L’accordo fiscale sui frontalieri è realtà. Sarà in vigore dal 1 gennaio

Dopo anni di trattative l'iter istituzionale si è concluso con l'approvazione al Senato. Oltre alle norme sulla tassazione, via anche alla cancellazione della Svizzera dalla black List del fisco e intesa temporanea sul telelavoro

Lavena Ponte Tresa - Riqualificazione valico Ponte Tresa

Con il voto unanime del Senato della Repubblica, nella mattinata di mercoledì, è ormai cosa fatta l’accordo tra Italia e Svizzera sulla tassazione dei lavoratori frontalieri. Un pacchetto di norme che ha alle spalle un percorso di trattative iniziato diversi anni fa e che andrà a sostituire la precedente intesa in materia di fiscalità per i lavoratori pendolari nelle fasce di confine tra i due stati. Attualmente si contano ben oltre 70mila persone nelle province di Varese, Como e Vco che passano quotidianamente la frontiera per andare a lavorare.

L’ultimo passaggio formale atteso è lo scambio dei documenti con cui le autorità italiane ed elvetiche proclameranno l’entrata in vigore dell’accordo internazionale. Si ricorda però che gli effetti della nuova normativa si applicheranno a partire dal 1 gennaio 2024, data di entrata in vigore.

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Black list e telelavoro

Tra i contenuti del disegno di legge, a seguito di un confronto tra i ministri competenti italiani e svizzeri  (il varesino Giorgetti e la consigliera federale Karin Keller-Sutter) anche la norma che stabilisce l’uscita della Svizzera dalla cosiddetta “black List” del fisco italiano e, tema particolarmente caro ai lavoratori frontalieri, il ripristino dell’intesa sul telelavoro che resterà valida fino al 30 giugno di quest’anno. Le regole introdotte dall’intesa tra i due stati non modificheranno lo status degli attuali “frontalieri fiscali” ma avranno applicazione solo nei confronti dei nuovi frontalieri.  Qui i dettagli e la differenza tra “nuovi” e “vecchi” frontalieri

Inoltre “Ricordiamo – si legge nella nota del sindacato svizzero Ocst – che sono state definitivamente accolte le richieste del sindacato (e delle associazioni dei comuni di confine, ndr) ovvero: aumento della franchigia a 10’000 €, non imponibilità degli assegni familiari svizzeri, piena deducibilità dei contributi sociali versati in Svizzera (compresi quelli per i prepensionamenti di categoria), impegno a riformare l’indennità di disoccupazione NASPI per i frontalieri che perdono il lavoro (rendite mensili più elevate per i primi tre mesi)”.

La soddisfazione della politica

Alfieri (PD): «E’ un grande risultato, che ci rende particolarmente soddisfatti – dichiara Alessandro Alfieri, vice presidente vicario dei senatori democratici -. Un lavoro importante, che si chiude dopo due anni e mezzo, fatto con gli amministratori locali e tante realtà territoriali a partire dalle forze sociali”, spiega Alfieri sottolineando come “il provvedimento riconosca per la prima volta una specificità delle fasce di confine entro i venti chilometri. Quindi si tratta di una conquista, anche perchè abbiamo mantenuto gli impegni principali: mantenere inalterate le risorse destinate ai comuni della fascia di confine e allo stesso tempo tutelare i lavoratori frontalieri che hanno progettato la loro vita in base all’attuale livello di tassazione. Ma la vera innovazione è che costruiamo il primo esperimento di federalismo fiscale destinando l’extragettito dei nuovi lavoratori frontalieri a progetti infrastrutturali e socio economici dei territori di confine”.

Alfieri ha chiesto infine “l’impegno del governo a chiudere velocemente con la controparte elvetica una intesa definitiva sullo smart working per evitare che i lavoratori frontalieri paghino più tasse. L’obiettivo che si vuol raggiungere è tutelare coloro che lo utilizzano fino al 40 per cento delle ore settimanali.
Quindi bene l’emendamento approvato alla Camera che copre i lavoratori fino al 30 Giugno, ma c’è bisogno che il governo mantenga gli impegni. Siamo preoccupati che il ministro Giorgetti sia in ritardo rispetto alla parte elvetica. Ora dobbiamo dare un orizzonte certo e di serenità a quelle famiglie che rischiano di avere minori introiti ogni mese in busta paga” “Serve – conclude Alfieri – un ultimo sforzo per chiudere questo percorso proficuo iniziato sotto la spinta del partito democratico e che oggi portiamo finalmente a compimento”.

Candiani, Romeo e Zoffili (Lega): «Bene l’approvazione definitiva del ddl di ratifica degli accordi Italia-Svizzera. Con il voto di oggi abbiamo una definizione chiara delle aree di frontiera e tutele per i lavoratori, come l’aumento della Naspi erogata sul parametro svizzero e l’utilizzo di un fondo per erogare assegni integrativi dello stipendio dei lavoratori nei territori italiani di confine. Rendendo più attrattive dal punto di vista salariale queste aree, scongiuriamo la desertificazione e poniamo le basi per un serio riequilibrio e, in prospettiva, sviluppo dei territori lombardi e piemontesi di confine con la Svizzera. Obiettivo della Lega resta la realizzazione di Zone Economiche Speciali per i territori di confine delle province di Como, Varese, Sondrio e VCO, così come abbiamo chiesto in una proposta di legge già nella scorsa legislatura». Così in una nota i parlamentari lombardi della Lega Stefano Candiani, Massimiliano Romeo ed Eugenio Zoffili a margine dell’approvazione a Palazzo Madama del ddl di ratifica degli accordi Italia-Svizzera sui lavoratori frontalieri.

Maria Carla Cebrelli
mariacarla.cebrelli@varesenews.it

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Pubblicato il 31 Maggio 2023
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