“Accuse incomprensibili”, torna al gup il processo sulla sospetta corruzione a Induno Olona

Il Collegio accoglie le eccezioni sollevate dalle difese: “Il contenuto del capo di imputazione è inqualificabile sul piano giuridico

tribunale varese

Il processo per il sospetto di corruzione e truffa ai danni dello Stato a Induno Olona nato da un’inchiesta della Guardia di Finanza nel 2019 segna il passo.

Con un’ordinanza letta oggi in aula, il collegio di Varese ha accettato le riserve presentate dalle difese dei quattro imputati, due degli arrestati colpiti da misura cautelare più altre due posizioni ritenute minori.

Le eccezioni preliminari avevano come obiettivo quello di smontare la tesi accusatoria ritenuta dagli avvocati difensori oltremodo indefinita e difficile da inquadrarsi dal punto di vista della qualificazione dei reati. Una tesi di fatto sposata dal collegio, che con la decisione di giovedì 30 maggio rimanda gli imputati di fronte al giudice per l’udienza preliminare di Varese: il pm dovrà decidere circa la riqualificazione del capo di imputazione, e il giudice circa l’eventuale rinvio a giudizio.

Un colpo di scena a dire il vero neppure troppo inaspettato sentendo il commento dei difensori: «Da un lato siamo felici del fatto che sia stata accolta la nostra tesi, dall’altro piuttosto sconcertati rispetto alla questione da noi sollevata dal momento che sono anni che stiamo portando avanti convintamente l’oggetto delle nostre eccezioni, e che facciamo presente la difficile intelligibilità del capo di imputazione», spiega uno degli avvocati difensori, Patrizia Esposito.

La palla ora torna al livello procedurale precedente, tenuto conto che sono passati diversi anni dalla supposta consumazione dei reati, e potrebbero sorgere questioni di incompatibilità coi giudici chiamati a decidere sul caso: faccenda insomma per la quale occorreranno molti mesi, mentre la prescrizione galoppa spedita. Gli altri avvocati che difendono gli imputati sono Pasquale Schiariti, Nicola Giannantoni del foro di di Varese e il collega Cristian Mongodi del foro di Brescia.

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Pubblicato il 30 Maggio 2024
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