Ruzzier e Strautins decisivi, poi Scola sale in cattedra

L'argentino è il top scorer e colpisce nel momento giusto. Grande prova del play ma anche di De Nicolao mentre Strautins fa la guardia sul temuto Sokolowski. E il solito Douglas chiude i conti

Openjobmetis Varese - Carpegna Prosciutto Pesaro 81-68

BEANE 6 – Chiamatelo Penelope, perché come fa disfa. E poi rifà e ridisfa. Il suo basket viaggia in altalena tra la giocata vincente in attacco e il tiro senza senso e senza logica; tra la difesa pronta e tagliente e il palleggio estremo con palla persa in agguato. Bulleri però lo usa per sfiancare Logan e qualche risultato lo ottiene. Lui aggiunge 13 punti che sono tutt’altro che da disprezzare.

MORSE 5,5 (IL PEGGIORE) – Nelle ultime partite dà l’impressione di aver fatto un passo indietro. Comincia male (stoppata a gioco fermo su Russell che gli arbitri convertono giustamente in canestro), soffre Mekowulu e pure Vildera, un po’ perché deve aiutare gli altri un po’ perché non trova la contromisura. Poi ha la forza di trovare quel paio di giocate giuste che ne migliorano il giudizio conclusivo.

SCOLA 8 (IL MIGLIORE) – Ventiquattro punti in 27′ di gioco con l’80% dal campo, equamente suddiviso tra conclusioni ravvicinate e tiri dall’arco (4/5 e 4/5). Ci mette qualche tempo a prendere le misure alla rapidità di Akele, alla sorpresa di Vildera, a una direzione arbitrale non sempre piacevole. Poi decide di dare i colpi di acceleratore che sono affondi imprendibili per la cilindrata degli avversari: graffia da sotto, converte un passaggio e soprattutto centra due triple dall’angolo con rapidità di mani Sakotiana, anche in equilibrio precario. MVP per noi e per i lettori della #direttavn.

DE NICOLAO 7 – Trova spazio anche accanto a Ruzzier in un quintetto praticamente inedito, sente su di sé la fiducia del coach e piazza una serie di giocate in attacco che mandano al tappeto la difesa di Menetti, colpita duro proprio nel cuore dell’area. 8 punti, una tripla fondamentale, il solito coraggio speso lungo i 28 metri del campo.

RUZZIER 7,5 – Direttore d’orchestra al quale perdoniamo più che volentieri le 4 palle perse visto che il Ruz piazza la bellezza di 9 assist (sui 16 di squadra) ai quali aggiunge 11 punti pesanti. In avvio, soprattutto, trascina una Varese partita troppo molle, poi soffre Russel (anche per via dei due falli) ma nella ripresa torna a macinare ottimo basket come da quasi due mesi a questa parte. Sempre più cigno.

Openjobmetis bollente: segna 103 punti, sbanca Treviso e avvicina la salvezza

STRAUTINS 7,5 – C’era forte timore, nell’entourage varesino, per l’impatto di Sokolowski considerato l’uomo in grado di dare grande equilibrio a Treviso. Arturs allora va a fare l’agente speciale: francobolla fin da subito il polacco, si ritaglia qualche spazio in attacco, si riposa nei tempi giusti e torna in auge nell’ultimo quarto. Bulleri torna a dargli minuti cruciali (28′), il baltico si prende la scena con una “doppia doppia” fondamentale in una gara così importante: 14 punti, 10 rimbalzi e tanta solidità.

EGBUNU 6 – Il duello con il connazionale Mekowulu è perso, senza dubbio, perché il dirimpettaio in biancoazzurro si conferma un pivot di alto livello per il campionato italiano. Long John però ha la testa giusta per non uscire dal match: ha poche occasioni e tutto sommato le sfrutta, poi cresce nel gioco a protezione dell’area e a quel punto diventa una pedina utilissima nell’ultimo, esaltante, periodo di gioco.

FERRERO 6,5 – Si presenta sul campo con un gioco da 4 punti che lascia di sasso Chillo, poi ci resta per lunghi minuti (quasi 15′) perché in questa partita vanno di moda i quintetti piccoli, tanto che Scola torna a fare il centro. Gianca non trema, tiene la posizione e spara qua e là una cartuccia utile a strappare la vittoria.

DOUGLAS 7 – Ormai gli avversari cercano di tenerlo lontano dal gioco e Toney, per un po’, si accontenta di fare la sponda. Certo, se non gli concedono le triple, lui trova il modo di segnare in penetrazione ma sono canestri di riscaldamento. Perché quando conta l’americano chiama la palla e trova la maniera di spararla in fondo al sacco: 16 punti (12 nella ripresa), due triple, un paio di giocate sopraffine quando il cronometro sta correndo verso lo zero.

Bulleri: “Dovevamo vincere e questo è quello che conta. Ma ci sono ancora due partite”

Damiano Franzetti
damiano.franzetti@varesenews.it

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Pubblicato il 18 Aprile 2021
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