La Resistenza ricorda i partigiani Motta e Contini

Uccisi dai brigatisti della Repubblica sociale, i partigiani della divisione Garibaldi Achille Motta e Emilio Contini rivivono nel ricordo di "Anpi Varano Borghi e Lago di Comabbio"

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Il 7 aprile di 75 anni fa, sotto il ponte della ferrovia di Varano Borghi il prezzo della libertà si pagava con la morte di due giovani ragazzi. Si trattava di Emilio Contini (Stalin) e Achille Motta (Gim), due partigiani della divisione Garibaldi, uccisi in un agguato a opera dei brigatisti della Repubblica sociale italiana. Due ragazzi che persero la vita per opporsi al regime fascista in collasso, e che la sezione Anpi Varano Borghi e Lago di Comabbio ha voluto ricordare con una grafica in occasione dell’anniversario della loro morte.

Come racconta Franco Giannantoni nel suo “Comandante Remo arrendetevi!“, Achille Motta e Emilio Contini il 17 marzo del 1945 furono feriti in uno scontro a fuoco con un nucleo della Brigata nera di Arezzo a Cadrezzate. Catturati, i due vennero ricoverati all’Ospedale di Cittiglio fino al 7 aprile, quando un tenente della Brigata Arezzo li prelevò con un motofurgone per trasportarli in una caserma tra Vergiate e Sesto Calende. All’altezza di Varano Borghi, però, il convoglio venne colpito da un “attacco partigiano” in cui persero la vita i due prigionieri. In realtà si trattò di un’azione studiata dagli stessi brigatisti toscani, che con una raffica di colpi uccisero sul posto Motta e Contini.

Poco distante, i partigiani della 127esima divisione Garibaldi erano incaricati di controllare la statale del Sempione in vista della “calata” (ormai prossima) delle formazioni dell’Ossola che puntavano per Milano. L’insurrezione finale avvenne tra il 26 e il 29 aprile.

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Pubblicato il 06 aprile 2020
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