Ottobre di sangue: Anpi provinciale risponde al sindaco di Varese

Non si placa la querelle per le celebrazioni dell’Ottobre di Sangue varesino: la lettera aperta al primo cittadino non le "manda a dire"

Anpi - Associaizone nazionale partigiani

Non si placa la querelle per le celebrazioni dell’Ottobre di Sangue varesino: dopo la lettera di un partecipante, dopo la risposta protocollata del sindaco, or arriva anche la posizione ufficiale dell’Anpi provinciale.

In una lettera firmata dalla presidente Ester De Tomasi e da tutta la direzione provinciale (i vicepresidenti provinciali Stefano Tosi, Claudio Castiglioni, Michele Mascella e Annamaria Pintabona) l’Anpi, dopo le questioni pubblicata anche sulla stampa, ritiene necessario replicare al sindaco e «Prendere una posizione sul contenuto della Sua lettera del 19 ottobre u.s., relativa alla celebrazione dell’ottobre di sangue varesino».

Nella lettera, l’Anpi provinciale premette «Che l’organizzazione dell’evento, da sempre, è stato in capo al Comitato Provinciale Anpi, e non alla sezione di Varese (per Sua conoscenza, sappia che seppure previsto espressamente dallo Statuto Anpi, la sezione Varese ha omesso qualsiasi comunicazione dell’evento alla Vicepresidenza provinciale ed al Comitato Provinciale), come invece da sempre avviene con fattiva collaborazione per le manifestazioni di Luino e Brissago Valtravaglia; ora, che per Lei e la Sua amministrazione non sia ancora chiara la distinzione, malgrado ripetute spiegazioni e puntualizzazioni nel corso degli anni, è sintomo di una volontà di essere negligenti in merito; nel caso di future collaborazioni, vorrà definitivamente cogliere questa distinzione. Che peraltro, non è esistito alcun accordo verbale con “gli attuali rappresentanti di Anpi provinciale” come da Suo virgolettato riportato dagli organi di stampa»: un passaggio che sottolineerebbe, a prima vista, non solo un disappunto nei confronti del comportamento del primo cittadino, anche una scarsa comunicabilità tra l’organo provinciale e la sezione di Varese.

Anpi provinciale sottolinea anche che: «L’attività del Comune di Varese nell’organizzazione dell’evento appare aver prodotto un risultato misero e ciò è palese: come emerge dalla stampa e dalla comunicazione comunale, il ricordo di uno degli avvenimenti eclatanti della Guerra di Liberazione della provincia si è ridotto alla deposizione di una corona ed in un raffazzonato e sbrigativo (per altri Suoi impegni) momento di raccoglimento»

La presidente De Tomasi rimarca peraltro la “caduta di stile” del Sindaco per «La Sua reazione irosa e scomposta alla vista della presenza di un gruppo di cittadini, presenti in delegazione e non in massa, distanziati e non accalcati, con i dovuti dispositivi protettivi di legge» dove altrove «Si è permesso, nello stesso fine settimana, vedi i mercatini che si stavano svolgendo in vie e piazze del centro, assembramenti, partecipazione senza mascherina, e ciò per assenza di controlli e di messa in atto delle disposizioni di legge».

Due pesi e due misure, secondo Anpi provinciale, quindi. Per questo, la presidenza provinciale Anpi auspica che «Per il futuro si presti, seppure nel rispetto delle normative antipandemiche in atto, l’opportuna attenzione nell’organizzazione degli eventi che hanno attinenza al Calendario laico della collettività varesina, ed in particolare quelli concernenti la Guerra di Liberazione, e, soprattutto si presti la dovuta attenzione, in una fase di evidente difficoltà e fragilità delle persone, alle giuste istanze provenienti dai cittadini».

di stefania.radman@varesenews.it
Pubblicato il 21 Ottobre 2020
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