Il concept album satirico dei Jethro Tull

Ian Anderson invitava a non essere troppo seriosi

50 anni fa la musica

Quando uscì Aqualung ci fu un dibattito fra chi lo riteneva un concept album e chi no. Fra i secondi c’era Ian Anderson che pare disse “Bene, allora vi faccio vedere cos’è un concept album. Anzi: la madre di tutti i concept album!” E fece un disco con un pezzo solo, anche se la “forma LP” lo costrinse a dividerlo in due. Molti musicisti di allora – George Harrison su tutti – andavano pazzi per i Monty Python, tanto da finanziarne i divertentissimi film: Anderson era tra questi e volle proprio ispirare il suo lavoro a una qualche forma di satira sociale della società inglese. Si inventò allora un ragazzino, Gerald Bostock, che con un poema aveva vinto il premio della Society for Literaly Advancement and Gestation (l’acronimo SLAG sta per donnaccia) ma era stato squalificato per le proteste del pubblico e di una équipe di psicologi riguardo al contenuto deviante dello stesso, che ovviamente costituisce il testo di Thick as a brick. E la copertina era un vero e proprio giornale di provincia di 12 pagine che si occupava del fatto. Non abbiamo ancora parlato della musica: un altro capolavoro dei Tull, che altro dire, che continuano a forgiare il proprio prog personalissimo mischiando folk e rock. Un disco che a cinquant’anni di distanza non stanca mai.

Curiosità: in un’intervista dell’epoca, per enfatizzare il lato umoristico del disco, Ian Anderson dichiaro che “Thick as a brick sta alla musica di Yes e EL&P come Airplane! sta a Airport”. Si riferiva ai film: Airport in italiano tenne il titolo originale; Airplane! era L’aereo più pazzo del mondo.

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Pubblicato il 17 Marzo 2022
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