Maschere, riti e cerimonie: il Carnevale in Piemonte è molto più di una festa

Un evento che porta con sé usanze e tradizioni che si tramandano di generazione in generazione e una buona occasione per scoprire il territorio

carnevale bosino 2019

Da Ivrea a Varallo, da Domodossola a Mondovì: il Carnevale in Piemonte è molto più di una festa “comandata” ma una manifestazione che porta con sé tradizioni, storia, socialità e cultura.

Proprio per questa ragione la Regione Piemonte, in collaborazione con i Comuni, le Agenzie Turistiche Locali e le Associazioni culturali, ha lavorato la stesura di un programma sulle diverse interpretazioni del Carnevale. Obiettivo: aumentare la visibilità dei principali momenti culturali e identitari piemontesi.

Ammantate di leggenda, espressione della storia locale, le celebrazioni del Carnevale diventano un’occasione speciale per scoprire il Piemonte meno noto attraverso queste manifestazioni culturali che esprimono l’identità dei singoli territori.

Da segnalare la tradizione dei Carnevali storici piemontesi connotati da usanze e cerimoniali che culminano in variopinte parate di carri allegorici guidate dal Re e dalla Regina della festa, tra musiche, danze, coriandoli, degustazioni conviviali delle specialità locali più golose, per concludersi con un grande falò che segna l’inizio del periodo quaresimale. Tra i Carnevali storici di più lunga tradizione, da ricordare: il Carnevale di Ivrea, il più antico d’Italia; il “Carnevalone” di Chivasso con la spettacolare sfilata di carri allegorici, Santhia e Borgosesia. E, ancora, il Carlevè ‘d Turin, con la maschera di Gianduja e la compagna Giacometta, Alessandria, Biella, Carignano, Crescentino, Domodossola, Mondovì, Pinerolo, Saluzzo, Vercelli, ciascuno con le proprie maschere e personaggi tipici, i riti, i concorsi, le sfilate e i dolci e piatti caratteristici proposti nelle piazze.

Una nota a parte, per tipicità, merita La Lachera, il rituale carnevalesco di Rocca Grimalda (in provincia di Alessandria): un coloratissimo corteo nuziale accompagnato da figuranti in costume.

Nel periodo compreso fra l’Epifania e l’inizio della Quaresima, la ricchezza culturale del Piemonte si rivela anche in eventi che fanno riferimento ad antichi cerimoniali primaverili propri del mondo agricolo e montano: carnevali alpini e feste di fine inverno di origine precristiana, riti propiziatori di buon auspicio per i raccolti che si tengono nel periodo lasciato vuoto dal calendario agrario e che ancora oggi in molti luoghi rivivono grazie a volontari e associazioni.

Nel Torinese: a Chiomonte con la “Puento”, a Salbertrand con il “Carnavà du Gueini”; a Venaus e Giaglione con le danze degli Spadonari, a Mompantero col celebre Ballo del’Orso, in borgata Lajetto di Condove con le Barbuire, a Volvera con l’Orso e la Capra. Nel Cuneese a Valdieri e Cortemilia, rispettivamente con l’Orso di Segale e l’Orso di Piume e a Pontechianale con i Loups. A Tonco, in provincia di Asti, infine, è la Giostra del Pitu (tacchino) a rinnovare l’antico rito contadino primaverile di purificazione e fertilità.

Oltre 50 i Comuni piemontesi che hanno risposto alla raccolta eventi, tutti consultabili online nella sezione dedicata del sito di promozione turistica: www.visitpiemonte.com

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Pubblicato il 28 gennaio 2020
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