La neurorianimazione dedicata ai pazienti Covid, ma il nostro ospedale rimarrà aperto per i casi di maggior complessità”

Il primario dell'anestesia e rianimazione dell'ospedale di Varese chiarisce il senso della sospensione del Trauma Center. Una spiegazione condivisa anche dall'ex Minoja

coronavirus

La notizia riportata ieri dal nostro giornale in merito alla sospensione del centro di alta specializzazione traumatologica viene chiarita dal Direttore U.O.C. Anestesia e Rianimazione Neurochirurgica e Generale  Cabrini. L’annuncio aveva indignato l’ex primario Minoja che oggi condivide e firma la spiegazione delle decisioni


Egregio Direttore,
nella giornata di ieri la notizia che l’Ospedale di Circolo di Varese non fosse più attivo come Trauma Center, per decisione a livello regionale nell’ambito delle iniziative in risposta alla pandemia in corso, ha giustamente destato sorpresa e preoccupazione.

Varese negli anni recenti si è dotato di risorse strumentali e professionali che l’hanno resa un punto di riferimento regionale per la gestione del trauma: non a caso nei mesi più critici della prima ondata pandemica il nostro ospedale è stato uno dei tre ospedali lombardi attivi sul fronte del trauma maggiore, insieme a Niguarda e Brescia. In quella fase, malgrado le tante difficoltà non è mai stato rifiutato un paziente né si è osservata una riduzione della qualità delle cure offerte.

Di fronte a questa seconda ondata pandemica, le cui dimensioni si stanno purtroppo rivelando non inferiori alla prima, ci è stato chiesto di ampliare il più possibile la disponibilità di posti letto in Rianimazione per pazienti con insufficienza respiratoria severa da virus Sars-CoV-2. Dopo aver già convertito due Rianimazioni del Circolo a pazienti Covid, si è reso necessario in queste ore convertire anche la Neurorianimazione; con dispiacere si è reso necessario considerarci non più attivi per urgenze neurochirurgiche. Nel recepire questa decisione da parte della Regione, abbiamo visto estenderla anche ai traumi.

Vorremmo precisare che l’Ospedale di Circolo mantiene e manterrà attive tutte le prerogative strumentali e professionali che lo rendono in grado di affrontare il paziente con trauma severo incluso il trauma cranico, così come resta disponibile una Rianimazione di 10 posti per pazienti non-Covid.

In accordo con la Sala Operativa Regionale Emergenza – Urgenza della nostra area, il nostro ospedale continuerà ad essere disponibile per i casi a maggior complessità per i quali i Colleghi del sistema di soccorso extra-ospedaliero ritengano opportuno avvalersi delle nostre risorse e competenze.

Infine, nel firmare congiuntamente questa integrazione alle notizie apparse ieri intendiamo confermare la nostra collaborazione, già saldata nei mesi della prima pandemia lavorando fianco a fianco con i medesimi obiettivi. Ciò che è stato costruito con grande dedizione e capacità negli anni scorsi, tra cui il Trauma Center, continuerà ad esistere e ad essere valorizzato. Anche in questo periodo difficile.

Prof. Luca Cabrini
Università degli Studi dell’Insubria
Direttore U.O.C. Anestesia e Rianimazione Neurochirurgica e Generale ASST dei Sette Laghi, Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi – Varese
Dott. Giulio Minoja
già Direttore del Dipartimento di Anestesia e Rianimazione della ASST Settelaghi Varese

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 Ottobre 2020
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