Cgil: “Dipendenti e pazienti Focris non tutelati”. La replica della RSA

Al centro delle richieste del sindacato, la verifica della situazione della struttura. Il neo direttore sanitario della Rsa Balzaretti risponde spiegando cosa è stato fatto e i prossimi passi

Generico 2018

(foto tratta dalla pagina Facebook della Focris)

La situazione all’interno della Focris, la casa di riposo intercomunale di Saronno, torna ad essere messa sotto la lente d’ingrandimento dei sindacati chiamati a tutelare la salute dei lavoratori.

Anna Muggiano della segreteria della Funzione Pubblica di Cgil Varese ha scritto una lettera indirizzata al sindaco di Saronno Alessandro Fagioli, al direttore generale di Ats Insubria Lucas Maria Gutierrez, all’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera e al direttore generale della RSA Focris Fausto Forti.

Al centro delle richieste del sindacato, la verifica della situazione odierna della struttura, per la quale sia Forti che il direttore sanitario Renato Balzaretti hanno rassicurato cittadini e parenti dei pazienti a inizio settimana. Le critiche si concentrano sulle iniziative svolte all’interno della Focris fino alla seconda settimana di marzo, quando, secondo il sindacato, «sono stati organizzati eventi senza il rispetto delle norme di sicurezza previste dai decreti ministeriali».

LA LETTERA SPEDITA DALLA CGIL

«Nella struttura sono stati commessi errori e azioni pericolose in un contesto così drammatico come quello in cui tutto il mondo sta vivendo.
Sappiamo che anche dopo il decreto che vietava gli assembramenti, il direttore ha consentito agli ospiti ed al personale di non rispettare tale divieto; infatti ha fatto organizzare anche una risottata dl lui stesso definita con macabra ironia “virusotto” permettendo che più persone si trovassero assembrate, senza nessun rispetto delle prescrizioni emanate dal Presidente de Consiglio dei Ministri. Sappiamo che ad oggi i decessi dei pazienti sono ormai dieci, per questi ospiti, chi avrebbe dovuto, non ha richiesto di eseguire i tamponi, nonostante ci fossero tutti i presupposti di infezione da Covid 19.
Ad oggi non è ancora stata fatta una vera sanificazione degli ambienti dove gli ospiti positivi hanno soggiornato. La cosa ancora più grave, non sono stati individuati dei percorsi di sporco/pulito nei nuclei. Sono ormai già quattro gli operatori contagiati, e venti sono a casa in malattia con sintomi da infezioni.
Abbiamo inoltrato richiesta di informazioni alla struttura e alla Cooperativa Rembrandt, per dare riscontro dei protocolli e procedure che erano state adottate. Rembrandt ha risposto con puntualità fornendo le dovute informative, Focris ha risposto in modo molto generico e sopratutto non esaustivo.
Come organizzazione che rappresenta i lavoratori, siamo preoccupati per la sicurezza degli operatori oltre che della salute degli ospiti. Si chiede una verifica tempestiva presso la struttura, in quanto in capo al sindaco risiede la titolarità della responsabilità sanitaria del territorio. Riservandoci comunque di agire nelle vie ritenute adeguate nei confronti della struttura per tutelare la salute degli operatori, restiamo in attesa di un tempestivo riscontro».

LA RISPOSTA DEL DIRETTORE SANITARIO DELLA FOCRIS, RENATO BALZARETTI

«Io sono arrivato il 1 aprile e quindi non posso rispondere di quello che è stato fatto prima, posso però spiegare cosa abbiamo messo in campo ad oggi. Come in ogni altra struttura di questo tipo, l’isolamento dei pazienti con sintomi sospetti è fondamentale. Sospetti perchè al momento non possiamo fare altro che diagnosi mediche, senza avere a disposizione i tamponi che certificano il contagio da coronavirus: li abbiamo chiesti e richiesti alla Ats e finalmente ci hanno risposto che martedì 14 aprile ci forniranno i tamponi per i dipendenti (in tutto una sessantina, tra il personale della Focris e quello della cooperativa Rembrandt che ha in appalto una serie di competenze), mentre per i nostri ospiti dovremmo aspettare ancora. È un primo passo, non ancora sufficiente, ma un primo passo: sappiamo bene che la lentezza nella fornitura dei tamponi è dovuta alla difficoltà di effettuare un grande numero di analisi al giorno, ma siamo convinti che siamo sulla strada giusta. Al momento non abbiamo pazienti positivi al Covid-19, ce ne sono stati due che non sono rientrati dopo il ricovero in ospedale. Ci sono 8/9 pazienti con sintomi che sono stati sistemati in una zona separata e protetta della struttura, dove entrano operatori con tutte le protezioni personali standard più ulteriori protezioni specifiche. Stiamo facendo formazione per i lavoratori, perchè siano preparati ad ogni evenienza, convinti che proteggendo a dovere sè stessi possano proteggere al meglio e prendersi cura degli altri. Abbiamo sanificato gli ambienti come facciamo già di prassi, in questo periodo lo facciamo quotidianamente con macchinari specifici. Per quanto riguarda il percorso sporco/pulito abbiamo accorciato il percorso “sporco”, ma è una prassi che è già presente nella struttura. Per gli operatori contagiati o che possono aver portato il contagio in struttura, non vogliamo puntare il dito nè dare la “colpa” a nessuno, ma è una presa d’atto: se qui non entrano i parenti dei pazienti da oltre un mese nemmeno in caso di decesso, gli unici contatti sono con il personale. Ora faremo il tampone ai dipendenti, che fotograferà la situazione a martedì. È senza dubbio importante farli, ma non è la soluzione a tutti i problemi. Altro discorso si potrebbe fare se ci fossero i test che stabiliscono chi ha gli anticorpi e non può nè contagiare, nè essere contagiato, ma adesso non sono disponibili e si può sapere solo chi ha in corso l’infezione nel momento in cui viene fatto il tampone. Il nostro obiettivo è garantire la salute dei nostri ospiti e la tutela degli operatori che lavorano nella struttura, monitoriamo la situazione costantemente».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 aprile 2020
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Commenti

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  1. Scritto da GGR

    Il Dr. Balzaretti prima afferma che i tamponi da fare agli ospiti non sono ancora disponibili, poi afferma “Al momento non abbiamo pazienti positivi al Covid-19”. Ma come può saperlo senza avere effettuato i tamponi (che appunto non sono disponibili?). Mistero.

    1. Tommaso Guidotti
      Scritto da Tommaso Guidotti

      Non ci sono pazienti ufficialmente Covid, non facendo i tamponi possono esserci solo sospetti

      1. Scritto da GGR

        Esattamente. Quindi l’unica affermazione certa che può fare il direttore sanitario è “al momento non sappiamo se abbiamo pazienti positivi al Covid 19”.

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