Coronavirus, 35mila persone chiedono trasparenza al Governo
Traguardo importante per la petizione promossa, tra le altre, da Transparency International e onData, che chiede trasparenza sui dati relativi alla pandemia
Ha superato le 35mila adesioni la petizione #datiBeneComune, lanciata da 134 tra organizzazioni, associazioni e testate giornalistiche per chiedere al Governo maggiore trasparenza rispetto ai dati sulla pandemia da nuovo coronavirus. Adesione, spiegano i promotori in una nota, che segnala come«il tema dei dati è condiviso non solo dagli addetti ai lavori, ma anche da tanti cittadini che si aspettano trasparenza e chiarezza e non intendono accettare passivamente le decisioni prese sulla gestione dell’emergenza Covid-19».
Una petizione nata all’indomani della conferenza stampa del presidente del Consiglio dello scorso 4 novembre. Quella in cui era stato presentato l’ultimo Dpcm, quello che divide il Paese in zone gialle, arancioni e rosse. Durante l’incontro con i giornalisti, il capo dell’esecutivo giallorosso si era impegnato a garantire l’apertura dei dati.
Apertura che al momento non si è verificata, dato che vengono ancora affidati a dashboard, ovvero a mappe e grafici, e a file .pdf, il formato chiuso per eccellenza. Non solo: sono forniti con una licenza di utilizzo che, pur tutelando il diritto di cronaca, non ne consente l’uso, ad esempio, per realizzare un’app che fornisca risposte ai dubbi dei cittadini.
«Le richieste avanzate dai promotori», prosegue la nota,«ruotano intorno alla maggiore trasparenza e apertura dei dati comunicati dalle Regioni al Governo dall’inizio dell’epidemia per monitorare e classificare il rischio epidemico; dei dati che alimentano i bollettini con dettaglio regionale, provinciale e comunale, della cosiddetta Sorveglianza integrata COVID-19 dell’Istituto Superiore di Sanità e dei dati relativi ai contagi all’interno dei sistemi, in particolar modo scolastici».
Non solo. « Tra le richieste anche quella di rendere pubbliche le evidenze scientifiche, le formule e gli algoritmi, che mettono in correlazione la valutazione del rischio, le misure restrittive e l’impatto epidemiologico ad esso correlato perché è importante che i cittadini siano consapevoli delle motivazioni che hanno guidato e stanno continuando a guidare le scelte del Governo».
Istanze che, nel giro di due settimane, hanno raccolto oltre 35mila firme sulla piattaforma Change.org. «La trasparenza non è mai fine a sé stessa», commenta Davide Del Monte, Direttore di Transparency International Italia«ma è lo strumento attraverso cui la comunità scientifica può comprendere il problema e grazie al quale si possono attivare percorsi virtuosi di collaborazione per promuovere soluzioni e ripristinare la fiducia nelle istituzioni che governano, oggi più che mai indispensabile. La trasparenza è la chiave della fiducia».
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