Donato all’ospedale Del Ponte un apparecchio che testa le potenzialità dei cardiopatici congeniti di fare sport
Fondazione Il Ponte del Sorriso e la famiglia Palladini Cristiano hanno donato la macchina che abbina l'elettrocardiogramma alla spirometria. L'esame si potrà fare dagli over 12 anni
Ogni anno nascono circa 4500 bimbi con cardiopatia congenita. Il 90% arriva all’età adulta grazie alle cure e ai controlli sanitari. All’ospedale Del Ponte di Varese dal 2008 esiste la cardiologia pediatrica, una branca specifica che cura il cuore dei bambini, “che è diverso da quello degli adulti”. A guidare il reparto è la dottoressa Alessandra Stifani che oggi annuncia l’arrivo, nell’ambulatorio per la pratica sportiva del paziente cardiopatico, di un nuovo macchinario : « La novità ci permetterà di offrire un servizio unico a livello regionale – spiega la specialista – Sappiamo che l’80% delle cause di esclusione dalle attività sportive sono cardiovascolari. Di queste il 20% è legato a patologie congenite. Grazie a una cospicua donazione, abbiamo acquistato questa apparecchiatura che ci permette di effettuare il test cardiopolmonare da sforzo , considerato gold standard per la valutazione cardiopolomonare, e valutare bene le possibilità del paziente di fare sport e a quale livello. Il test si ripete annualmente così da tener monitorata l’evoluzione».
La macchina, costata 30.000 euro, è frutto di una donazione congiunta sostenuta dalla Fondazione Il Ponte del Sorriso e dai coniugi Palladini, genitori di bimbi in cura al Del Ponte, da tempo benefattori dei suoi servizi.
Per il polo della donna e del bambino è un altro tassello che si aggiunge sulla via dell’eccellenza, come ha sottolineato il Direttore del Dipartimento Professor Massimo Agosti, ma è anche un’offerta importante per verificare oggettivamente le potenzialità dei giovani in campo sportivo, così da non privarli di passioni e aspettative proprie della loro età come ha ricordato la dottoressa Battistina Castiglioni, direttore del Dipartimento Cardio-Toraco-Vascolare. Emanuela Crivellaro ha ricordato l’impegno della Fondazione nel sostenere i sogni dei bambini che fanno parte integrante della cura medica.
I ragazzi, dai 12 anni, si sottopongono a una prova da sforzo classica a cui è associata anche la spirometria: i grafici ottenuti di stress massimo permettono di individuare puntualmente lo stato di salute del paziente e il livello di pratica sportiva che può sostenere: « L’esclusione è spesso legata a fattori di natura famigliare, ma anche all’incertezza nell’individuare un programma idoneo alle varie condizioni – spiega la dottoressa Stifani – Proprio per queste considerazioni nasceva tre anni fa l’ambulatorio per pratica sportiva del cardiopatico congenito che oggi trova completamento. La formazione specifica del personale medico della cardiologia pediatrica e l’acquisizione di questa apparecchiatura ci permettono di fornire le risposte adeguate circa la capacità di lavoro di tanti ragazzi dai 12 anni e adulti nati con una cardiopatia congenita».

L’apparecchio consiste in un cicloergometro, un elettrocardiografo a 12 derivazioni, uno pneumotacografo connesso a un boccaglio con analizzatore di gas. L’analisi dei dati è gestita da un software dedicato che li elabora in curve e grafici per descrivere le capacità funzionali del paziente.
L’ambulatorio di cardiologia pediatrica è inserito nel dipartimento cardio-toraco-vascolare per dare continuità all’assistenza anche dopo l’età pediatrica. Al momento la dottoressa Stifani segue 120 cardiopatici adulti a cui si sommano le centinaia di casi pediatrici che a breve potranno essere sottoposti all’esame.
Il direttore sanitario della Sette Laghi Maffioli ha quindi ringraziato i donatori che permetteranno a 150 giovani , ogni anno, di verificare in modo oggettivo le proprie capacità. Maffioli ha anche ringraziato particolarmente il personale, medico, infermieristico e tecnico che con entusiasmo svolge quotidianamente il proprio lavoro, nonostante le difficoltà e le carenze di personale.
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