Baci e abbracci devono diventare patrimonio dell’umanità

La richiesta all'Unesco è stata inviata dal Dipartimento delle cure mentali delll'Asst Sette Laghi: "siamo animali sociali e questo significa che esistiamo perché siamo in relazione con gli altri"

Avarie

Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata dal Dipartimento di salute Mentale dell’asst Sette Laghi al Comitato Unesco per definire “i baci e gli abbracci” patrimonio dell’umanità


Egregio Presidente del Comitato di valutazione – Intergovernmental Committee for the safeguarding of the intangible cultural heritage – dell’UNESCO,

il Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze dell’Azienda Socio Sanitaria Territoriale dei Sette Laghi chiede l’iscrizione nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale (Representative List of the Intangible Cultural
Heritage of Humanity), di “STRETTE DI MANO, ABBRACCI E BACI DI SALUTO E DI AFFETTO DA TRADIZIONE soprattutto OCCIDENTALE”.

Come ben scrivete nel vostro sito “Il patrimonio culturale non è solo monumenti e collezioni di oggetti ma anche tutte le tradizioni vive trasmesse dai nostri antenati:  espressioni orali, incluso il linguaggio, arti dello spettacolo, pratiche sociali, riti e  feste,  conoscenza e pratiche concernenti la natura e l’universo. artigianato
tradizionale.

Questo patrimonio culturale immateriale è fondamentale nel mantenimento della diversità culturale di fronte alla globalizzazione e la sua comprensione aiuta il dialogo interculturale e incoraggia il rispetto reciproco dei diversi modi di vivere. La sua importanza  non risiede nella manifestazione culturale in sé, bensì nella ricchezza di conoscenza e competenze che vengono trasmesse da una generazione all’altra….

L‘UNESCO ha tra i suoi obiettivi prioritari l’attuazione di misure atte a favorire la trasmissione del patrimonio culturale immateriale fra le generazioni”.

In questo periodo emergenziale per la pandemia Covid-19 sono state drasticamente abolite la manifestazioni di saluto e affetto quali strette di mano, abbracci e baci, tanto care a noi occidentali.
E’ noto che senza relazioni con la forza e la bellezza dell’appropriata fisicità si muore; siamo animali sociali e questo significa che esistiamo perché siamo in relazione con gli altri.
Comportamenti che erano consueti diventano pericolosi, vanno evitati per il rischio di essere infettati o di infettare.

Ciò che è drammatico non è solo la pandemia, ma è la paura di un abbraccio, lo stare sempre più isolati.
Una parte rilevante del nostro sentire si esprime con la fisicità, dunque anche con il corpo in relazione; oggi invece dobbiamo collegarci agli altri preferenzialmente in modo virtuale, da remoto.

Gli schermi dei nostri computer o del nostro smartphone possono darci molto in termini di contatto, ma ci connettono con l’altro solo attraverso la vista e l’udito, escludendo gli altri sensi. Sono dunque una risorsa ma insieme anche una limitazione.

E’ vero anche che non tutto il male viene per nuocere. Potremo entrare nell’ambito della sana solitudine. Il deserto che cercavano i profeti e gli eremiti è un risvolto per conoscerci meglio. Così, un po’ di deserto potrebbe permetterci di cercare e ritrovare la nostra reale identità……….ma solo un po’ di deserto!

Zoom, Skype, Teams, Meeting, ecc. non hanno ancora la capacità di simulare, neanche lontanamente, quelle strette di mano, quegli abbracci, più o meno intensi, e quei baci di vicinanza affettiva che tanto ci riempiono il cuore.
Alla fine si è straniti con il senso che manchi qualcosa.

Non siamo soli è vero, ma siamo sì un poco più isolati, e soprattutto stiamo ubbidendo a un dovere che non era mai stato nei nostri progetti. Si fa, ma spesso fa male. Questa è una prova dura veramente, non è uno scherzo e tanto vale affrontarla con l’elmo in testa con la consapevolezza che il dolore personale che comporta per ciascuno di noi è ineluttabile, e tanto vale farci i conti.

Passato o “circoscritto” il Coronavirus, con l’iscrizione da parte UNESCO come patrimonio immateriale dell’umanità di “STRETTE DI MANO, ABBRACCI E BACI DI SALUTO E DI AFFETTO COME DA TRADIZIONE soprattutto OCCIDENTALE”, siamo convinti che si faciliti il non perdere memoria e pratica della fisicità tutta occidentale del saluto e dell’affetto, trasmessa da generazione in
generazione.
Ci auguriamo che tale elemento venga ricreato dalle comunità, dai gruppi nonchè dalle singole persone, elaborando dinamicamente il senso di appartenenza sociale e culturale.
La promozione del rispetto per la diversità culturale e per la creatività umana permette di diffondere l’osservanza del riguardo nei confronti delle radici sociali e comportamentali che si sono sviluppate in secoli di storia..

Concludendo, l’iscrizione dell’elemento “STRETTE DI MANO, ABBRACCI E BACI DI SALUTO E DI AFFETTO COME DA TRADIZIONE soprattutto OCCIDENTALE” nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale immateriale contribuirà a garantire visibilità e consapevolezza del significato di patrimonio culturale immateriale e a favorire il confronto, riflettendo perciò la
diversità culturale e la creatività dell’umanità.

Il Direttore Socio Sanitario Dott. Ivan Alessandro Mazzoleni
Il Direttore del Dipartimento di Salute ASST Sette Laghi Mentale e Dipendenze Dott. Isidoro Cioffi
Il Direttore di S.C. Psichiatria Varese Prof. Camilla Callegari
Il Responsabile di S.S. Ser.D. Dott. Claudio Tosetto
Il Responsabile di S.S Psicologia  Prof. Marco Bellani

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Pubblicato il 18 Giugno 2020
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