La chiesetta del Monte Generoso restaurata vendendo i vecchi pali del tracciato

La Ferrovia Monte Generoso restaura la chiesetta Madonna della Provvidenza con il ricavato della vendita dei pali del vecchio binario del 1890

Monte Generoso - La chiesetta restaurata

Nel novembre scorso, all’inizio dei lavori di risanamento dei binari del 1890, la Ferrovia Monte Generoso aveva lanciato la vendita virtuale dei 441 pali disseminati lungo i 9 chilometri di percorso da Capolago alla vetta. Obiettivo restaurare la chiesetta in vetta al Monte Generoso.

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La vendita è stata avviata con successo e dopo la prima fase del risanamento dei binari (sono previste altre tre fasi nei prossimi inverni) la chiesetta ha riaperto le sue porte e tutti i visitatori che salgono in vetta possono già ammirare la sua intima bellezza.

«Siamo molto contenti di aver potuto rendere accessibile e funzionante questo luogo sacro, proprio in occasione del 130esimo anniversario della Ferrovia Monte Generoso – dice Lorenz Bruegger, direttore dellaFerrovia Monte Generoso – Sarebbe bello che in futuro i residenti del Ticino potessero celebrare battesimi e matrimoni in un posto così incantevole e accanto ad uno dei più significativi simboli del turismo ticinese, il Fiore di pietra di Mario Botta. Il contrasto tra i due edifici è unico».

Gli affezionati al Monte Generoso e alla sua ferrovia a cremagliera, l’unica del Ticino e una delle più antiche ancora attive di tutta la Svizzera, hanno colto al volo la proposta e le richieste di acquisto sono cominciate a fioccare. «L’idea che con il loro gesto le persone possano sponsorizzare il restauro della piccola chiesetta in vetta e contribuire alla sua continua e necessaria manutenzione gioca un ruolo importante – spiega Monica Besomi, Head of Sales & Marketing della società – Per chi volesse essere parte attiva nella storia della Ferrovia Monte Generoso e della chiesetta può ancora farlo contattandoci direttamente. Alla fine dei lavori, inoltre, è previsto un riconoscimento ufficiale per ringraziare tutti i sostenitori».

Un legame indissolubile quello tra la ferrovia e la chiesetta, se si pensa che il suo primo restauro è del 1990 a cura dell’architetto Walter Eberli proprio in occasione del 100esimo anniversario della Ferrovia Monte Generoso.

Costruito nel 1943 dall’architetto Giacomo Alberti di Lugano, questo piccolo luogo sacro sorse dalla roccia del Monte Generoso come simbolo di pace e di carità cristiana mentre la terribile guerra seminava strage e terrore tutt’intorno. Per tutti fu, dunque, la chiesetta della Madonna della Pace, nome che solo in seguito fu sostituito con l’attuale Madonna della Provvidenza, quando fu eletta a luogo di gemellaggio e d’incontro tra due valli e due paesi: la Svizzera e l’Italia.

«Un tempo c’era anche un campanile che è stato distrutto da un fulmine – racconta Enzo Pfister, già docente di fisica al Liceo di Mendrisio – La campana recuperata e rimessa a nuovo dalla Ferrovia Monte Generoso è ora collocata nel portico antistante. Le vetrate poste ai lati della navata e realizzate da fra’ Roberto Pasotti del Convento dei Frati Cappuccini del Bigorio, che possono far invidia a ben più importanti cattedrali, sono sei veri gioielli incastonati sulla vetta della Montagna e la loro straordinaria e mistica luce che diffondono all’interno della chiesetta perpetuano e ricordano il sentimento di profonda religiosità e di rispetto verso degli avvenimenti più grandi di loro, quando nel 1943,  la gente del Mendrisiotto la sera saliva e timorosa osservava i bombardamenti su Milano. Nel 2016 insieme ad un gruppo di affezionati abbiamo installato sulla parete esterna una grande stella di Natale, illuminata a led e ben visibile persino da Lugano: una meraviglia!
Ora la stella è a casa mia e attende di essere rimessa al suo posto a partire dal mese di dicembre e di tornare a splendere nel periodo natalizio, grazie all’appoggio, mai mancato, della direzione della Ferrovia Monte Generoso».

La porta della chiesetta è aperta durante il giorno (segue l’apertura del Fiore di pietra, dalle 10 alle 17.30) e chi arriva in vetta in orari diversi, può ammirare l’interno attraverso la porta a vetri.
Da non perdere le prossime Messe del 1°di agosto, in occasione della festa nazionale, e del 27 settembre.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 luglio 2020
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