Per i frontalieri un’altra mattinata in coda
Lunghi incolonnamenti per entrare nelle dogane, limitate come numero con la chiusura dei valichi minori
Lavorare in Svizzera per un italiano in questi giorni non è per nulla semplice.
Chi è riuscito a organizzarsi con la propria azienda ha trovato come soluzione il telelavoro, gli altri, quelli che non possono esercitare la propria professione “da remoto”, stanno attraversando diverse difficoltà.
La prima, forse la più banale, è riuscire ad arrivare in tempo al lavoro. La chiusura di alcuni valichi – quelli ritenuti minori ma importanti capillari per non sovraccaricare i principali – da parte della Svizzera non ha aiutato il traffico mattutino dei lavoratori, che si sono ben presto ritrovati imbottigliati in lunghe code di auto.
Gaggiolo, Ponte Tresa, Fornasette e Bizzarone questa mattina – giovedì 12 marzo – hanno sin da prima mattina iniziato ad essere fortemente intasate per i controlli, causando ovviamente lunghi incolonnamenti che hanno portato a ritardi abnormi per i lavoratori.
A peggiorare ulteriormente la situazione c’è anche la cancellazione di alcune tratte su rotaia:
TiLo cancella i treni, garantito servizio Italia-Ticino solo negli orari di punta
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