Omaggio a chi lavora anche l’ultima notte dell’anno

Abbiamo scelto di dedicare la notte dell'ultimo dell'anno a chi lavorerà. Un racconto collettivo, realizzato grazie ad un lavoro a più mani: un regalo dalla squadra di VareseNews ai nostri lettori con l'auspicio di un 2021 migliore

Lavoro Capodanno

Mai come durante questo anno di pandemia ci si è resi conto di quanto siano importanti i ruoli di alcune persone che anche nei momenti più difficili non possono permettersi di fermarsi.

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Lavoro Capodanno 4 di 15

Non possono farlo durante i lockdown, questa nuova parola che ha stravolto le nostre vite, e tanto meno possono farlo durante la notte di Capodanno.

Per questo abbiamo scelto di dedicare questa notte a loro, nella speranza che possa essere la notte nella quale, seppur simbolicamente, ci lasciamo alle spalle un anno tremendo e ne cominciamo uno all’insegna della nuova speranza che i vaccini ci potranno dare. Un racconto collettivo, realizzato grazie ad un lavoro a più mani: un regalo dalla squadra di VareseNews ai nostri lettori con l’auspicio di un 2021 migliore.


Serena Toia, tecnico di laboratorio ospedale di Angera

«Lavorando nella sanità l’ho messo in conto fin dall’inizio: le festività natalizie o il Capodanno spesso vengono sacrificati in nome della continuità del servizio». Serena Toia ha 38 anni e da circa quindici lavora come tecnico di laboratorio all’ospedale di Angera. «La prima vigilia di Natale appena assunta l’ho trascorsa all’ospedale di Gallarate dove ero stata distaccata temporaneamente. Era il mio primo turno di notte in un grande ospedale e ricordo perfettamente la sensazione di solitudine». Arrivare al lavoro di notte, con il buio, mentre fuori il mondo festeggia è il contesto adatto per scatenare la malinconia. «Il tecnico di laboratorio è un lavoro che richiede molta attenzione perché si maneggia e analizza materiale biologico e quindi c’è poco spazio per altri pensieri. La nostalgia la chiudo in una provetta che non verrà mai analizzata». Serena si paragona a un fornaio, nel senso che tutti il giorno dopo ne apprezzano il lavoro che però nessuno ha visto. «Chi sta fuori non può percepire i sentimenti che ti attraversano in quei momenti e quella solitudine profonda è l’unica compagnia che non ti lascia mai».
L’unica certezza di Serena è il cielo stellato sopra di sé e il senso del dovere dentro di sé.


Cristina, Elisabetta e Anselmo, volontari Croce Rossa Valceresio

L’ emergenza Sanitaria non si ferma mai!
  Le chiamate di richiesta di aiuto arrivano anche la sera dell’ultimo dell’anno, per questo motivo, Cristina, Elisabetta ed Anselmo (29/55/68 anni), da anni volontari presso Croce Rossa Italiana Comitato di Valceresio presteranno servizio dalle ore 20.00 alle ore 6.00.
 È L’UMANITÀ che ci spinge a dedicarci agli altri “perché nessuno è più forte  di chi sa chiedere aiuto, nessuno è più fragile di chi affronta tutto da solo” buon anno Cri Valceresio.


Viviana Busnelli, capo equipaggio Croce Rossa Italiana

Viviana Busnelli, 41 anni (a sinistra nella foto con gli altri volontari, Nino Pellegrino e Fabrizio Gatta) operaia tessile di Cadegliano Viconago, passerà la notte dell’Ultimo di turno in ambulanza con la divisa rossa della Croce Rossa Italiana: prenderà servizio alla sede della Croce Rossa Italiana di Luino e Valli nel quartiere luinese di Creva. Viviana è volontaria del soccorso da dieci anni ed ha quindi maturato un’esperienza sufficiente da promuoverla a capo equipaggio. Sarà lei a coordinare le uscite con l’autista Diego Elli e il soccorritore Sebastian Ballardin. Cappello di lana e sciarpa per proteggersi dal freddo delle valli e dalla brezza notturna del Lago Maggiore: «Il territorio di competenza della Cri di Luino è molto esteso e capita di uscire anche in montagna». Prima volta di turno a capodanno? «No, non non è la la prima volta mi è già capitato. Fino ad oggi, solo uscite “tranquille“, persone che hanno mangiato troppo o qualche caduta. Speriamo in bene, noi siamo pronti». Il turno alla “Varese 1282”, la sigla radio del distaccamento di Luino comincerà alle 20 e finirà alle 6. Ma saremo già nel 2021.


Ambra “Trilli” Mazzoni, volontaria, vicecoordinatrice dei City Angels di Varese

Il suo nickname, il nome “di servizio” che tutti i city Angels si sono dati,  è “Trilli”. Ambra Mazzoni è mamma di due adolescenti  e moglie del presidente dei City Angels Andrea Menegotto, ma è anche una dei responsabili della realtà varesina dell’associazione, che gestisce il dormitorio temporaneo invernale di via Maspero. 
«Domani sera sarò al dormitorio, festeggeremo con i nostri amici del dormitorio. Di norma ogni sera c’è un operatore e un volontario, domani saremo in tre a festeggiare con i dieci utenti del dormitorio».
L’anno scorso era andata molto diversamente: «Eravamo andati a festeggiare a Giubiano, nel cenone organizzato per aiutare gli ultimi, ed eravamo tornati all’una – spiega – Ma quest’anno siamo tutti chiusi, cosi prenderemo delle bibite, il panettone e chiacchiereremo un po’ per arrivare a mezzanotte».
L’arrivo dell’anno nuovo, con i figli, lo festeggeranno quando torneranno a casa: «Quest’anno per loro niente amici: abbiamo così ordinato il sushi,  e quando torniamo a casa lo mangeremo insieme».


Stella Forgiarini, responsabile del punto tamponi della caserma Ugo Mara

È stata in mezzo alla bufera, letteralmente esposta alle intemperie di questo inverno freddo e gelato. Stella Forgiarini è responsabile del punto tamponi della caserma Ugo Mara. Dove c’è un problema da risolvere, un nuovo servizio da implementare, i turni da organizzare c’è lei che dallo scalo di Malpensa è stata catapultata a Solbiate Olona senza soluzione di continuità: «Sono il punto di riferimento di tutti, anche dell’Esercito. Seguo la parte di refertazione che ha voluto dire anche 2000 esiti al giorno quando lavoravo a Malpensa e 1200 alla caserma. È stata una prova molto dura: vedevamo crescere la richiesta, complicarsi la situazione e dovevamo correre per risolvere, tamponare, incrementare il servizio. Non tutto è andato per il verso giusto, non sempre abbiamo garantito i tempi. Ma abbiamo fatto uno sforzo enorme e lo stiamo ancora facendo. Io personalmente sono stremata, ma sono anche felice perchè sento davvero di essere di aiuto alle persone, di chi soffre, è preoccupato, angosciato. Sono qui e risolvo i loro problemi, li sostengo in questa situazione difficile. Non c’è caldo, freddo, neve, vento o grandine che tenga: sono, anzi siamo, sempre stati al nostro posto. Per chi ha bisogno di noi. Anche durante queste feste».


Anselmo Palmieri, addetto aeroportuale

Anselmo Palmieri, 43 anni, di Ferno, lavora a Malpensa dal 2000 ed è un addetto al carico e scarico nel settore merci: «Il 2020 è stato l’anno peggiore della storia dell’umanità. Noi a Malpensa l’abbiamo vissuto in parte attivamente, perché da marzo abbiamo sempre lavorato per i voli umanitari: abbiamo visto nella realtà, in prima persona, quello di cui parlavano telegiornali e quotidiani. È stato strano vedere un aeroporto vuoto, senza i passeggeri, con gli aerei tutti parcheggiati sul piazzale: immagini che non eravamo soliti vedere. Gli aerei arrivano, scaricano, stanno fermi una notte, qualche ora, poi ripartivano. Quest’anno è andata in maniera diversa».
Non è la prima volta che lavora durante le festività: «Facciamo i turni, capita di lavorare a Pasqua, Ferragosto, Capodanno. Sono giorni come altri, cambia che ci facciamo gli auguri quando si attacca o quando si stacca. Il Natale è diverso, c’è la famiglia, l’apertura dei regali coi bambini, quello pesa di più. Capodanno sarà un giorno come un altro, anche perchè è tutto bloccato, non è che si possa fare chissà che».
«Cosa mi auguro per il 2021? Spero quello che sperano tutti, che finisca questa situazione, che si trovi una cura e che il vaccino funzioni, che riprenda tutto come era prima – commenta il 43enne, sposato e padre di una figlia (e di una cagnolina) -. Auguro a tutti che ci si possa riabbracciare, fare colazione, lavorare senza aver paura di ammalarsi o di contagiare il proprio collega».


Michele De Filippis, vigile del fuoco

È l’ultima notte di Capodanno che il Capo Reparto Esperto Michele De Filippìs passerà coi suoi uomini aspettando l’alba nel comando di via Legnani a Varese: il 31 dicembre sarà a coordinare il “Turno B“ dei Vigili del Fuoco: è il suo ultimo turno di San Silvestro prima della pensione, che arriverà a primavera. Pensieri ai colleghi che diventano amici di sempre, anche in un momento difficile, e alla famiglia. «Il 2020 volge al termine, nonostante le sue difficoltà, lasciando un segno indelebile dentro di noi. Come ogni giorno, anche questa ultima notte dell’anno la trascorrerò insieme a voi, ognuno col proprio compito da svolgere, chi alla ricezione delle chiamate, chi alla guida dei mezzi di soccorso, chi direttamente sul campo ma tutti pronti ad allungare la propria mano…». «In questa notte, dopo 41 anni di servizio sarò a capo di queste squadre per l’ultimo San Silvestro prima della pensione, sicuro di avere il supporto della mia bimba di 3 anni, di mia moglie e di tutti i vigili del fuoco della provincia ai quali va il mio pensiero ed il mio più sincero ringraziamento».


Simone Daniele, Guardia di Finanza Malpensa

La vita che non si ferma mai anche quando un aeroporto è al lumicino per via delle restrizioni e della paura di volare. Le persone rimangono a casa, ma le merci – farmaci, vaccini e materiale sanitario rientrano in questa categoria – viaggiano in giro per il mondo. Così il finanziere Simone Daniele, 24 anni originario di Augusta in provincia di Siracusa lavorerà anche la notte di Capodanno: è in servizio presso i magazzini dell’area Cargo City dell’aeroporto di Malpensa dove giungono merci anche a San Silvestro.


Salvatore Lo Sciuto, Luogotenente Carica Speciale dei Carabinieri

ll Luogotenente Carica Speciale Salvatore Lo Sciuto (a sinistra nella foto), 52 anni, originario di Palermo, sposato e padre di due figli è stato per oltre 20 anni ispettore ai Nuclei Carabinieri Antifrodi di Roma e Parma. Laureato in Scienze dell’Amministrazione, in Giurisprudenza e Scienze Economiche, è esperto di normative nazionali e internazionale in tema di lotta alle frodi comunitarie e agroalimentari. Nel corso della carriera ha ottenuto due encomi per operazioni che hanno portato al sequestro di beni mobili ed immobili per un valore di oltre 10 milioni di Euro e l’arresto di 6 persone. Da oltre un anno è il comandante della stazione Carabinieri di Luino, e la sera dell’Ultimo dell’anno ci sarà anche lui, impegnato in prima persona e con i suoi militari nei controlli lungo le strade della città in riva al Lago Maggiore.


Dario e Antonio, agenti della Polizia di Stato di Busto Arsizio

Dario ha 50 anni e da 28 presta servizio nella Polizia di Stato, da 22 anni al commissariato di Busto Arsizio. È capoturno del primo turno delle volanti di Busto Arsizio e conosce ogni angolo della città. Lavorerà da mezzanotte alle 7 per un servizio di controllo del territorio finalizzato a far rispettare la zona rossa e il coprifuoco: «L’immagine che mi porto dentro di questo 2020 è il suono del le ambulanze che giravano continuamente di notte durante il primo lockdown: non vedevi auto civili per ore ma almeno 12 ambulanze a notte. L’augurio per il 2021 è quello di ritornare alla normalità dei nostri interventi classici anche se la nostra normalità è un po’ particolare».
Insieme a Dario ci sarà Antonio, 37 anni, 17 anni di servizio sempre a Busto Arsizio, assistente capo. Originario della Basilicata, sposato, questa notte lascerà sua moglie a casa: «Non è la prima volta ma chi ha un poliziotto in casa sa come vanno queste cose, ci si fa l’abitudine. Di questo 2020 mi porto dietro il ricordo di un paesaggio post-apocalittico a causa del coronavirus e dei vari lockdown. Mi auguro solo un ritorno alla normalità».
Tra gli agenti del commissariato, in questo anno difficile, si è creata una solidarietà interna e una compattezza del gruppo che ha fatto bene a tutti. Nessuno si è tirato indietro di fronte all’emergenza, anche lavorando qualche ora in più dopo il turno.
Per le strade di Busto questa notte ci saranno anche l’ispettore Ivano e l’assistente capo Gianluca. Proseguiranno l’orario per il turno notturno, in supporto agli altri due colleghi.


Efrem Nicodemo, vice commissario della Polizia Locale di Varese

Efrem Nicodemo ha 41 anni e da sei mesi è in forza al comando di Polizia Locale di Varese. Per lui sarà il primo capodanno in servizio di pattugliamento per le strade del capoluogo: «Non mi posso lamentare. Almeno passerò la notte in compagnia di colleghi che sono anche amici. Questi turni rafforzano lo spirito di corpo» – racconta. Efrem è originario di Portogruaro e ha iniziato a fare questo lavoro nel 2013. Prima di approdare a Varese ha lavorato anche in Piemonte e ci tiene a ricordare, in questo anno funestato dal covid, la scomparsa di un collega, il vicecomandante di Tortona Andrea Gastaldo: «Il covid se l’è portato via a soli 50 anni. Un monito per tutti coloro che ancora oggi negano la pericolosità di questo virus». Nicodemo si definisce una seconda linea tra i lavoratori della notte dell’ultimo dell’anno: «In prima linea ci saranno i medici e tutto il personale sanitario. A loro va il mio pensiero per questa notte che si porterà via il 2020». Durante la notte pattuglierà le strade della città insieme ad altri tre colleghi e all’ufficiale che starà al centralino: «L’ordine è quello di far rispettare il decreto Natale che istituisce la zona rossa per il 31 dicembre e l’1 gennaio. Confido nel rigore dei varesini perchè sia una notte di sobri festeggiamenti e serenità».


Corrado Bernasconi, educatore

Corrado lavora alla Casa Sant’Antonio, una comunità protetta per minori a Varese che ospita una decina di ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 17 anni, affidati all’ente dal tribunale dei minori. E’ una struttura aperta 7 giorni su 7, 24 ore su 24, e ci deve sempre essere almeno un educatore che viva con loro. Quindi, non si chiude mai, nemmeno a Natale e Capodanno: «E io il 31 dicembre faccio la notte: comincio alle 17.30 e finisco la mattina del primo gennaio alle 9.30».
Malgrado il Covid, lo aspetta una festa “quasi normale”: «Innanzitutto faremo il cenone – spiega:  e considerato che i ragazzi sono nove, con me siamo dieci e sarà una bella tavolata. Poi volevamo fare una sorta di piccola festa: ai ragazzi piace ballare e ascoltare la musica e quindi aspetteremo mezzanotte cosi». Un momento di leggerezza che i ragazzi della comunità si meritano: «Durante i due lockdown i ragazzi sono stati molto svantaggiati rispetto agli adolescenti comuni: anche quando era possibile uscire, per loro era più complicato farlo,  per evitare che il Covid non entrasse in comunità. Hanno fatto piu sacrifici degli altri, cosi voglio gratificarli con un po’ di sana leggerezza all’ultimo dell’anno».  
Corrado è sposato da trent’anni e ha due figlie grandi: «Il 2021 lo festeggeremo al pranzo di Capodanno: per quell’ora sarò di nuovo a casa».


Don Stefano Cucchetti, sacerdote

«Quest’anno ci sarà poco di “strano” da fare a Capodanno: il 31 e l’1 diremo messe. la nostra giornata si chiuderà con la messa delle 18 del 31 e ricomincerà con le messe della mattina di Capodanno». A parlare è don Stefano Cucchetti, sacerdote nella comunità pastorale beato Samuele Marzorati, che riunisce le parrocchie di Biumo  Inferiore e superiore, San fermo e Valle Olona a Varese. «Malgrado il covid, abbiamo cercato durante l’anno di fare iniziative particolari, come una sorta di comunità per gli adolescenti in sicurezza, per esempio. Ma per il capodanno quest’anno ci limitiamo alle messe, anche con i ragazzi: e niente incontri in zoom, lasciamo perdere anche quelli per una volta».


Vincenzo Errante capostazione Rfi Milano-Greco

Vincenzo Errante ha passato una vita nelle ferrovie. Fino allo scorso anno era capostazione a Busto Arsizio ora è nella sala operativa Rfi di Milano-Greco. Capodanno e Natale per lui spesso hanno coinciso con il lavoro e con una sensazione di solitudine. «Ti trovi in stazione da solo, dopo aver mangiato di fretta e in anticipo su tutto e tutti per essere al lavoro. A Capodanno arrivavo sempre a festeggiamenti finiti e, abitando a Castellanza, speravo che qualcuno venisse a farmi una sorpresa in stazione per la mezzanotte». La passione di Vincenzo per i treni non è nata in tenera età ma col tempo e il lavoro. «Mi piace fare il capostazione perché mi trasmette un senso di utilità e responsabilità. Sapere di portare le persone a destinazione in totale sicurezza mi gratifica molto. Così come sapere che facendo bene il mio lavoro posso contribuire a fare arrivare i passeggeri in orario». I turni di notte non sono mai facili da accettare perché richiedono una conciliazione perfetta con i tempi di gestione della famiglia. «Mia moglie ha compreso fin da subito il mio impegno e così ci siamo organizzati: di notte lavoravo e di giorno crescevo i figli. Ogni tanto crolli ma poi riparti come un treno». Di brindisi nella notte di capodanno, Vincenzo ne ha fatti pochi ma uno lo ricorda sempre con molto affetto. «Qualche anno fa a Vanzago il 31 dicembre si è fermato a causa di un guasto un treno intercity. Era già sera inoltrata e la cosa andava per le lunghe. E così insieme al macchinista e ai quattro passeggeri abbiano gustato una fetta di panettone. Quello che non è mai mancato è il fischio del treno di passaggio all’ultimo dell’anno».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 31 Dicembre 2020
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