“Caro Covid, mi hai portato via la mamma e il papà, ma non la voglia di vivere”

Elisa ha scritto una lettera al virus che le ha strappato gli affetti più cari: "Appena sarà possibile, non me ne frega niente se ci siamo disabituati, io tornerò ad abbracciare chiunque incontro e a cui voglio bene. La Vita vince su tutto"

Pazienti Covid nel reparto di terapia intensiva dell'Ospedale di Varese - foto di Maurizio Borserini

Pubblichiamo la bella lettera di Elisa. Un inno alla Vita scritto da chi in pochi mesi ha perso gli affetti più cari.

Ciao Covid, mi piace chiamarti cosi, come ti chiamano tutti. Sei arrivato a più di un anno fa nella vita di ognuno di noi, andando a sconvolgere quelle che sono le nostre abitudini, le nostre idee e i nostri sogni. All’inizio si pensava che questo virus ci avrebbe reso tutti più buoni, ma in realtà non è stato così: con il passare dei giorni, la rabbia repressa nei confronti di ciò che stava capitando ci ha portato ad essere più “cattivi”, facendo nella macchina dei social la nostra macchina da guerra, creando polemiche, discussioni e cattiverie. (foto di Maurizio Borserini)

L’idea su di te è del tutto personale: sai, c’è che dice che sei arrivato da un laboratorio, c’è chi dice che sei arrivato da un animale, di certo non scopriremo mai quale sia la reale verità, ma l’unica certezza è che tu esisti. C’è chi dice che non esisti, che sei un “complotto” creato per l’economia, per distruggere un sistema “esistente da anni”. L’unica cosa certa è che hai radicalmente cambiato la vita di ognuno di noi. Chi ha dei figli, dice che loro sono stati rovinati da questo virus, ma la stessa cosa è per chi ha dei genitori, magari anziani, che per più di un anno non sono usciti di casa, limitando i rapporti e la vita stessa. Insomma, ci hai letteralmente trasformato.
Venendo a me e te: abbiamo dei punti in sospeso di cui parlare. A settembre, più precisamente il 15, la mia mamma sta male, molto male, e dobbiamo portarla in ospedale. Da lì, dopo svariati esami ci si accorge di una malattia gravissima che l’ha colpita: mieloma multiplo. Lunedì 12 ottobre, a causa tua, non mi è più permesso di stare con la mamma. Fino a quel giorno, ho avuto l’onore di essere con lei e di tenerle la mano, spesso.
Arriva il 15 ottobre, sono le 18 e io sono fuori dalla porta del reparto per portare gli apparecchi acustici alla mamma; squilla il telefono ed era l’ospedale dicendo di correre lì, poiché avevano una notizia. Esce un dottore da quella porta, che mi dice che la mamma non c’è più. Era volata in cielo. Il mio strazio è stato immenso, un dolore indescrivibile, che non mi ha permesso di riprendermi completamente. E tutto questo, caro virus, è anche stata colpa tua. Il rammarico più grande? Non poter essere stata con la mamma, nel momento in cui emanava l’ultima respiro. Dai…..ce la sto facendo a farti sentire un po’ in colpa? Non credo, perché il tuo obbiettivo è quello di fare del male, ma io ci provo comunque.
E poi è successo che sei anche entrato in casa nostra. Maledetto e mannaggia a te! Sei entrato nella nostra famiglia, e hai portato via l’altra persona più importante della mia vita: il mio papà. Prima la mamma (anche se non sei stato esattamente tu) e poi papà. Papà però si che ti ha dato del filo da torcere! Ce ne hai messo di tempo per sconfiggere il mio papà! Quasi 70 giorni. 70 giorni in cui sapevamo che se ce l’avrebbe fatta sarebbe stata la vittoria più grande della mia Vita. Alla fine hai vinto tu. Come mi sento? Arrabbiata? Delusa? Amareggiata? Non credo. Forse un po’ frastornata, quello sì, triste, perché le due persone che amavo di più al mondo, a causa anche tua non ci sono più.  Hai provato a convincermi che la vita non è così bella come vogliono farci credere, hai provato a togliermi il sorriso o farmi diventare gli occhi tristi. Ma nonostante tutto, caro virus non ce l’hai fatta. Perché, io credo che la vita sia la cosa più meravigliosa che ci possa essere e sono sicura che da lassù mamma e papà stiano ridendo alla faccia tua, davanti a un bel bicchiere di vino rosso, come solo loro sapevano fare. Ah e non ti preoccupare! Appena sarà possibile, non me ne frega niente se ci siamo disabituati, ma io tornerò ad abbracciare chiunque incontro e a cui voglio bene! Perché la Vita, ora della fine trionfa. Su tutto.
Elisa

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 06 Maggio 2021
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