere di una cruciale scelta di campo: schierarsi in difesa del territorio di Casorate, dei casoratesi, della loro salute e del loro ambiente e quindi avviare ogni possibile azione per contrastare lo scontato SI’ alla Ferrovia OPPURE schierarsi a favore di Regione Lombardia rimanendo inermi e passivi ad ogni sua decisione, SVENDENDO così per sempre ed irreversibilmente il territorio di Casorate, la sua identità, la sua storia e ogni forma di dignità comunitaria.

La prima opzione, quella senz’altro più coraggiosa, ha il prezzo di una carriera politica (per chi ambisse a ciò) senz’altro più difficile ma troverebbe l’appoggio della stragrande maggioranza dei cittadini, l’appoggio di tutti i comitati e l’impagabile pregio di avere coscienze pulite lasciando un’impronta per il futuro delle nuove generazioni.
La seconda opzione, senza dubbio più facile, permetterebbe agli amministratori di Casorate di salire i palazzi milanesi (siano essi istituzionali o di partito, cambia poco…) sempre con il cappello in mano, ma con l’effimero quanto gradevole piacere di essere considerato un fedele alleato meritevole magari di una qualche considerazione…

Sono apparentemente piccole scelte, formalmente legittime, che negli ultimi anni hanno però contribuito a plasmare questo nostro nuovo Far West. Un sistema dove per piccoli vacui vantaggi si rischia di lasciar depredare un territorio da chi, di certo, non ha a cuore né i casoratesi, ne’ l’ambiente, né il futuro di una Regione che ha assunto giorno dopo giorno le sembianze di una gigantesca tomba per milioni di lombardi!
Invitiamo l’Amministrazione a riflettere seriamente su ciò che stanno facendo perché questo è a tutti gli effetti…l’ultimo treno per tutti!
COMITATO DIFENDERE SOMMA
Dott. Nat. Federico Oppi

Con questa occasione Il COMITATO DIFENDERE SOMMA vuole augurare un SERENO NATALE a tutti ma soprattutto al Prof. LUIGI BOLLAZZI, nostro mentore a cui dobbiamo sempre riconoscenza per quanto ha fatto e sta facendo per l’Ambiente!

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 dicembre 2019
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