I 50 anni del sindaco di Malnate: “La pandemia ci ha messo alla prova, ma abbiamo progetti importanti”

L’11 ottobre la prima cittadina Irene Bellifemine spegne 50 candeline: "Il Polo Civico la sfida più bella da portare a temine. Ai malnatesi chiedo più confronto e meno polemica"

Il dibattito elettorale a Malnate

L’11 ottobre è un giorno speciale per Irene Bellifemine: il sindaco di Malnate compie oggi 50 anni. Un traguardo che festeggia dopo due anni difficili, con la pandemia che ha reso più difficile amministrare, tanto più che la stessa prima cittadina è stata colpita dal virus per ben due volte.

Malnate è oggi una realtà complessa, uno dei comuni più popolosi della provincia di Varese – il nono con più di 16mila abitanti – e diversi progetti ambiziosi nel cassetto che potrebbero cambiare il volto della città nei prossimi anni. 

Buongiorno Irene, come sente i 50 anni?

«Li sento come 30+20. Mi sento molto giovane di testa, con la voglia di fare e progettare. Anche se il corpo ogni tanto lancia qualche segnale».

Gli ultimi due sono stati particolarmente duri, sia da persona, sia da amministratrice

«È vero, sono stati molto intensi. Ci hanno cambiato la vita, anche la mia. Come amministratrice ho imparato tanto, affrontato tante sfide, ma la forza del gruppo di collaboratori e della famiglia mi hanno dato una grande mano. Come persona sono stata molto provata. La pandemia non mi ha risparmiata e quindi per me è stata anche una sfida personale, di carattere e fisica. Sono contenta perché ho sempre avuto un atteggiamento di problem solving e in questo sono sempre riuscita ad avere a fianco un ottimo supporto che mi ha dato la giusta forza per continuare».

Come vede Malnate oggi?

«La vedo cambiata, perché credo ci sia stato un percorso di vita che ha variato le persone e i modi di vivere, ma anche di approcciarsi dal punto di vista sociale. Vedo tanta solidarietà ma anche un po’ di amarezza, così come in tutto il mondo. Ci sono persone pronte a trovare il nemico al quale sparare. Spero che questo sia solo un passaggio da affrontare e superare. A Malnate vedo tanta voglia di lavorare e progettare, trovando le soluzioni per tutte le fasce di età. In tanti si sono messi a disposizione per collaborare e migliorare la città, spero che questo senso di comunità diventi sempre più forte».

Qual è la sfida più grande che la aspetta?

«La sfida più bella che vorrei portare a termine è quella del Polo Civico Culturale. Anche per quello detto precedentemente, Malnate ha bisogno di un luogo che dia ai cittadini un luogo per scambi sociali e culturali. Speriamo che entro la fine del mio mandato si possa posare la prima pietra dell’edificio che deve diventare il segno del cambiamento sociale di Malnate. Spero che possa essere quel contenitore di contenuti sociali, culturali e morali della città e che metta in relazione le varie parti sociali».

Cosa vorrebbe chiedere ai malnatesi?

«Vorrei vedere una partecipazione più costruttiva e meno in maniera negativa e polemica. Evitare la pura polemica; mi metto, e ci mettiamo come amministrazione, a disposizione per il dialogo, come abbiamo sempre fatto».

Quali sono i progetti per i prossimi mesi?

«Le rotonde in piazza Vittorio Veneto sulla Briantea, il Polo Civico e, se riusciamo ad avere i finanziamenti tramite il Pnrr, la riqualificazione del campo sportivo di via Gasparotto e dell’Area Feste di via Pastore. Mi piacerebbe che la Regione riesca a realizzare il Peduncolo che ci aiuterebbe a vivere meglio la città. I dialoghi sono iniziati e il progetto sembra possa andare avanti».

Che regalo si aspetta per questo compleanno?

«Mi aspetto che si capisca la volontà di prendersi cura di Malnate e cercare di renderla tutti più bella».

Qual è il desiderio che vuole esprimere soffiando le candeline?

«Sono tante le cose che vorrei, su tutte spero salute e la capacità di essere sostenibili in tutti i sensi, ambientale e sociale».

Francesco Mazzoleni
francesco.mazzoleni@varesenews.it
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Pubblicato il 11 Ottobre 2021
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