Cinque Stelle e PD accusano: “Regione boicotta i test sierologici”

Bolognini (M5S) e Astuti (PD) sollevano le criticità sul sistema delle indagini sierologiche

test sierologici

« Ci stanno chiamando e scrivendo in moltissimi per denunciare una situazione allarmante, se confermata. Il governo della Regione Lombardia, attraverso l’Ats, starebbe infatti fermando i privati che – di tasca propria – hanno prenotato i test sierologici. Il motivo? Ci sarebbero problemi a fare tamponi, eventualmente il test sierologico rivelasse la presenza degli anticorpi che si sviluppano nei primi giorni della malattia». Così il Movimento 5 Stelle solleva il problema dell’indagine a cui i cittadini possono sottoporsi privatamente.

Sullo stesso tema si era espresso nei giorni scorsi anche il consigliere del PD Samuele Astuti dopo che la Regione aveva richiamato con una certa durezza gli ospedali, gli Irccs pubblici e privati e i laboratori accreditati a siglare con le ATS accordi specifici e vincolanti sulla messa a disposizione della capacità di processare i tamponi per lo screening pubblico : «Quanto stanno facendo le ATS è formalmente corretto- spiega il consigliere regionale del PD Samuele Astuti – ma è evidente che dopo la delibera del 12 maggio, che era attesa da almeno una settimana, molti imprenditori, e molte persone che erano state a contatto con malati Covid senza mai essere state visitate e testate dalla sanità pubblica, sono corse a prenotare il test sierologico nei laboratori privati. Ora tutte queste persone dovranno attendere che vengano siglati accordi, e inevitabilmente ci saranno ulteriori rallentamenti. Insomma, è l’ennesima prova che la Regione Lombardia non crede nella strategia dei test e del tracciamento, e non solo non la persegue con il sistema sanitario regionale, come noi continuiamo a chiedere, ma frena anche i cittadini e le aziende che si trovano quasi costretti a ricorrere al percorso privato. È un errore di strategia che rischia di costare molto caro».

A rendere ancora più delicata la situazione il dato emerso nella giornata di ieri a Bergamo dove sono risultati positivi 168 cittadini che si erano sottoposto al test per indagare sulla propria situazione: « ancora oggi a tre mesi dal primo caso Covid di Codogno e a quattro dalla dichiarazione dello stato di emergenza- lamenta Stefano Bolognini dei 5 Stelle – il governo della Regione Lombardia non è in grado di garantire agli eventuali positivi il tampone, ovvero l’unico strumento attraverso il quale sia possibile o meno stabilire l’eventuale contagiosità. Il secondo: dei 384 nuovi casi positivi segnalati ieri in Lombardia, 168 erano stati individuati tramite tamponi fatti a privati dopo test sierologico. Questo fa pensare che se un numero sempre maggiore di persone si sottoporrà al test, i numeri relativi alla diffusione del contagio potrebbero sì offrire un quadro maggiormente dettagliato della reale situazione, ma potrebbero anche portare la curva dei contagi nuovamente a salire, con conseguenze facilmente ipotizzabili».

Per far luce sulla complessa situazione il Movimento annuncia un’interrogazione sia in Senato sia in Consiglio regionale: «  per conoscere nel dettaglio sia i motivi tecnici che hanno portato ATS alla comunicazione dell’annullamento dei test, sia per ricevere un’adeguata documentazione in grado di smentire le dichiarazioni del presidente di fondazione Gimbe che la Regione ha querelato per aver messo in dubbio la veridicità dei dati forniti, in merito al numero dei contagiati. Resta inaccettabile che il governo della Regione Lombardia, dopo aver ritardato la diffusione dei test sierologici, dopo averli messi a pagamento, ora impedisca ai cittadini di sottoporvici, perché ancora oggi non è in grado di garantire un numero adeguato di tamponi per fronteggiare l’emergenza».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 maggio 2020
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