Luino sostiene la commissione Segre contro l’incitamento all’odio
Un documento approvato ad ampia maggioranza a favore della lotta agli “hate spech“
Un conto è la critica, che viene protetta come valore costituzionale. Un conto è l’offesa, l’espressione che magari spacciandosi per opinione si spinge a incitare all’odio. In una parola inglese universalmente riconosciuta è “hate speech“ a cui anche Luino dice “No“ approvando a maggioranza, al termine di un consiglio comunale corposo e di quasi quattro una mozione che impegna la maggioranza a sostenere la “commissione Segre“.
Si tratta della mozione approvata dal Senato su proposta della senatrice Liliana Segre per l’istituzione di una commissione in tema di hate speech “la quale, tra le varie funzioni, si occuperà di osservazione, studio e iniziativa per l’indirizzo e il controllo ai fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza”.
Tema delicato che ha a che fare certamente con rispetto e cultura, ma che infiamma spesso il dibattito che si spinge se ridotto agli estremi anche a questioni ideologiche.
Non è la prima volta che su temi legati a cittadinanza onoraria (anche, recentemente, a Liliana Segre, e non solo a Luino), o a dichiarazioni di principio, le singole posizioni politiche arrivano al lungo dibattito sulle parole da adottare.
Infatti il documento, presentato a febbraio dai due consiglieri di minoranza del gruppo L’altra Luino e di area Pd Giovanni Petrotta ed Erica Nogara si è incagliato prima dell’approvazione per via di un emendamento richiesto dalla maggioranza (retta da un’alleanza civica fra Lega e Fratelli d’Italia) volto a introdurre un richiamo esplicito al comunismo, fra le “memorie“ da coltivare: l’antifascismo e la lotta contro tutti i totalitarismi “anche di stampo comunista“: questa la frase dibattuta.
E anche la parola “resistenza“, fra i valori da tutelare e valorizzare è stata oggetto di richiesta nella limatura del documento, parola che tuttavia non è stata espunta dal testo.
Il testo finale del secondo e tanto dibattuto capoverso del documento approvato quasi all’unanimità (astenuta solo Caterina Franzetti, assessore ai servizi sociali) recita dunque la seguente e definitiva formula:
“Il consiglio comunale impegna sindaco e giunta” […] “a coltivare la memoria dell’antifascismo e della lotta contro tutti i totalitarismi anche di stampo comunista dei crimini compiuti nelle guerre coloniali, delle leggi razziali, della persecuzione degli ebrei e della Shoah, collaborando con le associazioni per la tutela e la valorizzazione della memoria della Resistenza aiutando la ricerca storica, lo studio della storia contemporanea e l’educazione alla cittadinanza nelle scuole“.
Luino aderirà anche alla “rete dei comuni per la memoria contro l’odio e il razzismo“.
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