Le regole sul rientro dai paesi a rischio e il caos per i vacanzieri

Imposto il tampone obbligatorio per chi rientra da Grecia, Spagna, Malta e Croazia ma i tempi e l'indicazione di mantenere l'isolamento fiduciario stanno complicando la situazione di chi rientra

Malpensa Terminal 1 Coronavirus

Prima sono arrivate le interviste e le ricostruzioni giornalistiche sui contagi di rientro dalle mete di vacanza (per lo più di giovanissimi tornati da piccole località specifiche e molto a rischio). Poi hanno cominciato a muoversi le regioni, in ordine sparso, applicando provvedimenti a macchia di leopardo sui rientri da diverse liste di paesi stranieri. Infine, è arrivato lo Stato che con un’ordinanza ha stabilito una lista di paesi dai quali, per il rientro in Italia, è obbligatorio sottoporsi al test del tampone: sono Grecia, Spagna, Malta e Croazia.

Un’iniziativa che però ha reso tutt’altro che chiaro il comportamento da tenere per chi è stato o deve recarsi in uno di questi paesi. Cittadini che in queste ore si trovano di fronte a domande e dubbi che mettono a rischio molte partenze.

Come si fa e in quanto tempo è disponibile un tampone per chi rientra? Dove viene effettuato? Se si rientra in una certa data poi ci si può recare al lavoro? E se bisogna ripartire?

Per i cittadini della provincia di Varese la trafila da seguire è stata comunicata da ATS Insubria (LEGGI QUI L’ARTICOLO CON I DETTAGLI) che sta riattivando la tensostruttura a cui si accede in auto. Per i varesini sarà necessario avviare la segnalazione e il tampone verrà attuato entro le 48 ore dalla domanda e l’esito arriverà dopo 36/48 direttamente tramite email ed SMS all’utente e al suo medico di base(LEGGI QUI L’ARTICOLO CON I DETTAGLI).

I tempi e la trafila necessaria a ricevere un test, così come richiesto dall’ordinanza del Ministero della Salute, sono l’aspetto più delicato di tutta questa vicenda che in queste ore sta costringendo in molti a rinunciare alle vacanze già prenotate. A questo si aggiunge il fatto che molte regioni si stanno muovendo, sullo stesso provvedimento in modo difforme.

L’isolamento fiduciario

Ad esempio: una volta rientrati in Italia, in attesa di ricevere il tampone e il relativo risultato, bisogna stare in isolamento fiduciario? Le risposte sono diverse. L’ordinanza del ministero dice esplicitamente che “in attesa di sottoporsi al test presso l’azienda sanitaria locale di riferimento le persone sono sottoposte all’isolamento fiduciario presso la propria abitazione o dimora”.
Il Presidente di Regione Lombardia ha spiegato che per le persone che rientrano dai quattro paesi indicati “nelle ore precedenti l’effettuazione del test e in attesa del suo esito è necessario mantenere il distanziamento e utilizzate la mascherina sia all’aperto sia in presenza di amici e conviventi”.
La Regione Emilia-Romagna sul proprio sito dà un’indicazione invece di segno opposto rispetto a quella dell’ordinanza: “non è previsto l’isolamento fiduciario della persona nell’attesa di essere sottoposti a tampone, né di ricevere l’esito del test”. Dunque cosa bisogna fare è in realtà oggetto di interpretazioni diverse, fatto salvo che lo Stato dice una cosa chiara: isolamento fiduciario.

Secondo la Fiavet ci sono almeno 10mila italiani che in questo momento si trovano tra Spagna, Croazia, Grecia e Malta e per i primi che sono rientrati in porti, stazioni e aeroporti non è scattato alcun test anche perché le strutture non sono attrezzate. Resta l’obbligo di segnalare all’autorità sanitaria.

Tomaso Bassani
tomaso.bassani@varesenews.it

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Pubblicato il 14 Agosto 2020
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