Il carrello solidale per le famiglie di Cassano Magnago

In questi mesi la Caritas di Cassano Magnago ha aiutato circa 135 nuclei famigliari, di cui 15 "nuovi"

spesa coronavirus

Dei carrelli pieni di generi alimentari di prima necessità da dare a chi è in difficoltà: l’iniziativa del carrello solidale di Tigros ha dato una mano alla Caritas di Cassano Magnago nel sostegno delle famiglie meno abbienti durante l’emergenza Coronavirus.

«Il carrello solidale è un contributo prezioso», spiega Matteo Baggio della Caritas, «che ci permette di aiutare le famiglie che sosteniamo abitualmente con il pacco alimentare a cadenza mensile o bisettimanale».

La Caritas, che generalmente sostiene 120 nuclei famigliari, nel corso dell’emergenza ha ricevuto altre dieci nuove richieste di aiuti alimentari, «insieme ad altre 5 o 6 richieste di aiuti economici veri e propri: quindi abbiamo dovuto far fronte a circa 15 aiuti del tutto nuovi». Baggio spiega che era previsto un incremento delle richieste maggiore durante il lockdown, «ma a Cassano i servizi sociali e le altre realtà hanno risposto bene al bisogno del territorio».

A queste “nuove” famiglie negli scorsi mesi il lavoro è venuto meno: «Avevano già delle situazioni lavorative saltuarie. Chi faceva la badante, chi il lavapiatti, chi il muratore, chi lavorava in nero: non potendo più lavorare si sono trovati in difficoltà». Altre famiglie già seguite dalla Onlus «sono cadute in difficoltò maggiore, così le abbiamo aiutate». «Non neghiamo a nessuno il pacco alimentare – continua Baggio – è il primo aiuto alle famiglie in difficoltà». Per gli aiuti più ingenti, quelli propriamente economici, Baggio spiega che si interviene in sinergia con i servizi sociali e con il comune. «Tra tutti i nuclei aiutati, il 50% è italiana, l’altro 50% è di origine straniera».

In tutto sono stati raccolti 366 chili di pasta, 150 di riso e 222 litri di latte. «L’aumento della merce del carrello solidale ha fatto la differenza. I carrelli erano pieni e in questo periodo siamo andati meno al banco alimentare, dove noi acquistiamo i beni con i nostri contributi». Nel periodo più intenso i volontari consegnavano i pacchi una volta a settimana, mentre ora succede ogni due: «La squadra è composta da 13 volontari del centro di ascolto e da 20 del banco alimentare. Grazie alla collaborazione con il Centro operativo comunale e alla Protezione Civile nella consegna dei pacchi, si è aggiunto anche qualche nuovo volontario».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 Giugno 2020
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