Il lockdown aumenta le vendite online, ma quali opportunità per gli artigiani?

Se ne è parlato nella diretta di mercoledì 2 dicembre organizzata da Confartigianato Varese. Durante l'incontro è stato presentato anche il nuovo progetto "Botteghe artigianali" di Confartigianato Artser e Betsoft Srl

cuoiaio artigiano pelletteria

Il lockdown ha generato un’impennata degli acquisti online. Molti italiani che fino a quel momento non si erano mai approcciati al mondo dell’e-commerce hanno cercato il loro prodotto online, lo hanno selezionato e dopo due rapidi click hanno effettuato la loro prima transazione.

L’Osservatorio e-commerce b2b del Politecnico di Milano ha stimato intorno ai 31,6 miliardi di euro il valore complessivo del mercato delle vendite online nel 2020 in Italia. Un dato che riguarda solamente le vendite dalle aziende ai consumatori, e che non prende in considerazione il commercio online tra le imprese.

Lo sviluppo dell’e-commerce è un treno in corsa capace di offrire buone opportunità a chi saprà prenderlo al volo, ma allo stesso tempo rischia di travolgere le imprese che non saranno in grado di adattarsi. È infatti improbabile in quest’ambito un ritorno agli scenari del periodo pre-Covid.

«La digitalizzazione dei comportamenti delle aziende e dei consumatori – ha commentato cosi Angelo Bongio, innovation manager di Confartigianato Artser, durante la diretta organizzata da Confartigianato Varese mercoledì 2 dicembre – ha avuto una diffusione mai vista. I dati raccontano che durante i mesi del lockdown un gran numero di persone ha acquistato online per la prima volta. Siamo in ritardo rispetto agli altri paesi, ma il 2020 per l’Italia sarà l’anno in cui è avvenuto il balzo. Anche se gli acquisti si sono spostati online, tra gli italiani esiste ancora la tendenza di comprare da attività vicine a livello territoriale».

È in questo contesto che si inserisce Botteghe artigianali: il progetto ideato da Confartigianato Artser, in collaborazione con Betsoft srl. Un’iniziativa che permette alle imprese – anche quelle più tradizionali – a essere subito presenti sul web, ottenere consulenze, formazione e approcciarsi al mercato online in modo sicuro.

«Durante il primo lockdown – ha raccontato Elena Ambrosoli, chief manager Confartigianato Artser – abbiamo aiutato le aziende ad approcciare l’online e l’e-commerce. Soprattutto quelle botteghe artigianali che non avevano neppure un sito. L’idea alla base era però quella di continuare su questa strada anche una volta che l’emergenza fosse passata. Col nostro progetto siamo stati accanto alle aziende per offrire supporto e formazione per cogliere le opportunità che l’e-commerce può offrire».

«Le piattaforme online a disposizione degli artigiani – ha spiegato Cristian Cassina, chief executive officer di Betsoft Srl – sono tantissime. Quello che però fa la differenza è la semplicità dell’esperienza d’acquisto. Per questo abbiamo voluto strutturare Botteghe artigianali in modo da rendere l’acquisto più semplice possibile».

«Le soluzioni da adottare – ha poi aggiunto di nuovo Angelo Bongio – devono essere cucite su misura per le aziende. Bisogna pensare a quali siano gli strumenti e le modalità con cui approcciarsi all’e-commerce più coerenti al proprio modello di business. Non tutte le soluzioni vanno bene per tutti. Non bisogna poi dimenticarsi che l’e-commerce è un modo per mettersi in contatto coi propri clienti, ed è quindi importante che l’imprenditore si metta nei panni dei propri clienti per conoscere la loro esperienza d’acquisto e capire come migliorarla».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 02 Dicembre 2020
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