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Belvedere e riqualificazione della piazza della Pesa, è scontro in consiglio

Al centro dei lavori le interrogazioni presentate dalle minoranze. Le risposte fornite dall'amministrazione non hanno soddisfatto i consiglieri di "Insieme per Azzate" e "Azzate in Valbossa"

Azzate varie

Quattro interrogazioni e quattro risposte “incomplete e insoddisfacenti”, almeno così le hanno archiviate i due gruppi di opposizione “Insieme per Azzate” e “Azzate in Valbossa”. La discussione era stata rinviata durante l’ultimo consiglio comunale fiume, durato sette ore; ieri invece le interrogazioni  sono state al centro di un dibattito  che ha visto maggioranza e minoranza su fronti opposti.
Due i temi principali: il destino del Belvedere e i lavori di riqualificazione della piazza “della Pesa” a cui si sono aggiunte altre due interrogazioni, una sulle iniziative messe in campo dall’amministrazione comunale per coinvolgere i giovani e garantire le pari opportunità e una sull’ingresso di Cazzago Brabbia nella Gestione associata della Polizia locale.

I lavori del consiglio comunale si sono aperti però con le parole di solidarietà al sindaco Gianmario Bernasconi, espresse da Claudia Miterangelis, per la maggioranza, e Raffaele Simone per la minoranza. Il primo cittadino di Azzate è stato oggetto di attacchi da parte di un gruppo neonazista, proprio in merito ai lavori di riqualificazione della piazza accanto alla Chiesa di San Rocco. Il rinvenimento durante gli scavi di alcune ossa provenienti da un antico cimitero ha sollevato le proteste dei DoRa che hanno aggredito verbalmente il sindaco e poi hanno affisso uno striscione in piazza. «Auspichiamo che questi episodi non si ripetano e che si possa tornare a discutere, seppur nel rispetto delle diversità, in maniera democratica» – ha detto Raffaele Simone a nome di tutta la minoranza .

Quindi si è passata all’approvazione delle modifiche del regolamento del consiglio comunale che sarà trasmesso in streaming anche quando si tornerà a poterlo seguire in presenza, così come era stato chiesto dalle minoranze. Quanto poi all’ingresso di Cazzago Brabbia nel gestione associata della Polizia Locale il sindaco ha spiegato che una richiesta ufficiale da parte dell’amministrazione di Cazzago non c’è mai stata e che comunque i comuni che hanno in condivisione la Polizia Locale, Azzate, Daverio e Galliate Lombardo, hanno valutato non ci fossero le condizioni per accogliere un nuovo comune. Una risposta che non ha soddisfatto le minoranze così come quelle su iniziative organizzate dal Comune per i giovani: «Un lungo elenco – hanno detto in coro le opposizioni – che non rileva nulla di originale».

Dibattito acceso sul Belvedere e sui lavori di riqualificazione della piazza. L’interrogazione di “Insieme per Azzate” e “Azzate in Valbossa” chiedeva quali azioni l’amministrazione intendesse attuare per garantire l’utilizzo in sicurezza e il decoro di una delle zone più frequentate e belle del paese. «Installeremo tre nuove telecamere – ha spiegato il vicesindaco Simona Barbarito -:  una rivolta verso il parcheggio le altre due che inquadrano l’area delle panchine e le gradinate, punto sensibile per l’elevata frequentazione. Abbiamo poi pensato a un servizio di pattugliamento serale con la polizia locale e carabinieri. Per quanto riguarda poi i parcheggi saranno segnalati con apposita cartellonistica.  Con la bella stagione verranno collocati bagni chimici che saranno utilizzati per eventi culturali, dai bambini che vanno al parchetto o dagli sportivi. La parte della pavimentazione danneggiata e sconnessa verrà sostituita appena le condizioni climatiche lo consentiranno». Una risposta che non ha soddisfatto le opposizioni. «C’è un problema di smaltimento dei rifiuti – ha detto Marco Leoni di “Azzate in Valbossa”- e non riguarda solo i due ape car che somministrano cibo e bevande al Belvedere. I cestini non sono abbastanza capienti e non vengono svuotati con regolarità. Il problema dei parcheggi poi non è stato risolto e ci troveremo ancora auto in doppia e terza fila».

«C’è una situazione grave – ha aggiunto Antonio Triveri, di “Insieme in Valbossa”- e risale già al 2019. Quest’estate arriverà moltissima gente, lo sappiamo, e in quell’area si creerà un problema. Gli attraversamenti pedonali non ci sono, non ci sono parcheggi a sufficienza. Ci sarà un problema di ordine pubblico che poteva essere risolto con una programmazione seria e sedendoci a tavolino».

L’ultima interrogazione riguardava la Piazza della Pesa e la cifra occorrente per completare i lavori al primo e secondo lotto: oltre 890 mila euro.

Sindaco e vicesindaco hanno spiegato che il progetto originario ha subito modifiche che hanno fatto alzare il costo dell’opera: «Riguardano però il secondo lotto, non quello su cui stiamo già lavorando – ha spiegato Simona Barbarito che è anche assessore ai Lavori Pubblici – Abbiamo pensato ad un bagno autopulente a disposizione dell’area mercato, e a colonnine per la ricarica elettrica. La pavimentazione che sarà realizzata con cubetti di porfido avrà rifiniture in resina che la renderanno più resistente. La casetta dell’acqua e del latte saranno spostate e così la fermata dell’autobus, com’era previsto nel progetto originario, ma verrà realizzato un manufatto in ricordo della stazione della tramvia che aveva sede nella piazza del costo di 50 mila euro; aumenteremo il numero delle piante e saranno aggiunti arredi nell’area prospiciente la gelateria. Intorno ai giochi sarà realizzata una recinzione. Verrano infine risistemati i parcheggi e le aree oggetto della riqualificazione verranno unite ed armonizzate».

Un progetto ambizioso, e oneroso, dal quale i gruppi di opposizione reputano di essere stati esclusi: «Quei soldi andavano utilizzati per sistemare strade e marciapiedi – ha detto Carlo Arioli di “Azzate in Valbossa” – invece ci siamo trovati con questo progetto che non sappiamo neppure come sarà finanziato. Una parte sono soldi della Regione, 200 mila euro, ma il resto? Non lo sappiamo».  Accuse respinte dalla Barbarito: «Abbiamo convocato associazioni e commercianti, voi non avete mai fatto controproposte»

La prima parte dell’opera, cominciata gennaio, si sarebbe dovuta concludere il 31 marzo, ma così non è stato. Il vicesindaco ha spiegato che il termine è spostato a inizio giugno: «Tutto vago – ha concluso Raffaele Simone – Non sapete quando i lavori termineranno, come saranno finanziati. Avete preso decisione in autonomia, senza condividerle, su un progetto che impegnerà questa e le prossime amministrazioni. Un atto che dimostra scarsa considerazione nei confronti nostri e in quelli della cittadinanza».

 

Roberta Bertolini
roberta.bertolini@varesenews.it

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Pubblicato il 22 Aprile 2021
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