“Il fantasma di Luigi Borghi? Fu compagno silenzioso dei miei giochi”

Carlo Carcano racconta di aver incontrato più volte nella stanza di Villa Borghi, lo spirito dell'industriale morto suicida. Ex assessore, componente del Circolo Culturale di Biandronno, ha messo per iscritto la sua incredibile e affascinante "avventura"

Carlo Carcano e il fantasma di Luigi Borghi

«Non mi importa se non mi credono: io so cos’ho visto e non ne ho mai fatto mistero. Sono anni che racconto questa storia, anche ai bambini che vengono in visita alla Villa: io il fantasma di Luigi Borghi, l’ho incontrato, e non una volta sola. Ci siamo guardati in faccia  ed è stato lui ad indicarmi il luogo in cui aveva nascosto il diario della moglie Margaret, morta suicida nel lago di Varese».

Carlo Carcano guarda dalla finestra dell’ultimo piano, in mansarda, dove la storia (non la leggenda) dice che Margaret Doyle trascorse gli ultimi giorni, “ripudiata” dal marito che credeva l’avesse tradito. Il paesaggio è malinconico, ma è colpa di un cielo grigio di gennaio che spegne tutti i colori. Margaret deve aver visto alberi fioriti, prati verdi e cieli azzurri come solo il “cielo di Lombardia” sa regalare. E ha scelto di morire piuttosto che tornare a Manchester, dove Luigi Borghi, lungimirante industriale cotoniere, l’aveva conosciuta agli inizi dell’Ottocento. Quel che accadde dopo lo sanno tutti gli appassionati di storie del passato: Borghi consumato dal rimorso d’aver ingiustamente accusato la moglie, si uccise sparandosi un colpo alla gola.

Carlo Carcano e il fantasma di Luigi Borghi

Da allora molti dicono di aver visto aggirarsi nelle stanze della Villa, riammodernata e ora sede del Circolo Culturale di Biandronno, il fantasma di Luigi Borghi. Descrizioni confuse di un volto che guarda fuori dalla finestra della stanza di Margaret.

Ma per Carlo Carcano, 74 anni ex assessore di Biandronno, le cose sono andate diversamente. «Nei primi lustri del secolo scorso la sfarzosa villa ottocentesca di Biandronno fu acquisita dal Della Chiesa Angelo, già farmacista in Cuvio. Questi, nel 1934, emigrò in Argentina  con i suoi familiari e non fece più ritorno. Negli anni successivi fu mia madre, donna dall’aspetto fiero e vigoroso, ad essere nominata custode della villa. All’epoca ero un bambino esuberante e curioso e cominciai ad esplorare ogni angolo. Fu una sera di primavera che sullo sfondo di una parete vidi stagliarsi la figura di un uomo. Non c’era niente di umano, era una figura evanescente che non mi guardava».

Carcano ama arricchire di particolari il suo racconto e lo fa senza alcuna intenzione di impressionare chi lo ascolta.  Del fantasma di Luigi Borghi parla con tenerezza e simpatia: «Ci siamo incontrati più volte nei saloni della villa e io non ho mai avuto paura di lui: non parlava, non mi guardava; stava fermo immobile, con lo sguardo perso.

Passarono gli anni, io andai altrove a studiare e la Villa intanto “invecchiava”, trascurata. Io non volevo che il compagno discreto dei mei giochi di bambino vagasse per stanze scrostate e ammuffite e allora, con l’aiuto di alcune persone, decidemmo di trasportare il fantasma di Borghi in una fortezza a New Castel. Preparammo un baule e attendemmo: al piano terra della villa apparve la sua figura che per la prima volta mi fissò. Con la mano indicò l’interno di un camino e poi scomparve. Guardai nel camino e dentro un incavo trova il diario di Margaret.

Ripercorsi così l’antica storia della fanciulla di Manchester – continua Carcano – e andai a cercarla sulle rive del lago. Molto tempo è trascorso da allora, e io non ho mai più visto il fantasma di Luigi Borghi ma si dice che ancora oggi nella villa accadano episodi enigmatici».

Villa Borghi oggi ospita molte iniziative culturali: la mostra dei presepi, la stanza di Babbo Natale, e soprattutto una mostra davvero unica nel suo genere quella dei burattini originali di Gualberto Niemen. 

E’ parlando di burattini che Carlo Carcano ha voluto narrare la storia di Luigi Borghi e della sua bella moglie Margaret. Ancora adesso, dice, chi ha pene d’amore fa una visita alla villa e girando tra le sue stanze ritrova la pace.

Cosa ci sia di vero, nessuno lo sa. Carlo è sicuro che Luigi Borghi sia ancora lì, da qualche parte e che il corpo di Margaret, mai restituito dal lago ogni tanto appaia riflesso sulle acque, sotto la chiesa di Biandronno, dove si lasciò andare.

(Carlo Carcano ha scritto i suoi ricordi con l’aiuto della nuora Laura Barocco: li potete trovare qui  e qui )

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Pubblicato il 16 gennaio 2020
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