I cantanti soul andarono da soli

E Curtis Mayfield degli Impressions incise subito un capolavoro

Cinquant'anni fa la musica

In ambito R’n’B la fine degli anni ’60 fu caratterizzata da una certa radicalizzazione, alla quale non era estraneo l’assassinio in Martin Luther King nell’aprile del ’68 ed il clima sociale che era diventato molto pesante. Dal punto di vista musicale si creò una tendenza nel passare da quei gruppi vocali, che avevano caratterizzato gli anni ’60, a carriere singole: Diana Ross lasciò le Supremes, Smokey Robinson i Miracles, David Ruffin i Temptations… Il disco di esordio solista di Curtis Mayfield, che veniva da più di dieci anni con gli Impressions (quelli di People get ready), fu talmente interessante che in molti lo considerano un po’ il Sgt. Pepper del soul, anche perché se l’atmosfera dei testi è comunque cupa e di rivolta, gli arrangiamenti sono molto ariosi e creativi. Ma se nell’immaginario collettivo a memoria di quella stagione restano più What’s goin’ on e There’s a riot , questo che sentite li anticipò entrambi. La fine della carriera di Curtis fu marcata da un tragico incidente: nel 1990 durante un concerto a Brooklyn una torre delle luci a causa del forte vento gli cadde addosso, lasciandolo paralizzato dal collo in giù. Cinque anni dopo riuscì ancora a incidere un disco stando sdraiato sulla schiena: morirà nel 1999.

Curiosità: ebbe anche una lunga carriera di manager musicale, non solo di sé stesso, con la creazione di diverse case discografiche, compresa la Curtom che pubblicò questo suo esordio.. Purtroppo cadde nell’errore di scartare all’audizione i Jackson 5, anche perché aveva già una family band dal nome The Five Stairsteps: mica sempre la si può azzeccare…

Per sentirlo interamente:

Il video:

 

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Pubblicato il 02 luglio 2020
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