Cristiano Ronaldo dà l’addio alla Juve e alla Serie A

Il fuoriclasse portoghese ha lasciato Torino ed è tornato al Manchester United. Saluta l'Italia con 101 gol e due scudetti in bianconero con il rimpianto dei pochi risultati in Champions

cristiano ronaldo juventus

Si è chiusa oggi l’esperienza di Cristiano Ronaldo alla Juventus e nella Serie A italiana di calcio. Il portoghese, cinque volte pallone d’oro, ha messo fine alla cascata di voci che si sono susseguite negli ultimi due giorni e dopo aver salutato i compagni di squadra alla Continassa – il centro di allenamento bianconero – ha lasciato Torino con un volo da Caselle. (foto: juventus.com)

Un epilogo maturato dopo il burrascoso incontro di ieri tra i dirigenti bianconeri e il manager di CR7, Jorge Mendes, accusato dal club di aver offerto il giocatore senza avere preso accordi con la società. Comunque sia andata, la situazione è via via precipitata con Ronaldo che ha terminato il largo anticipo quello che è stato l’ultimo allenamento in bianconero per una botta al braccio, per poi tornare al campo solo per il commiato.

Si chiude così una parentesi durata poco più di tre stagioni, in cui uno dei due più forti fuoriclasse degli ultimi vent’anni (l’altro, ovviamente, è Leo Messi) ha giocato nella Serie A italiana. Il bottino personale ha come sempre cifre pazzesche: 101 gol in 134 partite con la Juventus – il 102° è stato annullato per millimetri nel match di domenica a Udine – e un titolo di capocannoniere ottenuto nel campionato scorso. Con lui in campo la Juve ha vinto due scudetti, due Supercoppe Italiane e una Coppa Italia: mica male, in generale, ma è chiaro che CR7 era stato preso anche per fare la differenza in Champions, una situazione che si è verificata solo a corrente alternata e senza risultati al tirare delle somme.

I colpi di scena non sono terminati perché il portoghese non giocherà per Pep Guardiola al Manchester City come si pensava fino al primo pomeriggio, bensì sulla sponda “rossa” della città inglese. Ronaldo è infatti tornato al Manchester United, la prima squadra al di fuori della patria nella quale ha giocato e in cui si impose agli occhi del mondo.

Per la Juve – che darà una raddrizzata al bilancio senza più lo stipendio da 31 milioni netti – invece si riaprono le strade del mercato, anche se i nomi in circolazione non possono certo essere messi sullo stesso piano del marziano che è decollato da Torino per non fare ritorno.

Damiano Franzetti
damiano.franzetti@varesenews.it

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Pubblicato il 27 Agosto 2021
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