Gatto ucciso al Sacro Monte, si attende l’autopsia: la rabbia dei residenti sui volantini
Le lastre realizzate mentre l’animale era ancora in vita. La veterinaria: “Colpito più volte con piccoli proiettili di metallo”

Colpito forse mentre scappava, poi nuovamente raggiunto in almeno un punto vitale, all’addome: l’animale è morto il mattino seguente, e ora c’è una denuncia per «uccisione di animale» pronta per essere inviata ai Forestali di Varese.
Il caso del gatto fatto oggetto di spari lo scorso 30 giugno e morto il giorno seguente continua a far discutere e riempie di rabbia i residenti della via Prima Cappella di Varese. Tanto che sempre gli estensori della denuncia hanno preparato alcuni volantini che avvertono dell’accaduto.
Volantini che verranno distribuiti e resi visibili fra i residenti della strada fra le località di Oronco e Fogliaro, proprio sotto al sacro Monte, dove l’animale è stato ritrovato ferito, agonizzante, e poi portato ad una clinica veterinaria dove gli sono stati somministrati farmaci e sono state eseguite radiografie dalle quali è emersa la presenza di alcuni pallini in metallo all’interno del cornicino. I residenti hanno affermato di aver sentito colpi d’arma da fuoco nel pomeriggio e nelle sere precedenti.
È tuttavia possibile che i proiettili all’interno del corpo del felino – non una “rosa“ di pallini, ma proiettili singoli, come si evince dalla foto sotto che ritrae il corpo del micio passato ai raggi X – siano stati esplosi da un’arma ad aria compressa, che produce un colpo secco e non il rumore di un’esplosione compatibile con uno sparo a fuoco.

Ma, al netto di mere considerazioni empiriche, e a seguito della notizia diventata di dominio pubblico, sarà l’autopsia sul corpo dell’animale a parlare: la carcassa del gatto verrà sottoposta ad autopsia presso l’istituto zooprofilattico di Binago, esame che identificherà con precisione il tipo di proiettile, e l’eventuale nesso di causalità fra i colpi ricevuti e il decesso.
La veterinaria che ha visitato l’animale ed eseguito la radiografia mentre il gatto era ancora in vita non ha dubbi: «È stato colpito più volte con piccoli proiettili in metallo». I residenti non si arrendono e lanciano l’appello: «Chiunque abbia visto qualcosa contatti i carabinieri». E ricordano:«L’uccisione degli animali è un reato punibile da quattro a due anni di reclusione».
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Fate del male ai miei gatti e sarà l’ultima cosa che farete nella vita.
Queste notizie mi fanno imbufalire e seriamente preoccupare per il fatto che, evidentemente, ci sono squilibrati a mano armata, magari insospettabili, pronti a “divertirsi” procurando la sofferenza altrui.
Bello schifo.
Questo è il classico caso da “controlli di vicinato”, utili e forse indispensabili per individuare quelle bieche persone che forse per salvaguardare l’integrità dei propri fiori e del proprio giardino hanno deciso di spegnere la vita di un povero esserino facendolo perire tra atroci sofferenze: Vergogna!!!
Il colpevole va molto probabilmente ricercato proprio tra che nei giorni/settimane scorse s’è lamentato dei danni fatti dal povero micio al proprio giardino. Utile forse indagare facendo domande nei negozi che vendono dissuasori per mici o tra coloro che abbiano pubblicamente espresso lamentale in tal senso.
Bruno Paolillo